Pubblicità, ma quando inizia il film?!

C’è una bellissima puntata dei Simpson in cui Homer prende a pugni il grande schermo a causa dell’insistente pubblicità. Come biasimarlo? In pochi istanti prende forma tutta la psicologia dello spettatore: il primo trailer può interessare, il secondo pesa… e la pubblicità vera e propria assieme ai messaggini che nessuno capta (tipo “Spegnete i cellulari”)

C’è una bellissima puntata dei Simpson in cui Homer prende a pugni il grande schermo a causa dell’insistente pubblicità. Come biasimarlo? In pochi istanti prende forma tutta la psicologia dello spettatore: il primo trailer può interessare, il secondo pesa… e la pubblicità vera e propria assieme ai messaggini che nessuno capta (tipo “Spegnete i cellulari”) manda in bestia.

Nel mondo della pubblicità nei cinema si sta muovendo qualcosa. Leggo su USA today, infatti, la notizia di 20 minuti di spot prima dell’inizio delle proiezioni. Non è esattamente quella che definirei una buona notizia ma, a dovuta distanza (vale a dire “non dovendo subire una cosa simile”), potrebbe esserci un lato positivo: ovviamente, ad acquistare questi spazi saranno grandi nomi e questo comporterà grosse somme di denaro in gioco. La qualità delle pubblicità sarà maggiore, ci sarà più sperimentazione e si parla anche di mini-film (una cosa simile è già avvenuta sul web, con minor dispendio di capitale).

Robert Bucksbaum, presidente della ReelSource e proprietario di due cinema che non proiettano reclam dice: “Io detesto l’idea di andare al cinema e dovermi sorbire venti minuti di pubblicità ma, a quanto sembra, questo è il futuro…”. Opporsi? Chi può andare in sala felice di ritrovarsi di fronte a 20, infiniti, minuti di parole e di immagini e, soprattutto, di attesa?!

C’è chi chiede almeno di abbassare il prezzo del biglietto… richiesta logica, direi.

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