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Tutti gli articoli con tag totò

Cineblog Consiglia: La banda degli onesti

pubblicato da Mario B.

banda degli onestiLa banda degli onesti (1956) di Camillo Mastrocinque. Con Totò, Peppino De Filippo, Nando Bruno, Giacomo Furia.

Domani martedì 9 settembre su Rai 1 alle ore 9:50

Il film riproposto domani mattina su Rai1 è un altro grande esempio della perfetta macchina comica formata dalla coppia Totò-Peppino, nonché, curiosamente, uno dei pochi senza il nome dei due attori nel titolo. La banda degli onesti non sarà famoso come altri celebrati film del principe della risata, ma è comunque una commedia molto divertente, ben scritta e con momenti davvero esilaranti.

Totò interpreta il ruolo di Antonio Bonocore, custode di un palazzo che un giorno, in circostanze “fortunose” (la morte di un inquilino), viene in possesso di una valigia che contiene i cliché per la stampa di banconote da dieci mila lire, oltre ad una buona quantità di carta filigranata. Ed ha, dopo qualche ripensamento, la classica idea geniale che potrebbe cambiare la sua vita, facendo uscire la sua famiglia da uno stato di continua indigenza.

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Cineblog Consiglia: Totò Peppino e la malafemmina

pubblicato da Mario B.

Totò, Peppino e… la malafemmina (1956) di Camillo Mastrocinque. Con Totò, Peppino De Filippo, Dorian Gray, Teddy Reno, Mario Castellani.

Domani lunedì 8 settembre su Rai 1 alle ore 9:50

Nell’immaginario comune quello proposto nella mattinata di domani è “il” film di Totò, quello che chiunque, interrogato a proposito della chilometrica produzione del comico napoletano, ricorderà come esempio principe, punta dell’iceberg, “capolavoro”. A torto o a ragione, questo è tutto da verificare, ma non c’è dubbio alcuno che Totò, Peppino e la malafemmina sia un gran film. Divertente e intelligente come solo le migliori commedie della tradizione filmica italiana.

Totò e Peppino interpretano qui i fratelli Caponi, passati alla storia della cultura partenopea fino a divenire oggetto di culto e merce da marketing regionale. I fratelli Caponi vivono in un paesello dell’entroterra campano, lontano dagli squilli della civiltà tecnologica, in un piccolo mondo antico fatto di lavoro e pochi divertimenti. Almeno questo vale per Peppino, il “secondogenio” della coppia. Totò, il “primogenio”, come spesso altre volte nella sua carriera, interpreta uno scanzonato scansafatiche che approfitta della credulità del fratello per rubargli soldi e fare “la bella vita”.

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Morti dal ridere 5. Gli attori comici più divertenti della storia del cinema. Anni 50

pubblicato da Fabio della Sala

Totò Peppino e la malafemmina

Continua la grande sfida riservata agli attori comici più divertenti della storia del cinema. Sarà un lungo percorso, ma ciò ci permetterà di eleggere il più grande di tutti. Per il calendario della manifestazione vi rimando al post introduttivo.

I partecipanti di questo primo girone di comici sono: Aldo Fabrizi, Totò, Vittorio De Sica, Bob Hope, Gianni e Pinotto, Fernandel, Jacques Tati, Peppino De Filippo, Walter Chiari. Di questo secondo girone se ne qualificano quattro.

Per partecipare alla sfida vi rimando al gioco che opporrà tutti i partecipanti come in un virtuale campionato di comici. Ma ora non vi resta che votare i migliori comici degli anni 50! clicca su gioca!

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Cineblog Consiglia: Totò, Peppino e i fuorilegge

pubblicato da Mario B.

totò peppino e i fuorileggeTotò, Peppino e i fuorilegge (1956) di Camillo Mastrocinque, con Totò, Peppino de Filippo, Titina de Filippo, Memmo Carotenuto, Franco Interlenghi.

Domani Lunedì 1 settembre su Rai 1 alle ore 9:50

Nei palinsesti della Rai l’estate è sempre stato il momento perfetto del riciclo e delle riscoperte. Riciclo di film e spettacoli di cui francamente non si sentiva la mancanza e riscoperta delle tante piccole gemme di cui la storia del cinema nostrano è cosparso. E’ il caso del film riproposto nella mattinata di lunedì da Rai1, quel Totò Peppino e i fuorilegge che costituisce uno dei vertici comici dell’immensa produzione del mai troppo celebrato principe della risata.

Totò recita il ruolo della simpatica canaglia, amante della bella vita ma succube della moglie possidente (Titina de Filippo) che ne controlla ogni piccola spesa rendendosi ai suoi occhi irrimediabilmente avara ed antipatica. Una sorta di riproposizione in chiave femminile del barone Antonio Peletti, grande figura d’avaro costruita dall’attore partenopeo in 47 morto che parla. Grande amico di Totò è il barbiere Peppino, un “missionario” della barba che a più riprese diventa vittima degli scherzi e dell’ironia del cliente-amico, che non riesce a decidersi se il poveretto deve rivolgersi a lui con il tu o con il voi.

