Questione di punti di vista – di Jacques Rivette: recensione in anteprima

Questione di punti di vista (36 vues du Pic Saint-loup – Francia, Italia 2009)- di Jacques Rivette con Jane Birkin, Sergio Castellitto, André Marcon, Jacques Bonnaffé, Julie-Marie Parmentier, Hélène de Vallombreuse, Tintin Orsoni, Vimala Pons.L’automobile di Kate l’abbandona lungo il viaggio; Vittorio si ferma e ci mette poco per farla ripartire. I due si ritrovano

questione di punti di vista locandina italianaQuestione di punti di vista (36 vues du Pic Saint-loup – Francia, Italia 2009)- di Jacques Rivette con Jane Birkin, Sergio Castellitto, André Marcon, Jacques Bonnaffé, Julie-Marie Parmentier, Hélène de Vallombreuse, Tintin Orsoni, Vimala Pons.

L’automobile di Kate l’abbandona lungo il viaggio; Vittorio si ferma e ci mette poco per farla ripartire. I due si ritrovano poco dopo in città: lei lavora in un piccolo circo, lui è incuriosito da tutta la situazione. In realtà Kate è da 15 anni che non torna a lavorare al circo: che cosa l’ha spinta a tornare? E soprattutto, cosa la fece, anni e anni fa, abbandonare quel lavoro?

Non fatevi ingannare da qualche commento: il nuovo film di Jacques Rivette è un gioiello che riconferma l’eleganza e le doti sempreverdi del maestro francese. Un cinema pieno di idee che sa anche essere sottile ed emozionante, e che continua sempre sui discorsi dei film precedenti.

Si tratta del lungometraggio più corto di Rivette, regista di film-fiume come Out 1 e La bella scontrosa (nella versione originale). Ma anche negli ultimi film il regista non scendeva sotto le due ore, grazie all’idea che il cinema debba appoggiare anche l’improvvisazione e debba prediligere lunghe sequenze.


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Proprio in uno di questi ultimi film, Chi lo sa?, Rivette aveva lavorato con Sergio Castellitto, che ritrova in questo Questione di punti di vista. E ritrova ancora una volta Jane Birkin, affidandole il ruolo da protagonista. Rivette punta così la trama del film sui personaggi di Kate e Vittorio, sugli enigmi di lei e la curiosità di lui verso il nuovo, piccolo “mondo” che gli si pone davanti.

Continua nella cinematografia del maestro della Nouvelle Vague il rapporto con l’arte. In questo caso parliamo dell’arte circense, rappresentata soprattutto dai clown (maschere per definizione) e dall’arte dei mimi. Lo stesso circo, inteso come luogo fisico, è indicativo di quanto sia piccolo il film e di quanto parli della semplicità di questo mondo: è un mini-circo itinerante d’altri tempi, in cui lavorano poche persone e che viene visitato da altrettanti pochi spettatori.

E il tutto spesso viene visto ancora una volta sotto la lente del teatro: basta vedere la scena, verso il finale, della “passerella” di tre personaggi, che guardano in macchina, verso il pubblico, e parlano. Ma gli stessi spettacoli dei clown, rifatti e riproposti in variazioni da diverse angolazioni, richiamano la produzione teatrale.

Ma l’atmosfera dolce e godibile di Questione di punti di vista, al di là di tutto, sta proprio nel rapporto tra i personaggi. Nella curiosità di Vittorio verso le persone che inizia a conoscere. Nei drammi di Kate. Nella relazione sempre più forte tra i due protagonisti. E convince questa bella coppia di attori, formata da una fragile Birkin e da un sempre grande Castellitto.

Voto Gabriele: 7

Nelle sale italiane dall’11 settembre.

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