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Le sabbie mobili non uccidono?

Inizio la settimana con un curioso post su una delle scene, diciamo, cult del cinema horror vecchia maniera: le sabbie mobili. Johnny dal gruppo CiakSiGira mi segnala questo: “Un esperimento dimostra che non si tratta di un evento molto probabile. Secondo i risultati ottenuti da Thomas Zimmie, un esperto di meccanica dei suoli, il corpo

di carla

Inizio la settimana con un curioso post su una delle scene, diciamo, cult del cinema horror vecchia maniera: le sabbie mobili. Johnny dal gruppo CiakSiGira mi segnala questo:
“Un esperimento dimostra che non si tratta di un evento molto probabile. Secondo i risultati ottenuti da Thomas Zimmie, un esperto di meccanica dei suoli, il corpo di una
persona non è denso a sufficienza per essere inghiottito da questa presunta trappola naturale. Le sabbie mobili sono composte da sabbia mescolata con acqua al punto
tale che la frizione tra i granelli della sabbia è annullata, impedendo al composto di sostenere un peso. “La versione di Hollywood delle sabbie mobili è sbagliata”, sostiene Zimmie. (…) Una volta mescolata fra loro sabbia, argilla e acqua nelle corrette proporzioni, Bonn ha posto sulla superficie del composto alcuni grani di alluminio della stessa densità di un corpo umano e ha visto che cosa accadeva. I grani sono stati solo parzialmente sepolti. A quanto pare infatti le sabbie mobili modificano il loro stato in seguito alla pressione che viene esercitata su di loro e attirano verso il basso
l’oggetto. Però non lo sommergono completamente, a meno che non sia denso a sufficienza, per cui una persona parzialmente sepolta deve solo aspettare un po’ fino a che la sabbia non trova un nuovo equilibrio e lo risputa fuori. Il problema maggiore è quando arriva la marea: la persona intrappolata può anche non riuscire a liberarsi in tempo, perché la forza con cui viene attirato verso il basso è tale da rendere molto difficile la liberazione.
Si vabbè, detta così sembra facile! Basta aspettare: e chi non si farebbe prendere dal panico?

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