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Morti dal ridere 3. Gli attori comici più divertenti della storia del cinema. I gironi

pubblicato da Fabio della Sala

Totò e Peppino scrivono la lettera

Dopo il post di qualche mese dedicato ai film più divertenti di sempre (Morti dal ridere), eccoci alle serie di grandi sfide che incoroneranno i migliori comici di sempre. In questa fase, e con l’ausilio dei games, i comici si sfideranno in 8 gironi organizzati secondo scansioni temporali. Passeranno i primi classificati di ogni girone.

Dei tanti attori che mi avete suggerito non ne ho inseriti solo due: Simon Pegg e Daniel Auteuil. Il primo devo dire che non lo conoscevo e penso che non sia ancora così popolare in Italia da poter essere inserito nel girone 90-2000. Il secondo è uno degli attori contemporanei che preferisco, uno dei migliori in circolazione, che passa dal polar al film drammatico, dal film storico alla commedia con estrema nonchalance. Ciononostante non lo ritengo un attore di per se divertente, è un attore che spalleggia e fronteggia bene situazioni comiche e grottesche, ma mi fa un effetto un pò strano vederlo negli elenchi sotto indicati. Se però sarete convincenti, magari lo inserirò (infatti…).

Ma ecco, nella pagina seguente, tutti i gironi e il calendario delle fasi successive. E’ proprio il caso di dirlo: buon divertimento!

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Morti dal ridere 2. Gli attori più divertenti della storia del cinema. Le selezioni

pubblicato da Fabio della Sala

Fratelli Marx

Inauguriamo oggi una serie di sfide che ci permetteranno di eleggere gli attori più comici e divertenti della storia del cinema. In questo caso non vi verranno sottoposti dei sondaggi bensì useremo l’opzione dei games, ovvero quel software che consente di incrociare gli sfidanti come in un campionato.

Prima di iniziare, però, mi occorre ancora una volta il vostro aiuto per finire di stilare l’elenco dei comici (e commedianti) partecipanti alle sfide, che saranno suddivise secondo una scansione temporale. L’elenco e le suddivisioni, che troverete nella pagina seguente, sono ancora in bozza, decisive saranno le vostre segnalazioni, al fine di completare la serie delle sfide.

L’unica condizione per essere inseriti nelle sfide è quella di aver fatto almeno due-tre film da protagonisti, non sono inclusi figuranti, spalle e attori senza ruolo da protagonista. Ad esempio: Bombolo non sarà preso in considerazione, Tomas Milian, se lo vorrete, si… Sono esclusi anche i cabarettisti televisivi di zelig che non hanno fatto film da protagonisti.

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Cineblog consiglia: I Soliti Ignoti

pubblicato da Mario B.

i soliti ignoti locandinaI soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli, con Vittorio Gassman, Renato Salvatori, Marcello Mastroianni, Tiberio Murgia, Carlo Pisacane, Totò, Claudia Cardinale, Carla Gravina, Memmo Carotenuto.

Stasera 30 giugno su La7 alle ore 21:10

Ci sono dei film che non ti stancheresti mai di vedere e rivedere all’infinito. Italo Calvino diceva che, quando ci si riferisce a dei testi “classici”, non si parla mai di leggere ma sempre di ri-leggere. Trasponendo il discorso al testo filmico, ci rendiamo conto che calza a pennello per questa opera di Mario Monicelli, considerata non solo uno dei capisaldi del cinema italiano, ma anche (e soprattutto, nell’ambito della storia del cinema) capostipite di un nuovo modo di intendere la commedia, che porterà al fiorire del genere “commedia all’italiana”.

I soliti ignoti narra le disavventure di una banda di ladruncoli che sognano di fare il grande colpo per dare una svolta definitiva alle loro vite vissute sempre in bilico fra incertezza e miserie. Gli aspiranti milionari sono: Peppe (Gassman), pugile dalle scarse speranze, Mario (Salvatori) che si fa ancora mantenere dalle “zie”, Tiberio (Mastroianni) che deve badare al piccolo figlio perché la moglie è in galera, Ferribotte (Murgia), siciliano all’antica che costringe sua sorella (Cardinale) a restare chiusa in casa, Capannelle (Pisacane) sempre in cerca di qualcosa da mangiare. E poi c’è Totò, ladro di gran fama nell’ambiente, che insegna loro la sacra arte dello scassinare una cassaforte.

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CineBlog consiglia: Uccellacci e uccellini

pubblicato da Gabriele C.

