Jim Carrey e Il codice da Vinci

Non avendo letto Il codice da Vinci, potrei liquidare questa notizia in poche battute, ma la verità è che sono contento che Ron Howard si sia rimesso al lavoro e che la produzione abbia ingaggiato Tom Hanks e Jim Carrey per il suo ultimo filmone hollywoodiano, trasposizione in celluloide del celebre amato-odiato best-seller di Dan

Non avendo letto Il codice da Vinci, potrei liquidare questa notizia in poche battute, ma la verità è che sono contento che Ron Howard si sia rimesso al lavoro e che la produzione abbia ingaggiato Tom Hanks e Jim Carrey per il suo ultimo filmone hollywoodiano, trasposizione in celluloide del celebre amato-odiato best-seller di Dan Brown. Howard, indimenticato Richie Cunningham nel cult-serial Happy Days, è un regista che ha dimostrato in più di un’occasione di conoscere alla perfezione tempi e ritmi del blockbuster americano, firmando alcuni film di indiscutibile talento (su tutti Fuoco assassino e A Beautiful Mind). Sulla bravura degli attori sarebbe persino superfluo pronunciarsi se non fosse per il fatto che c’è chi si lamenta, protestando contro la produzione per aver assegnato il ruolo di Silas a Jim Carrey. Qualche lettore più lungimirante di me saprebbe consigliare un attore diverso per il personaggio di Dan Brown?

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