Buon Natale da Cineblog e… da Gizmo!

Cineblog sceglie I Gremlins per augurarvi Buone Feste!

Tra Jack Frost e Jack Skeletron, Ebenezer Scrooge e il Grinch alla fine l’ha spuntata Gizmo. Sarà per il particolare “peso” affettivo che questo film ha assunto nella mia memoria (lo vidi un irripetibile pomeriggio di Natale del 1984 insieme a fratelli e cugini), o magari perché quel tenero Mogwai, in fondo, è il regalo che tutti i bambini (anche quelli non più “anagraficamente” tali) sognano ancora di ricevere, sarà per tanti altri motivi più sconosciuti alla ragione che al cuore ma Gremlins resterà sempre il mio film di Natale preferito.

Partorito nella migliore annata del cinema fantastico (i mitici ’80), quando Spielberg non era soltanto l’eccellenza seduta in cabina di produzione ma l’autentico demiurgo di un immaginario giovanile ben definito, questa fiaba acida e al tempo stesso natalizia firmata Joe Dante resta probabilmente uno dei titoli che più “fa atmosfera” in ogni parte del globo ogni 24 Dicembre.

E questo nonostante la sua origine sia quanto di più lontano dal classico Natale tutto fiocchi, marzapane e nastri scintillanti.

Se in tanti sanno già che col termine gremlin (folletto, spiritello) gli aviatori americani individuavano le creaturine dispettose responsabili dei guasti ai loro velivoli durante la seconda guerra mondiale, meno noto è invece che essi hanno avuto anche un trattamento letterario d’eccellenza per mano di uno dei padri della letteratura per ragazzi, quel Rohal Dahl già autore di un classico natalizio come La Fabbrica di cioccolato (ma anche di “James e la pesca gigante” e “Le streghe”).

Chissà che in questo suo primo racconto, datato 1943 e intitolato laconicamente “I Gremlins”, lo scrittore inglese non si sia ispirato alla sua autentica esperienza di pilota della RAF, dato che anche il suo aereo fu (inspiegabilmente?) abbattuto in volo durante la guerra…

Ad ogni modo, se i noti demoni verdastri sono stati una fonte di ispirazione importante per cinema e letteratura (perfino Richard Matheson nel suo “Terrore ad alta quota” li omaggia e gli stessi “Critters” devono ai gremlins la loro esistenza), l’interpretazione che di essi ci ha fornito la coppia Spielberg- Dante resta, cinematograficamente, la più memorabile.

Spielberg, come già aveva fatto con Tobe Hooper e “Poltergeist”, si diletta a “far sporcare” le mani ad altri registi e produce una novella (anti) natalizia, piena zeppa di stereotipi della cittadina americana (vialetti innevati, calde cucine, un’atmosfera di gioiosa familiarità) e in cui gli stessi luoghi comuni vengono “ribaltati” grazie alla carica eversiva di pericolose creature scimmiottanti il cui ciclo biologico è l’antitesi esatta di quello dei bruchi: creature amabili e aggraziate prima (i teneri mogwai) e, dopo la crisalide, diavoli irsuti e maleducati (ma maledettamente divertenti!).

E se la fiaba si tinge di nero e il bianco della neve di rosso (sangue), ciononostante qui si ride e ci si emoziona sempre, anche nei momenti più truci (su tutti la morte della signora Deagle), mentre il genere favolistico si “distrae” tra citazioni eccellenti (gli ultracorpi, Frank Capra e Biancaneve), digressioni orrorifiche (il racconto di Natale di Phoebe Cates) e un sentimentalismo piacevole e mai invadente.

La melassa resta fuori porta insomma anche se lo spirito natalizio, declinato nella sua variante più “nera”, resta miracolosamente intatto. Una ciambella col buco irripetibile nel cinema di oggi (tremerei all’idea di vederne un remake aggiornato!) ma anche un racconto senza tempo, proprio come tutti i classici.

E in questo giorno di Natale i Gremlins oggi me li immaginerei proprio come nel disegno: da un lato il tenero Gizmo tutto intento a smanettare sul suo tablet e dall’altro lato il perfido “ciuffo bianco” che cordialmente gli offre la sua fetta di panettone.

Tutto perfetto se non fosse per l’ora tarda, altamente sconsigliata per un dolce fuori pasto… Che altro resta da dirvi se non “Buone visioni, cento di questi film e, naturalmente, auguri a tutti voi, lettori di Cineblog!”