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Al via le riprese di Tutti i santi giorni, ritorno al cinema di Paolo Virzì

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http://www.youtube.com/watch?v=zjC5n4273Kc Grandissima attesa di vedere all'opera questa grande cantautrice. :)

3 mesi e 2 settimane fa
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2° spaventoso trailer per l'horror Orphan

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Adoro Peter Sarsgaard e Vera Farmiga, e Jaume Collet-Serra con La maschera di Cera mi aveva piacevolmente sorpreso. Quindi sono piuttosto fiducioso.

2 anni e 11 mesi fa
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Memorie di una Geisha

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Una trasposizione cinematografica più che soddisfacente dell'omonimo romanzo capolavoro di Arthur Golden, Memorie di una Geisha è indubbiamente inferiore al libro ma ugualmente appassionante ed emozionante. La storia della piccola Chiyo strappata dalla sua povera famiglia e costretta suo malgrado a diventare Sayuri, la più grande geisha mai esistita in Giappone. La storia procede con un ritmo accelerato e in poco più di due ore ricopre oltre 15 anni della vita della protagonista, non sempre in modo chiaro, inoltre molti personaggi che ne libro ricoprono una certa importanza nel film sono appena accennati o non compaiono proprio, ma dopotutto si sa, è difficile fare un film da un romanzo e farsì che il primo sia all'altezza del secondo. Gli interpreti funzionano alla perfezione, con una graziosa, dolce, intelligentissima Zhang Ziyi, e con le bellissime, eleganti, sensuali Gong Li (talmente intensa nella sua bellezza, da provocare intorpidimento) e Michelle Yeoh, senza dimenticare l'ottimo Watanabe. Bellissime le musiche di John Williams, ottima l'ambientazione sempre suggestiva nonchè ricostruita notevolmente anche da un punto di vista storico, meravigliosi i costumi e il trucco, emozionante la scenografia, avvolgente la fotografia. La regia di Marshall è più che funzionale, e nel taglio che il regista intende dare al film risulta esser ineccepibile (l'estetica prende il sopravvento rispetto alla sceneggiatura, e nella sua maestosità visiva non fa rimpiangere la mancanza di profondità di alcuni personaggi o la sbrigatività del finale). Un film tecnicamente perfetto, ma che manca della completezza che alberga nel romanzo, ma che grazie alla portentosa presenza di un cast di primordine e di una buona regia risulta ugualmente riuscito.

2 anni e 11 mesi fa
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Due featurette ed uno spot tv con il cameo di Arnold Schwarzenegger per Terminator Salvation

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McG come regista mi piace, così come Bale nel ruolo di protagonista. Io penso di andarlo a vedere, nonostante le critiche davvero poco entusiastiche

2 anni e 11 mesi fa
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Il dubbio - di John Patrick Shanley: la recensione

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Questo è un film particolarmente irritante. E' vero che la tematica trattata, ossia proprio quella del 'dubbio' deve rendere la pellicola subdola, torbida, pesante, ma qui si esagera. John Patrick Shanley si dimostra essere un regista furbissimo, dimostrando si saper dirigere bene un film che in realtà ha davvero ben poco da dire, semmai ha solo qualcosa da suggerire, riuscendo a far insinuare nello spettatore tanti 'se', 'ma' e 'forse'. Ma solo a chi vuole stare al gioco. La pellicola è ben fotografata e la ricostruzione storica-contestuale funziona discretamente. Sicuramente punto di forza del film è il cast, che sembra esser pensato per fare incetta di nomination e probabili vincite agli Oscar con ben 4 nomination attoriali (miglior attrice protagonista la sempre incredibile Streep, attore non protagonista il bravo Hoffman, e attrici non protagonista la ormai sempre più sulla cresta dell'onda Adams e la più improbabile Davis), con ruoli difficili ed intensi. Il film intriga, ci si aspetta la svolta o il colpo di scena, la storia si dilunga, dilata e alla fine non succede mai nulla, rendendo il tutto piatto e inanime. Non si parla della volontà di volere tutto e subito, nè pretendere chiarezza, si parla invece di dare senso al tutto, mancanza che incide notevolmente sull'attenzione dello spettatore che è messo a dura prova e che rischia di annoiarsi in più di un'occasione a causa anche della durata forse eccessiva. Un film tecniamente perfetto, dal quale però era lecito aspettarsi comunque qualcosa di più.

