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L’altra donna del Re – la recensione

L’altra donna del Re (The Other Boleyn Girl – drammatico, G.B. 2008) Di Justin Chadwick, con: Natalie portman, Scarlett Johansson, Eric Bana, David Morrissey, Kristin Scott Thomas, Mark Rylance, Jim Sturgess. Tratto dall’omonimo romanzo di Philippa Gregory, L’altra donna del Re porta in scena i giochi di passioni e gli intrighi di corte dei Tudor,

di simona

L'altra donna del ReL’altra donna del Re (The Other Boleyn Girl – drammatico, G.B. 2008) Di Justin Chadwick, con: Natalie portman, Scarlett Johansson, Eric Bana, David Morrissey, Kristin Scott Thomas, Mark Rylance, Jim Sturgess.

Tratto dall’omonimo romanzo di Philippa Gregory, L’altra donna del Re porta in scena i giochi di passioni e gli intrighi di corte dei Tudor, che hanno sconvolto la faccia dell’intera Inghilterra portando alla rottura con la chiesa di Roma e proponendo per la prima volta un’erede donna, Elizabeth.

Anna (Natalie Portman) e Maria (Scarlett Johansson), sono due sorelle vittime della sfrenata sete di potere e ambizione del padre e delle zio, decisi ad accrescere il rango sociale e la ricchezza della famiglia. Le due sorelle Bolena vengono quindi improvvisamente spinte a corte, ad incarnare uno stile di vita troppo lontano da loro, troppo sofisticato rispetto all’adagiata vita di campagna a cui erano abituate, con il solo intento di sedurre e soddisfare il Re di’Inghilterra Enrico VIII (Eric Bana), ormai ridotto ad una condizione matrimoniale estremamente precaria poichè Caterina d’Aragona non sembra essere in grado di dargli un erede maschio. Questo cambiamento oltre alle umiliazioni subite, alimenterà forti sentimenti di contrasto tra le due che – manovrate dal padre e dallo zio Thomas Howard, terzo duca di Norfolk, in un crudele gioco di potere molto più grande di loro – si troveranno ad essere in competizione fra loro.

Cominciamo con il fare un appunto alla versione italiana del film. In un Paese come il nostro dove ci si ostina a tradurre tutto, risulta abbastanza ridicolo che per tutto il film le due sorelle Bolena vengano chiamate Boleyn. Eppure sui libri di testo scolastici si studia Anna Bolena e non Boleyn.

Detto questo: un particolare plauso alle due protagoniste, entrambe molto convincenti e intense nei rispettivi ruoli. Ruoli che sono l’opposto di quello che il pubblico si sarebbe aspettato dalle due giovani attrici. E così troviamo la Johansson, che ci ha abituati a personaggi da femme fatale, nella parte di una ragazza semplice, generosa, ingenua e senza la benchè minima malizia. Le guance arrossate dal pudore ed il candore virginale di Maria sembrano quasi fuori posto addosso a lei ma, bisogna renderle particolarmente merito per questo, la sua interpretazione è impeccabile e la sua Maria perfettamente credibile. Per contro, la Portman ci ha saputi stupire con l’interpretazione particolarmente sfaccettata di una donna astuta, fredda e manipolatrice, avida di successo al punto di arrivare a calpestare i sentimenti delle propria sorella pur di ottenere ciò che desidera. E nonostante tutto vittima dei meccanismi della corte, della brama di potere della propria famiglia, perfino di sè stessa. Sarà lei a pagare il prezzo più alto. Bravissima!

Bravi gli altri interpreti anche se non eccelsi, purtroppo tutti molto in secondo piano rispetto alle due protagoniste. In particolare Jim Sturgess va tenuto d’occhio. L’unico appunto al casting che mi sento di fare è che trovo Eric Bana troppo distante dall’immagine di Enrico VIII che siamo abituati a vedere rappresentata nei dipinti dell’epoca. Forse avrebbero dovuto affidare il ruolo ad un attore più anziano e meno prestante.

Splendidi i costumi realizzati dal premio Oscar Sandy Powell e bellissime le scenografie di Sara Wan. L’altra donna del Re non è all’altezza di un affresco storico particolarmente riuscito come Elizabeth di Shekhar Kapur, ma è comunque un dramma in costume di buona fattura che merita di essere visto.

Voto Simona: 7,5

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