La fiaba e la politica. Il cinema e la politica. Il cinema di Pier Paolo Pasolini non rinuncia mai al forte discorso politico, e in Uccellacci e uccellini è talmente evidente che magari qualcuno che non la pensa come Pasolini si può facilmente infuriare. Però la passione del grande regista e intellettuale è ancora una volta trascinante e geniale, e non si può far finta di niente di fronte all’ennesima perla da custodire gelosamente. L’anno dopo aver viaggiato per l’Italia e averla raccontata in Comizi d’amore, e un anno prima della sua grande interpretazione dell’Edipo Re, Pasolini firma uno dei suoi capolavori, interpretato in diversi modi e aperto alla discussione.

Abbiamo Totò e Ninetto Davoli in viaggio per sfrattare la gente che non ha pagato gli affitti. Li segue nel loro viaggio a piedi un corvo parlante filomarxista, che per prima cosa racconta ai due la storia di due frati che tentarono di far conciliare, senza successo, passerotti e falchi. Il viaggio prosegue, fino all’incredibile conclusione, che è tutta un programma.

Non perdetevelo, se non l’avete mai visto, davvero: è un film impressionante. Forse forse avrà qualcosa di didascalico, soprattutto nella costruzione della “fiaba” e delle sue valenze politiche, ma sono cose necessarie e di cui Pasolini non può fare a meno per arrivare a più persone possibili col suo messaggio. Il film ha una sua forza incredibile nel ritmo, aiutato da una colonna sonora da applauso (vedi anche gli incredibili titoli di testa), nell’ironia contrapposta a momenti in cui esce fuori tutto il Pasolini disilluso e contrariato (vedi il momento, costruito con immagini documentarie, del funerale di Palmiro Togliatti).

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Totò Principe, Regina Cadillac al Festival del Cinema di Roma

pubblicato da Carla Cigognini



Da fare invidia agli ultimi modelli di Porche o Ferrari, un pezzo unico presentato per la prima volta proprio al festival del cinema di Roma: la Cadillac appartenuta al grande Totò.

Signori si nasce o si diventa? Oggi come ieri questa domanda tormenta molti, probabilmente il dilemma non sarà mai risolto. E se è vero che lo stile, l’eleganza, la posizione di un uomo non possono prescindere dall’abito che indossa o dall’auto che guida anche il Principe della risata non fu da meno. Nel passato di Totò, uno che di eleganza se ne intendeva, abbiamo scoperto qualcosa che pochissimi sanno.

Non un’auto qualunque. Se Totò era il Principe, l’auto appartenuta a lui, la Cadillac era la regina delle auto d’epoca. Una Sedan del 1954, 50 anni d’età, oltre 5000 di cilindrata , tappezzata in velluto finissimo bicolore giallo e verde e dai preziosi interni in pelle. Dal libretto la Cadillac risulta appartenuta a sua Altezza Imperiale Antonio della stirpe Costantiniana dei Focas di Bisanzio e fu acquistata da Totò di seconda mano.

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Cineblog consiglia: Totò e Carolina

pubblicato da andrea

Totò e Carolina Regia di Mario Monicelli. Con: Totò, Anna Maria Ferrero, Arnoldo Foà, Maurizio Arena, Enzo Garinei, Mario Castellani, Gianni Cavalieri, Nino Vigelli, Giovanni Graso, Tullio Tomadoni, Tina Pica, Rosita Pisano, Nino Milano. Commedia, b&n 85′ Italia 1955.

Sinossi: Il poliziotto Caccavallo (Totò) deve riportare al suo paese una ragazza, dopo il tentato suicidio di lei. Nessuno però la vuole.

Un piccolo film nato dalla collaborazione tra alcuni dei più grandi talenti del cinema, e non solo, degli anni ‘50. Soggetto di Ennio Flaiano, sceneggiato da Age e Scarpelli, Sonego (i primi avrebbero frequentemente collaborato con Monicelli, mentre l’ultimo produrrà alcuni dei soggetti più surreali del cinema italiano) e prima regia “solista” di un Monicelli dal lungo apprendistato e quindi già dotato di una mano molto precisa, che successivamente produrrà i capolavori che tutti conoscono. Totò e Carolina è però famoso, più per i tanti meriti, che per la pesante censura che subì; uscì infatti nel 1955, dopo che la commissione apposità ne taglò più di duecento metri e il divieto di esportazione all’estero. Al di là del tema molte le scene incriminate: sicuramente lo sguardo amichevole, se non complice, di Totò nei confronti dei manifestanti di sinistra, con le loro bandiere rosse, non doveva molto far piacere ai governanti dell’epoca. Grande occasione, comunque per Totò, di svestirsi delle sue maschere e rivelare il suo lato malinconico (operazione che ripeterà diverse volte con Monicelli).
Domani, venerdì 21/9 ore 16:45 su Retequattro.

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