Nord è una delle piccole sorprese di quest’anno. Passato in concorso all’ultimo Torino Film Festival, “rischiando” di vincere sia il premio come miglior film che il Mouse d’Oro (premi andati poi a La bocca del lupo), il terzo film del norvegese Rune Denstad Langlo è un road-movie ambientato tra le nevi: il protagonista si muove infatti non con una macchina, ma con una slitta.
Iomar è un addetto a un impianto sciistico, ma ormai non vuole più lavorare, soffre di mal di testa e cade sempre più in depressione. Un giorno il suo ex migliore amico si presenta alla sua porta; tempo fa gli ha rubato la ragazza. L’uomo rivela a Iomar che il figlio di 4 anni è in realtà suo figlio. Iomar decide di partire con la sua slitta per arrivare al nord della Norvegia ed incontrare il figlio per la prima volta.
Piccolo, ironico, malinconico: questo è Nord, che arriva nelle nostre sale da venerdì 26 febbraio grazie alla Sacher di Moretti, che l’ha subito addocchiato prima del suo passaggio a Torino durante la prima edizione di Amelio. Dopo il salto, oltre alla fotogallery che già potete vedere, vi aspettano il trailer originale e due locandine, tra cui quella italiana.
Nord: fotogallery, locandine e trailer originale del film di Rune Denstad Langlo



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L’81ª edizione dei National Board of Review Awards si è svolta il 12 gennaio e ha visto tra i vincitori anche Wes Anderson per il suo meraviglioso Fantastic Mr. Fox: il regista ha infatti ricevuto il premio Special Filmmaking Achievement Award.
Ma prima di ritirare il premio di persona, Anderson ha fatto mandare in onda un videomessaggio dove si presentava come animale in stop motion, proprio come i protagonisti del suo ultimo film, uscito a novembre negli Usa, passato in anteprima da noi al Torino Film Festival e in uscita nelle nostre sale appena il 2 aprile.
Un modo molto simpatico e originale per ritirare un premio, a conferma del carattere stralunato e sorprendente del regista. Trovate il video dopo il salto.
Qualche conferma e molte sorprese fra i vincitori dei Satellite Awards, arrivati quest’anno alla 14a edizione. Sono quattro le statuette conquistate da The Hurt Locker di Kathryn Bigelow: miglior film drammatico, miglior attore (Jeremy Renner), miglior montaggio e miglior regia. Nine di Rob Marshall trionfa fra le commedie e i musical, portandosi a casa anche il premio per la fotografia. Meryl Streep è stata incoronata come miglior attrice per Julie & Julia, mentre Mo’nique ha ritirato il premio come migliore non protagonista per Precious, confermando il proprio status di vincitrice annunciata anche per le premiazioni a venire. Questo il verdetto dei giurati dell’International Press Academy, che ha consegnato i riconoscimenti nel corso di una cerimonia tenutasi al Grand Salon dell’InterContinental Hotel di Century City, in California.
Ex-aequo a sorpresa per i film stranieri Gli abbracci spezzati di Pedro Almodovar e La Nana di Sebastián Silva, film cileno visto al Torino Film Festival. Sorpresa anche nella categoria dedicata ai film d’animazione, dove vince Fantastic Mr. Fox - Una volpe troppo furba sbaragliando l’agguerrita concorrenza di Up, La Principessa e il Ranocchio e Piovono Polpette. Un solo premio (miglior colonna sonora) per Fra le Nuvole e per i Bastadi Senza Gloria di Quentin Tarantino (Christoph Waltz - miglior non protagonista). Nulla di fatto per Bright Star di Jane Champion ed An Education di Lone Scherfig nonostante vantassero numerose nomination ciascuno.
Dopo il salto vi attende la lista completa delle nomination e dei vincitori. Date un’occhiata: siamo curiosi di conoscere le vostre opinioni.
Fonte: PressAcademy
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C’è un articolo da non perdere sulla rivista “Il Giudizio Universale” che dalla stampa è passata al sito GiudizioUniversale. E’ scritto da Alberto Barbera, il direttore del Museo del cinema di Torino, ex direttore della Mostra di Venezia, uno che se n’intende.
Nell’articolo, tutto da leggere, si torna con accenti seri e pungenti sulla situazione del nostro cinema che vive di fuochi di paglia (?) sia sul piano delle opere d’autore che di quelle opere che puntano esplicitamente al successo del pubblico. Abbiamo bisogno delle une e delle altre, ma il bilancio in questi mesi è magro e non ci sono grandi prospettive, se non speranze colte al volo, come La bocca del lupo di Piero Marcello, premiato all’ultimo Torino Film Festival. Non l’ho ancora visto e sono molto incuriosito, interessato.
Ma Barbera è decisamente preoccupato e dice che si “naviga a vista”, molto vero. Sui rimedi le parole si fanno difficili per tutti, anche per gli esperti. Qui in Italia è sempre successo nell’ultimo mezzo secolo che, con il declino del cinema popolare e d’autore e l’intervento spesso arrogante prima dalla tv e poi delle tv, il cinema tutto insieme si sia messo nelle mani di politici e di politiche i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Forse non disastrosi ma opachi, ciechi sull’oggi e sul domani.
Continua a leggere: E’ ri-morto, quando nasce più che ri-nascere?

