I Cultissimi di Cineblog: Splatters – Gli Schizzacervelli di Peter Jackson – foto e recensione

Splatters – Gli Schizzacervelli (Braindead, Nuova Zelanda, 1992) di Peter Jackson con Timothy Balme, Diana Penalver, Elizabeth Moody, Ian Watkin.“Mammina, hai mangiato Pippetto?” Lionel è un ricco rampollo della Nuova Zelanda degli anni ’60. Vive nell’enorme villa di famiglia assieme alla tirannica mammina Vera, che sembra trovare una profonda ragione di vita nel maltrattare il

Splatters Gli Schizzacervelli di Peter Jackson

Splatters – Gli Schizzacervelli (Braindead, Nuova Zelanda, 1992) di
Peter Jackson con Timothy Balme, Diana Penalver, Elizabeth Moody, Ian Watkin.

“Mammina, hai mangiato Pippetto?”
Lionel è un ricco rampollo della Nuova Zelanda degli anni ’60. Vive nell’enorme villa di famiglia assieme alla tirannica mammina Vera, che sembra trovare una profonda ragione di vita nel maltrattare il povero figlio; Lionel accetta supinamente questo trattamento perchè convinto di essere la causa della morte, avvenuta molti anni prima, del padre.

Il povero giovane si trova persino costretto a rifiutare l’amore della procace Paquita per non essere vittima degli strali di gelosia di mammina. La situazione si fa persino più imbarazzante quando Vera viene accidentalmente morsicata da una scimmia-ratto di Sumatra; la ferita trasforma la già di per sé dolcissima e materna Vera in uno zombie altamente contagioso.

Nonostante gli sforzi di Lionel, mammina si prodiga nello spargere il più possibile l’infezione della scimmia-ratto. È così che il giovanotto si trova a doversi confrontare con una banda di famelici zombie che infestano la sua villa; i quali, una volta sistemati, lasceranno il posto a un’incazzatissima Vera, la cui metamorfosi in scimmia-ratto-mammina di Sumatra è giunta fatalmente a termine. Per Lionel è giunto il momento della vendetta e, magari, di godersi
finalmente un po’ la vita.

Splatters Gli Schizzacervelli di Peter Jackson
Splatters Gli Schizzacervelli di Peter Jackson
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Splatters Gli Schizzacervelli di Peter Jackson

I colleghi di BadTaste non potranno far altro che scuotere il cinefilo capo, ma dovendo scegliere una pellicola della filmografia di Peter Jackson da inserire nella rubrica dei Cultissimi, ho scartato a malincuore l’epico debutto di “Fuori di Testa”, optando per il più
pregno “Braindead”. Ora, “Bad Taste” (questo lo splendido titolo originale del film di esordio del kiwi) è letteralmente un miracolo cinematografico: girato con due soldi e in qualche anno nei fine settimana lasciati vacanti dal lavoro, il film si era addirittura arenato per mancanza di fondi finchè tale Jim Booth della governativa New Zealand Film Commission non assiste a una proiezione del materiale girato, si convince del talento del buon Peter e finanzia, attraverso la Film Commission, il completamento dell’opera. Insomma, come minimo
dobbiamo un caffè a questo signor Booth.

“Splatters”, dal canto suo, è però un’abbacinante conferma di ciò che in “Bad Taste” era presente solo in potenza. Con qualche mezzo e molta ma molta tranquillità in più, Peter Jackson architetta una macchina cinematografica ai limiti della perfezione, entrando, di diritto, nei cuori della gente e nei libri di storia del cinema. “Braindead”, nel 1992, ottenne, in Nuova Zelanda, un successo maggiore, a livello di media di incassi per sala, di “Batman Returns”. Per dire. Ma non è certo questo che fa della pellicola in questione un lavoro speciale.

È piuttosto l’innata capacità di Jackson di riuscire ad approcciarsi all’industria mantenendo lo sguardo meravigliato del bambino appassionato di cinema, unito alla cultura filmica e alla brillantezza del Jackson adulto. Mi sento di dire, pertanto, ma gli esegeti del pasciuto filmmaker potranno certamente contraddirmi, che Jackson non deve aver trovato molte differenze nella realizzazione dei suoi primi due film, che rimarranno per sempre due facce della stessa medaglia, proprio per l’abilità dimostrata nell’essere riuscito a mantenere il
medesimo approccio libero e spensierato, leale e trasparente, divertito e divertente.

Certo, poi si può parlare dei trecento (300!) litri di sangue finto utilizzati nel quarto d’ora finale; si può ricordare “Braindead” come il film più sanguinolento, splatter, gustosamente violento della storia del cinema; si può citare come ennesimo esempio dello scempio del doppiaggio italiano, che fa recitare agli zombie sciocche battute da bagaglino laddove nella versione in lingua originale i simpatici morti viventi biascicano nenie senza senso come ogni buon zombie dovrebbe fare; si può dire tutto questo, e si direbbe certamente il vero.

Oppure si può citare la lunga, esilarante, scorretta scena del neonato zombie al parco e arrendersi di fronte all’evidente genialità del neozelandese Peter Jackson, l’uomo che si è auto conficcato uno stiletto nella pianta del piede.

Splatters Gli Schizzacervelli di Peter Jackson
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