11° Far East Film Festival – Seconda Giornata

In archivio anche la seconda giornata del Far East numero 11 e la sensazione è sempre di più la seguente: il Teatro Nuovo Giovanni da Udine sta per esplodere. Letteralmente, il teatro che ospita da tempo il FEFF quest’anno straripa di persone, che continuano a defluire vocianti ed eccitate con pervicace costanza da ogni possibile

a frozen flowerIn archivio anche la seconda giornata del Far East numero 11 e la sensazione è sempre di più la seguente: il Teatro Nuovo Giovanni da Udine sta per esplodere. Letteralmente, il teatro che ospita da tempo il FEFF quest’anno straripa di persone, che continuano a defluire vocianti ed eccitate con pervicace costanza da ogni possibile uscita.

La giornata di ieri ha riportato a Udine tre nomi di grande importanza, tutti più o meno legati a doppio filo al FEFF: il coreano Yoo Ha, il cinese Feng Xiaogang e il folle giapponese Miki Satoshi. Il primo ha occupato la prima serata con A Frozen Flower, un dramma queer in costume ambientato a corte: il re della dinastia di Koryo non può avere un erede dalla sua regina, non essendo in grado di giacere con un donna; per evitare dispute diplomatiche, ordina al capo della sua guardia personale, nonché suo amante da tempo, di accoppiarsi (sembra proprio il termine adatto) con la regina e metterla incinta. Il ragazzo, dapprima riluttante, pian piano scopre la passione e sente nascere un ricambiato sentimento per la regina. Guai in vista.

Il regista, poeta, scultore, pittore e probabilmente molto altro ancora Yoo Ha ritorna in quel di Udine dopo aver regalato lo scorso anno uno dei gangster movie più belli degli ultimi tempi, A Dirty Carnival. Questa volta si presenta con un potente melodramma in costume, a livello narrativo solido ed efficace e con un impianto visivo decisamente magniloquente. Messi da parte i difetti innati del genere (pomposità, enfasi, pleonasmi vari) difficilmente aggirabili, il film appassiona e coinvolge, mantenendo un costante livello di tensione,


Feng Xiaogang (A World Without Thieves, The Banquet) è probabilmente uno dei registi più proiettati dell’ultra decennale storia del FEFF. Le sue commediole romantiche, i suoi filmoni in costume, insomma il suo cinema spiccatamente popolare e lanciato verso il botteghino locale non è mai mancato sugli schermi di Udine. L’edizione del 2009 non fa eccezione con If You Are The One, commedia romantica scritta e diretta dal nostro, che affianca il bravo e simpatico Ge You, stella brillante del cinema cinese continentale, alla splendida Shu Qi. L’accostamento è stridente, ma nel complesso funziona per raccontare una strana coppia conosciutasi su internet e il cui rapporto evolve in maniera peculiare. Ben girato, innocuoe a tratti molto divertente, il film ha l’unico difetto di non finire veramente mai. Sarà colpa del troppo product placement?

istant swampMiki Satoshi, dal canto suo, è un novellino al confronto dei due habituè sopra menzionati, ma a differenza loro è già stato protagonista di una mini personale che l’anno scorso ha permesso al festival di mostrare i primi tre lavori del regista (fra cui spicca il semi capolavoro Adrift in Tokyio). Il suo stile decisamente unico, demenziale in maniera demenziale, ha colpito la platea udinese e gli ha garantito un secondo invito per quest’anno. Miki con Instant Swamp tocca vertici di idiozia pura, lanciandosi in una storia senza capo né coda che a volte repelle e a volte ipnotizza, a volte fa star male dalle risate a volte lascia increduli e basiti.

Il resto della giornata ha assistito, ancora una volta, a delle proiezioni mattiniere un tantino ostiche, con il poco riuscito film coreano in rotoscopio, Life is Cool, e con il pomposo drammone indonesiano The Rainbow Troops. Molto più interessante è stata la proiezione di Fish Story del giapponese Nakamura Yoshihiro, che peraltro si ripeterà quest’oggi con il dramma medico dall’orribile titolo The Triumphant General Rouge, seguito del dramma medico dall’orribile titolo The Glorious Team Batista. Fish Story è la stramba storia di un meteorite che sta per distruggere la terra e della vecchia canzone punk che salverà la terra dal disastro. Nakamura sicuramente non è un autore degno di nota, ma questo film rimane appassionante nella sua stramba e inusuale struttura a svelamento, tramite gigantesco spiegone finale, che sorprende e, incredibilmente, ripaga lo spettatore di due ore verbose e virtualmente incomprensibili.

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