Ecco un accostamento davvero inedito e potenzialmente interessante: Johnny Depp sullo schermo affiancato da Gianni Amelio - per la prima volta in veste di attore - per la regia del bosniaco Emir Kusturica. Sembra quasi un pesce d’aprile fuori stagione, eppure è vero. In occasione della presentazione della versione integrale (sette ore) di Underground (trionfatore al Festival di Cannes nel 1992) al Torino Film Festival la scorsa settimana, Kusturica ha proposto ad Amelio, neo direttore del Festival, di fare parte del suo film.
“Ve ne racconto una – dichiara Amelio sulle pagine de La Stampa - alla fine della grande festa di sabato sera, per la chiusura del TFF, Kusturica mi ha preso sotto braccio per farmi una proposta che non mi sarei mai aspettato: mi ha offerto una parte nel suo film su Pancho Villa, a fianco del protagonista Johnny Depp. Ma si rende conto? Alla mia età, dopo 45 anni trascorsi dietro la macchina da presa, mi propongono di fare l’attore! Le confesso che la cosa mi tenta non poco, Emir è un grande regista, certo è che non saprei da dove cominciare!” chiosa il regista.
Le riprese di Seven Friends of Pancho Villa and the Woman with Six Fingers - questo il titolo del film - non prenderanno il via prima del 2011, vista l’agenda fitta di impegni cinematografici di Johnny Depp, quindi Gianni Amelio potrà prendersi tutto il tempo di cui ha bisogno per maturare una decisione e dare una risposta al collega Kusturica.
Continua a leggere: Gianni Amelio accanto a Johnny Depp per Emir Kusturica?
Facciamo un gioco, rubando un’idea che ha avuto Bruno Fornara a proposito di Venezia 65 (Cineforum, n. 478): facciamoci il concorso del Torino Film Festival 27. In giro i bilanci di questa edizione sono tutti positivi: il concorso è il migliore degli ultimi anni, le retrospettive sono bellissime, c’è il tutto esaurito, ci sono gli italiani in gara e uno vince tutto (miglior film, FIPRESCI, Mouse d’Oro). Meglio di così. E invece scommettiamo che poteva essere ancora meglio questo primo concorso “ameliano”?
Noi, da spettatori che immaginiamo un concorso, rispettiamo solo una regola, ovvero quella di ammettere in gara solo opere prime, seconde e terze. Iniziamo a togliere via quello che secondo noi non va. Via il dente, via il dolore: La bocca del lupo, visto che è piaciuto a tutti e lo si è pompato sin dall’inizio, quando nessuno aveva ancora visto il film, meriterebbe addirittura l’apertura del festival, magari un evento speciale a sé, e quindi lo spostiamo nella neonata Festa Mobile (leggi semplicemente Fuori concorso). Ma che succederà quando sarà distribuito in sala? Come lo accoglierà il pubblico?
Discorso più difficile ancora per il secondo titolo italiano, Santina, del quale si cerca un senso tra momenti video-arty, animazione, attimi di estetica postmoderna esasperata: meriterebbe una categoria a sé. Fuori concorso per You Wont Miss Me, indipendente nell’anima con tante conversazioni ma idee sotto il livello di guardia, e per Chi l’ha visto, home movie che sveglia lo spettatore solo alla fine, poi tutti a casa.
Continua a leggere: Torino Film Festival 2009: commenti e voti

