99 Homes: Ramin Bahrani svela il suo nuovo film nell’ultima intervista di Roger Ebert

Ramin Bahrani, il regista di At Any Price con Zac Efron, rivela il suo nuovo film 99 Homes in una toccante lettera rivolta a Roger Ebert, scomparso da pochi giorni. Il regista ha pubblicato anche l’intervista incompleta che aveva avuto con il critico – l’ultima per Ebert – e nel quale svela la sinossi del nuovo film.

Roger Ebert, il critico più celebre al mondo scomparso il 4 aprile 2013, è stato fondamentale nella carriera di molti artisti, soprattutto nel panorama indipendente. Sono due gli esempi perfetti di registi indie cui Ebert ha contribuito a lanciare le carriere grazie alle sue recensioni favorevoli: David Gordon Green, regista di Prince Avalanche e Joe, e Ramin Bahrani.

Ebert ha definito Bahrani “regista del decennio”, grazie a piccoli grandi film come Man Push Cart, Chop Shop e Goodbye Solo. Tutte opere che il critico aveva valutato con 4 stelle, il massimo nella sua scala. Ebert era riuscito a vedere a Toronto anche il suo ultimo lavoro, At Any Price, presentato in concorso a Venezia ed uscito da pochi giorni negli States.

Si tratta di un film controverso, che ha diviso la critica tra sostenitori e detrattori: forse a causa di una piega vagamente “mainstream” presa per la prima volta dall’autore, che ha avuto la possibilità di lavorare con Dennis Quaid e Zac Efron. Ebert però sembrava aver capito le intenzioni di questo dramma familiare indie quasi d’altri tempi, ben ancorato alla tradizione e all’humus della sua terra, e per questo ancora attuale e inquietante.

Il 15 marzo 2013 Ebert inviò una mail al regista con le domande per un’intervista sul film. Ma Ebert se n’è andato prima di finirla. Sul sito del critico, Bahrani ha scritto pochi giorni fa una lettera ad Ebert, pubblicando anche quest’intervista incompleta. L’ultima intervista di Roger Ebert. Così il critico conclude la sua grande carriera con la recensione di un film di un regista che amava e sosteneva (To the Wonder di Terrence Malick) e con un’intervista al “suo” regista del decennio.

Ebert ha davvero fatto la differenza nella carriera di Ramin Bahrani, come ricorda lui stesso in questa lettera sincera e toccante:

Grazie a te ho scoperto qualcuno dei miei registi preferiti: Werner Herzog, Martin Scorsese, Mike Leigh e altri. Grazie a te, ho potuto lavorare con Werner in Plastic Bag [bellissimo cortometraggio presentato a Venezia 2009, ndr], ed incontrare un amico e un mentore. Roger, ho fatto il mio primo film [Man Push Cart, ndr] completamente da solo, con attori non professionisti e senza soldi. Miracolosamente è stato selezionato a Venezia, al Sundance, ed ha incontrato un piccolo pubblico d’essai. Ma poi sei arrivato te, hai spalancato le porte e hai chiesto alla gente di darci un’occhiata. Hai cambiato tutto per me, per i miei film e per il mio futuro.

Lo scorso Natale, Bahrani andò a trovare Ebert in ospedale, e gli rivelò il titolo e la sinossi del suo nuovo film: 99 Homes. Ebert e la moglie Chaz gli chiesero di rivelare pubblicamente il titolo, ma Bahrani all’epoca era ancora restìo. Lo fa oggi, attraverso il sito del critico che l’ha sempre incoraggiato e sostenuto, pubblicando le risposte dell’intervista, con l’ultima domanda incentrata ovviamente su 99 Homes:

Il tuo prossimo progetto?

Ho appena scelto il protagonista del mio nuovo film incentrato sulla crisi immobiliare. Ambientato nella solare Orlando, Florida, vede per protagonista Dennis Nash, un uomo sfrattato dalla sua casa assieme alla madre e al figlio. A sfrattarli è stato Mike Carver, uomo affamato di potere, un agente di immobili che lavora per le banche e che se ne va in giro con la pistola. In un tentativo disperato di riavere indietro la sua casa, Dennis accetta di lavorare per Mike: un patto col diavolo che lo conduce dritto al cuore corrotto dell’industria immobiliare. Lo girerò alla fine dell’anno.

Così descritto, 99 Homes sembra quasi un “sequel” di At Any Price a livello contenutistico e morale. Ramin Barhani sembra aver scelto una via ben precisa nella sua carriera attuale: quella di raccontare un’America scomoda in cui i codici etici sono andati ormai a farsi benedire. Bahrani sa prendersi i rischi e fa i film che vuole, ad ogni costo: ed Ebert lo aveva capito sin da subito.

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