James Dean: dal Birthday Weekend al biopic Joshua Tree, 1951

Per l’icona immortale James Dean, i festeggiamenti durano da anni tutto l’anno, com calendari, mostre, Birthday Weekend, festival e un biopic come Joshua Tree, 1951: A Portrait of James Dean, in sala nel 2013

di cuttv

JOSHUA TREE, 1951 Full-Length Trailer from Iconoclastic Features on Vimeo.

Per un’icona immortale come James Dean, nata l’8 febbraio 1931 e morta a solo 24 anni il 30 settembre 1955, i festeggiamenti durano da anni tutto l’anno, con tanto di calendario, soprattuto in Indiana, dove il Museo di Fairmount è in pieno Birthday Weekend fino al 10 febbraio, aspettando il James Dean Festival, con un concorso per i sosia di James Dean, gare di ballo, Pet Parade, proiezioni gratuite dei film “La valle dell’Eden“, “Gioventù bruciata” e “Il Gigante,” anche una The Run James Dean tra le tante iniziative in serbo tra il 27 e il 29 settembre 2013, prima del Memorial Service del giorno dopo. La mostra “Eternal James Dean” resta al The Indiana State Museum di Indianapolis fino al 2 giugno 2013.

Tante iniziative per festeggiare l’icona ribelle, viva e vegeta nell’immaginario cinematografico, tanto da continuare a nutrire ipotesi su una vita e una carriera mai interrotta dalla precoce scomparsa, e un Biopic come Joshua Tree, 1951: A Portrait of James Dean, presentato lo scorso gennaio dal regista Matthew Mishory e dal produttore/attore Edward Singletary Jr. al Palm Springs International Film Festival.

Un viaggio nel tempo, che torna agli albori degli anni ’50 e ai conflitti emotivi del James ventenne, che recita, disegna, dipinte, ha fame di successo e brama di relazioni con uomini e donne (e quella discussa bisessualità che fa ormai parte della leggenda), prima di diventare l’icona outsider della Valle dell’Eden di hollywoodiana. Un film che parte e torna nel deserto californiano del Joshua Tree National Park, con un cielo tumultuoso trasformato in protagonista del racconto.

Nel deserto che prepara James Dean a La valle dell’Eden, anche quando arrivando dal freddo inverno newyorkese, gli studios trovandolo troppo pallido lo mandano nel deserto con il suo compagno di stanza ad abbronzarsi. 

Un paesaggio emotivo, come il ritratto del James Dean restituito dall’interpretazione di James Preston, eccentuati dal in bianco e nero, e lampi di colore che esaltano soggettività e ricordi di una leggenda tormentata, merito anche del direttore della fotografia, Michael Marius Pessah, ispirato da Ansel Adams e The Angels Tamished di Douglas Sirk.

Per capire meglio come è nata l’idea di fare un film di questo tipo, e alcune scelte della produzione, si può approfittare anche del video che sbircia dietro le quinte.

JT1951 Behind-The-Scenes Featurette from Iconoclastic Features on Vimeo.

Non serve spiegare perché i festeggiamenti per James Dean si rinnovano insieme ai suoi ritratti…

    “Without James Dean, the Beatles would have never existed.” John Lennon 

    “James Dean was a genius.” Elvis Presley 

    “It’s a good thing [James] Dean died when he did. If he’d lived, he’d never have been able to live up to the publicity.” Humphrey Bogart 

Via | facebbok

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