Tom Cruise stroncato dalla critica per la sua interpretazione in Valkyrie

Non si può certo dire che Tom Cruise stia vivendo al meglio il finire del 2008. Dopo la notizia delle presunte minacce di morte con conseguente paranoia da complotto, arrivano ora anche le stroncature da parte della critica per la sua interpretazione nel tanto discusso ed atteso Valkyrie – Operazione Valchiria di Bryan Singer, in

di mario

tom cruise - valkyrie

Non si può certo dire che Tom Cruise stia vivendo al meglio il finire del 2008. Dopo la notizia delle presunte minacce di morte con conseguente paranoia da complotto, arrivano ora anche le stroncature da parte della critica per la sua interpretazione nel tanto discusso ed atteso Valkyrie – Operazione Valchiria di Bryan Singer, in arrivo il 27 febbraio da noi ed appena uscito nelle sale USA.

Sul sito Starcasm si sono divertiti a riunire tutti gli stralci migliori presi dai vari giornali americani. Vediamo come ne esce il buon Tom, che sembrava aver ripreso credibilità dopo il ruolo “diverso” e divertito in Tropic Thunder. Ma forse era solo un episodio.

Moira McDonald – Seattle Times: Tom Cruise la star non riesce mai a scomparire per lasciar posto a Claus von Stauffenberg il brillante militare.

Manohla Dargis – New York Times: Se Mr. Cruise non funziona in Valkyrie è solo perché è troppo moderno, troppo americano e decisamente troppo Tom Cruise per avere senso in quel ruolo…

Alonso Duralde – MSNBC: La cosa che più delude è che c’è un grosso buco al centro di Valkyrie, e il suo nome è Tom Cruise.

Mick LaSalle – San Francisco Chronicle: Pensate a Valkyrie come quel dramma ragionevolmente divertente ambientato al tempo in cui Tom Cruise cercò di uccidere Hitler.

Brian Tallerico – HollywoodChicago.com: Recita semplicemente in modo abbastanza scadente. E’ probabilmente la sua peggior performance di sempre.

Claudia Puig – USA Today: Cruise è scarsamente convincente e poco a suo agio nei panni del Colonnello Claus von Stauffenberg.

Nick Schager – Slant Magazine: Purtroppo le intonazioni delle voci del tutto incongrue non sono neanche lontanamente il problema più grave che affligge il film di Singer, che vede Cruise – privo di una mano e con una vistosa benda su un occhio, che lo fa sembrare un pirata nazional-socialista – apparentemente in lotta con se stesso (e con la storia del cinema) per scoprire quanto a lungo possa indossare la stessa espressione intensa e risoluta. Purtroppo la risposta al quesito è 120 minuti.

Michael Phillips – Chicago Tribune: Cruise non riesce a suggerire l’aristocratica alterigia o la ferrea autorità necessaria per quel ruolo. Guardando Valkyrie (…) ti chiedi come mai l’ufficiale tedesco per cui tifiamo sia un americano, mentre tutti gli altri tedeschi sono inglesi, con l’eccezione di Wilkinson, che pur essendo inglese è praticamente identico ad un nazista.

Joe Neumaier – New York Daily News: La sua tendenza a sfigurare o mascherare il proprio celebre volto (Vanilla Sky, Minority Report) raggiunge qui il suo apice di stupidità, e nonostante questo non riesce a calarsi nel ruolo. Senza contare che rischia di diventare il nazista con l’acconciatura di capelli più omosessuale della Storia.

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