Decisamente misterioso il personaggio di Veronica Lario in Tenebre, uno dei migliori risultati del nostro Dario Argento. Il film del 1982, vero e proprio cult di tensione e sangue con colpi di scena a ripetizione come solo Argento nel suo periodo d’oro sapeva fare, vedeva la partecipazione della (prossima ex) moglie di Berlusconi nei panni di Jane, ex del protagonista: come molti altri personaggi del film, decisamente ambiguo fino all’ultimo.
Fino alla sua morte, ecco. Quella di Jane è senza dubbi la morte più atroce ed elaborata del film, esagerata e terribile: il geyser di sangue che esplode contro la parete, dipingendola quasi completamente, resta una dette trovate più allucinanti e sadiche della filmografia di Argento. Per la sua violenza, ovviamente, la scena venne censurata in tv (anche a notte fonda, certo, e immaginiamo i vari perché) e in alcune versioni in vhs del film.
Perché riproponiamo la scena? Ma perché è senz’altro quella più cult di Tenebre, cosa pensavate… niente a che fare con il divorzio da Silvio Berlusconi!
Tenebre (Italia, 1982) di Dario Argento; con Anthony Franciosa, Daria Nicolodi, Giuliano Gemma, John Saxon.
Stanotte, 03.40, RaiUno
Al di là di tutto, chi non trova delle perle nella carriera di Argento (almeno fino agli anni ‘80) è cieco o non vuol vedere. A confermare che il thriller e l’horror sono stati segnati anche dal regista romano c’è questo Tenebre, per molti e anche per me uno dei suoi film migliori. Forse perché superbamente sadico e ludico, giocoso sia in fase di scrittura sia per quanto riguarda la tecnica.
Se le tenebrae sono quelle della mente umana e non quelle notturne, perché non ambientare un thriller violento e tesissimo soprattutto di giorno? Scommessa riuscita: anche se alcuni degli omicidi più efferati avvengono alla luce del sole (la ragazza dell’incipit, l’incredibile omicidio nella piazza di Saxon) l’impatto è comunque fortissimo. Certo, poi ci sono accette e rasoi che luccicano nella notte, come nel caso dell’omicidio delle due lesbiche, anticipato da un grande piano-sequenza girato con la louma. E c’è ovviamente l’assassinio della Lario, prima di diventare la signora Berlusconi, risolto con un geyser di sangue: chi vedrà Tenebre stanotte nella versione censurata (leggi: maciullata) non se lo godrà.
Ciò che rende comunque il film prezioso è appunto la voglia di Argento di giocare con personaggi e situazioni: il killer, al solito, può davvero essere chiunque, e tutti allo stesso tempo sono sotto scacco. E indovinare l’idendità del folle assassino è impresa ardua, praticamente impossibile come nei grandi film dei ‘70. A confezionare il tutto la celebre colonna sonora elettronica di Simonetti. Un grande film, citatissimo soprattutto da maestri come De Palma e Tarantino.