Le frasi più romantiche di Twilight: quale preferite?

Lui, Edward, ama lei ma vorrebbe ucciderla poiché la sua natura è quella di un vampiro. Lei, Bella, è umana, ma non ha paura di lui e lo ama più della sua stessa vita. Se non siete un Twilighters probabilmente non capite la potenza di questa relazione. Ma già nel libro di Stephenie Meyer si

di carla

twilight locandina internazionaleLui, Edward, ama lei ma vorrebbe ucciderla poiché la sua natura è quella di un vampiro. Lei, Bella, è umana, ma non ha paura di lui e lo ama più della sua stessa vita. Se non siete un Twilighters probabilmente non capite la potenza di questa relazione. Ma già nel libro di Stephenie Meyer si percepisce. Eccome.

Ecco oggi alcune delle frasi più romantiche tratte dal romanzo. Quale preferite? Nel frattempo vi ricordo che potete vincere il libro autografato dai protagonisti Robert Pattinson e Kristen Stewart.

– Di tre cose ero del tutto certa. Primo, Edward era un vampiro. Secondo, una parte di lui, chissà quale e quanto importante, aveva sete del mio sangue. Terzo ero totalmente incondizionatamente innamorata di lui.

– Prima di te, Bella, la mia vita era una notte senza luna. Molto buia, ma con qualche stella: punti di luce e razionalità… Poi hai attraversato il cielo come una meteora. All’improvviso, tutto ha preso fuoco: c’era luce, c’era bellezza. Quando sei sparita, la meteora è scomparsa dietro l’ orizzonte e il buio è tornato. Non era cambiato nulla, ma i miei occhi erano rimasti accecati. Non vedevo più le stelle. Niente aveva più senso.

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– Il resto del mondo non mi interessa, se non ci sei tu.

– Sollevò la mano, indeciso, esitante, stava combattendo con se stesso; accarezzò svelto il profilo della mia guancia, con la punta delle dita. La sua pelle era ghiacciata come sempre, ma la traccia che lasciò sul mio vso era bollente, una scottatura che non provocava dolore.

– Sei assolutamente impresentabile. Nessuno dovrebbe essere così attraente: è una tentazione, non è giusto.

– “Ti amo più di qualsiasi altra cosa al mondo, senza eccezioni. Non ti basta?”
“Si, mi basta. Mi basta per sempre”

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– Era come tentare di vincere lo sguardo di un angelo vendicatore.

– Piegai la lettera per bene e la imbustai. Prima o poi l’avrebbe trovata. Speravo solo che potesse capirmi e che per una volta mi desse ascolto. Così, con cura, sigillai anche il mio cuore.

– Mi rivolse il suo solito sorriso sghembo, che mi fermò il respiro e il cuore. Non riuscivo a immaginare un angelo più splendido. In lui non c’erano imperfezioni da correggere.

– Se ci sei tu, non ho bisogno del paradiso.

– Edward, non avrebbe senso diventare immortale senza te accanto. Non vorrei vivere nemmeno un giorno senza te.

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– Mi piegai in avanti, appoggiandomi alle ginocchia per non perdere l’equilibrio.
“Tu sei indistruttibile”, sussurrai, senza fiato.
“Lo credevo anche io, prima di conoscerti”

– “E per cosa dovrei scusarmi?”
“Per aver rischiato di sparire dalla mia vita per sempre.”

– La nostra relazione non poteva continuare in quel modo, in equilibrio sulla punta di un coltello. Prima o poi saremmo caduti, da una parte o dall’altra della lama, e ciò dipendeva esclusivamente dalle sue scelte, o dai suoi istinti. Io avevo preso una decisione prima ancora di rendermene conto razionalmente ed ero pronta a rispettarla fino in fondo. Perché niente era per me più terrificante, più straziante, del pensiero di allontanarmi da lui.

-A quel punto sentii la sua bocca sulla mia e mi arresi. E non perché fosse mille volte più forte di me. La mia volontà si sbriciolò nell’istante preciso del contatto. Il bacio non fu affatto prudente come quelli che ricordavo, ma andava benissimo così. Se proprio dovevo perdere un altro brandello di me stessa, meglio esagerare. Perciò restituii il bacio, mentre il cuore scandiva un ritmo spezzato e disordinato, il respiro si trasformava in affanno e le dita cercavano ingorde il suo viso. Sentivo il suo corpo marmoreo aderire al mio ed ero felice che non mi avesse ascoltata: non c’era dolore al mondo per cui valesse la pena di rinunciare a quell’istante. Le nostre mani riprendevano confidenza con il viso dell’altro e, nei brevi istanti in cui le labbra si separavano, lui sussurrava il mio nome…

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