Ultime opinioni sui film visti da Cineblog al Torino Film Festival. E le ultime proiezioni sorprendono: un dramma sottile e commovente diretto da una celebre attrice, e un horror australiano che conferma lo stato di salute del genere… Seguiteci ancora per il nostro post riepilogativo su questa edizione del festival, con commenti, opinioni finali e i voti a tutti i film visti.
Beautiful Kate - di Rachel Ward (Festa Mobile - Figure nel paesaggio)
Ned, scrittore quarantenne donnaiolo, torna a casa per rincontrare la sorella e il padre in punto di morte. Con sé porta l’essenima fidanzata. Tornato nei luoghi d’infanzia dopo anni e anni, rincomincia a pensare al suo passato, e soprattutto a Kate, la sorella gemella morta in un incidente stradale ancora giovanissima…
Che sorpresa. L’esordio alla regia di un lungometraggio dell’attrice inglese Rachel Ward, celebre per Uccelli di rovo, è davvero un bel film. Di quelli che si seguono dall’inizio alla fine e sono capaci di sorprendere per qualità di scrittura, qualità di stile e soprattutto qualità umane.
Continua a leggere: Torino Film Festival 2009: Beautiful Kate - The Loved Ones

Lo ha anticipato il Premio della Critica On line, il film La bocca del Lupo è infatti il miglior film di Torino 27, per la sezione Concorso internazionale lungometraggi del 27° Torino Film Festival,
La giuria composta dal presidente Sandro Petraglia (Italia), Anna Biller (Stati Uniti), Rui Nogueira (Portogallo), Maya Sansa (Italia), György Szomjas (Ungheria) ha infatti attribuito il premio per Miglior film (€ 25.000) al documentario di Pietro Marcello.
Il Premio speciale della Giuria (€ 10.000) è stato assegnato a ex-aequo a Crakie di Sherry White (Canada) e Guy and Madeline on a Park Bench di Damien Chazelle (Usa)
Il premio per la miglior attrice va a Catalina Saavedra per il film La Nana di Sebastián Silva (Cile) mentre il miglior attore va ex-aequo a Robert Duvall e Bill Murray per il film Get Low di Aaron Schneider (Usa)
Qui trovate il comunicato con tutti i premi secondari assegnati a TFF 27.
Continua a leggere: Torino Film Festival: vince La bocca del Lupo, ecco tutti i premi

Santina - di Gioberto Pignatelli (Concorso)
La Storia di Elsa Morante fa da spunto e filo conduttore per un’opera anomala nel panorama italiano: un giovane ragazzo dal terribile passato comincia una relazione con una vecchia prostituta. La sfrutta, la fa innamorare, ci fa sesso e pretende dei soldi. All’inizio del film accade il fattaccio: lui uccide lei con una forbice…
Il film di Pignatelli si può dire abbia il merito di tentare una via diversa rispetto al panorama para-televisivo di tanto cinema nostrano, così come La bocca del lupo di Pietro Marcello, il primo film italiano in concorso a Torino. Ma forse bisognerebbe ragionare sul fatto che per far “rinascere” il cinema italiano bisognerebbe semplicemente puntare su storie e trame scritte decentemente e girate con un po’ di stile, invece di buttarsi a capofitto con esperimenti che potrebbero rivelarsi fallimentari.
Purtroppo Santina non si può salvare. E’ una contaminazione lunga quasi un’ora e venti di video-arte, teatro e tanta letteratura, che mescolati assieme non ottengono il risultato di essere buon cinema. Tra deliranti animazioni, momenti forzatissimi e trovate “originali” che sanno di già visto, si assiste ad un delirio che non annoia solo perché si guarda con interesse a come possa essere stata girata la sequenza successiva.
Dopo il successo ottenuto nel corso delle ultime edizioni della Mostra del Cinema di Venezia e del Festival Internazionale del Film di Roma, il Mouse d’Oro è stato assegnato anche al 27° Torino Film Festival. Il premio, istituito lo scorso agosto da un’idea di Hideout, riunisce numerose webzine di cinema italiane che, attraverso i propri collaboratori accreditati presso i Festival di Cinema, votano i film delle rassegne al fine di premiare con il Mouse d’Oro l’opera ritenuta migliore.
La bocca del lupo, secondo lungometraggio di Pietro Marcello, si è aggiudicato il Mouse d’Oro del Torino Film Festival, il premio assegnato da oltre 25 webzine di cinema. Il film, che proprio a Torino è stato acquistato da Bim e l’anno prossimo arriverà nelle sale, ha preceduto per una manciata di voti il norvegese Nord di Rune Denstad Langlo e il cileno La nana (The Maid) di Sebastián Silva.
Il Mouse d’Argento invece, in palio tra tutti i film delle sezioni collaterali del Festival, è andato a Le refuge di François Ozon. Dopo l’interruzione la classifica completa del Mouse d’Oro e le prime posizioni del Mouse d’Argento.
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