2 anni e 12 mesi fa
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Soffocare - Recensione in anteprima

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Tratto dall'omonimo romanzo di Chuck Palahniuck, qui anche sceneggiatiore, questa pellicola possiede tutti gli elementi necessari per essere un film cult, già prima della sua uscita nelle sale. Punto primo, il soggetto, che tratta di tematiche interessanti quali la sessodipendenza, senso della vita (e della morte), amicizia, amore, denaro. Chuck Palahniuck è un autore di grandissimo talento, e riadatta questo suo romanzo a sceneggiatura, tagliando e ripulendo qua e là, purtroppo eliminando o modificando anche troppo radicalmente la storia originale (probabilmente per il basso budget a disposizione e per la difficoltà del riproporre sequenze di un certo tipo su pellicola). La regia di Clark Gregg purtroppo non è all'altezza del soggetto, e benchè indovini qualche bella sequenza, resta per lo più sulla superficie delle cose, perdendo l'originale cinismo che pervadeva invece nel libro. Il cast fortunatamente è ottimo: Sam Rockwell è strepitoso, credibilissimo nel ruolo del patetico Victor, allo stesso tempo carismatico e ripugnante, stessa cosa per Anjelica Hustun che dopo diversi anni ci regala una prova degna del suo nome, interpetando la madre del protagonista, furiosa ed energica da giovane, fragile e confusa da anziana. Bravissimo anche il resto del cast, che interpreta personaggi eccessivi, freaks della società moderna, con grande naturalezza e sobrietà. La pellicola purtroppo non riesce comunque a sfruttare nemmeno la metà del potenziale totale del soggetto, in appena 90 minuti, riesce a malapena a disegnare le caratteristiche dei protagonisti che ovviamente, nel libro, possedevano una profondità di tutt'altra caratura. Manca quella forza, quella assoluta voglia di raccontare, di mostrare senza aver paura di esser giudicati, che invece si respira mentre si legge il libro. Qui tutto è ridotto a minima cosa, una commedia nera di buona fattura che non colpisce mai come dovrebbe. Ottima anche la colonna sonora, con alcuni brani dei Radiohead. Un film deludente se paragonato al romanzo da cui è tratto, resta comunque da vedere.

2 anni e 12 mesi fa
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A Perfect Getaway - trailer del thriller con Timothy Olyphant, Milla Jovovich, Steve Zahn

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Non vedo l'ora che esca. Milla Jovovich mi fa impazzire, e in questi ruoli dà sempre il meglio di se.

2 anni e 12 mesi fa
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Prima locandina per The Box, nuovo film di Richard Kelly con Cameron Diaz

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Perlomeno Kelly non ha paura di sperimentare…

2 anni e 12 mesi fa
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Angeli e Demoni - la recensione

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Dopo il grande successo di pubblico (ma non di critica) de Il Codice Da Vinci, ecco nuovamente il trio Dan Brown, Ron Howard, Tom Hanks riprovarci con questo più o meno o quasi "seguito" intitolato Angeli e Demoni. E mentre la sceneggiatura tratta dal libro ha un suo perchè (al contrario che ne Il Codice Da Vinci, dannatamente lento e inconsistente), non funziona nuovamente nè la regia del piccolo rosso tanto amato ad Hollywood, nè il protagonista riproposto/interpretato da un sempre più inespressivo Tom Hanks. Ma andiamo con ordine. La trama di questo fanta-thriller anticlericale propone elementi piuttosto banali e risaputi, con colpi di scena improbabili e incongruenze basilari. Ron Howard fa quel che può (non molto a dire il vero), ma perlomeno cerca di dare ritmo ad una storia che superficialmente e con leggerezza riesce a coinvolgere, ma semplicemente perchè si assiste in circa due ore della pellicola alla ricerca di indizi per la risoluzione di un rebus, stile "trova la strada che cunduce al tesoro"… qualcosa di molto meccanico insomma, che non riesce a toccare corde più interne, nè a stimolare interesse sulle tematiche trattate (che in realtà forse nel libro che io non mi sono preso la briga di leggere vengono approfondite). Non è dato sapere molto, parecchi personaggi sono solo abbozzati, nonostante il cast sia degno di nota (ottimi Flavino, Skarsgård e la Zurer, pessimo McGregor e inguardabile Hanks), il film ovviamente non si discosta dal canone del blookbuster americano, con tanto di esplosione atomica (ridicola la sequenza), inseguimenti, supercattivi che non vengono mai colpiti nonostante sottotiro da decine di agenti, cattivi che sono buoni e buoni che in realtà sono cattivi… Insomma, un prodotto di massa, che non cerca di fare nulla se non incassare milioni e milioni.

3 anni fa
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14 anni vergine: il trailer italiano

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Tra i vari generi cinematografici veri è propri, nell'ultima decina di anni, si è diffusa largamente la commedia adolescenziale scolastica. Da 'American Pie' a 'Maial College', da 'Suxbad' a 'Mean Girls', si è cercato di trattare tutti gli aspetti possibili, ovviamente con grande predilezione al sesso e ai rapporti interpersonali, che siano d'amore o di amicizia non importa, a volte con risultati interessanti o perlomeno divertenti, ma molto più spesso con grave mancanza di originalità e realismo. All'uscita di questa pellicola dal titolo italiano già di per sè pessimo, '14 Anni vergine', l'attenzione rivolta è stata unanimamente nulla: mancanza di appeal, cast anonimo (a parte il simpatico e inutile cammeo di Carmen Electra), trama stupida, originalità azzerata. La regia di Christian Charles è pesante, manca di ritmo ed ironia e la storia risulta sin da subito noiosa, e con l'avanzare le cose non migliorano di certo. L'idea di inserire un l'elemento 'soprannaturale' a metà film, non fa che rendere ancorà più ridicola un'operazione già di per sè molto poco credibile. Tra i difetti maggiori, sicuramente c'è la scelta del pessimo protagonista, un ragazzino irritante e brutto, che indispone alla sua sola visione. Inoltre non c'è una sola sequenza divertente, e per una commedia, anche se agrodolce, questo non è assolutamente giustificabile. Un film brutto, sconsigliato a tutti, soprattutto per la buona presenza di concorrenti sicuramente più appetibili che trattano lo stesso argomento.

3 anni fa
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Just Friends - Solo Amici: la recensione

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Roger Kumble, già regista del buon 'Cruel Intentions' e del divertente 'La cosa più dolce', ha uno stile deciso, ironico, preciso e brillante, e in questa sua ultima pellicola, supera davvero se stesso: ritma il film in modo praticamente perfetto, i tempi sono quelli giusti per una storia che alterna romanticismo e risate, sempre perfettamente ecquilibrati. La trama è ben scritta, semplice e divertente e possiede diversi spunti piuttosto interessanti e originali. La forza del film comunque è il cast: Ryan Reynolds è perfetto nel ruolo del belloccio dal cuore d'ore, lo ha dimostrato già nel recente 'Certamente, forse' e qui ne dà conferma, molto carina anche Amy Smart, impagabili invece Anna Faris e Chris Marquette, tra i migliori commedianti puri della nuova Hollywood, carattterizzati alla perfezione, esilaranti, incontrollabili, esplosivi, si deve a loro gran parte delle risate. La storia diverte e appassiona, senza alcun calo di ritmo, e con alcune sequenze davvero memorabili (la distruzone degli addobbi natalizi, lo sfogo di Ryan Reynolds nella macchina). Ambientazione adatta, anche se già vista, che rischia di relegare il film a 'commedia natalizia', ma che fortunatamente riesce ad evitare i clichè del genere. Il film ha avuto una pessima distribuzione, ed è davvero un peccato, perchè è sicuramente una delle commedie più divertenti e frizzanti che mi sia capitato di vedere da tempo a questa parte. Una vera sorpresa.

3 anni fa