Giorno 7 a Venezia 2009: The Men Who Stare at Goats – Repo Chick

The Men Who Stare at Goats – di Grant Heslov (Fuori concorso) L’esordio dietro alla macchina da presa del bravissimo sceneggiatore di Good Night and Good Luck è un film bellissimo. Una commedia velocissima, un film divertente e intelligente, capace di far rotolare dalla sedia dal ridere e di far uscire dalla sala ben consci

george clooney The Men Who Stare at GoatsThe Men Who Stare at Goats – di Grant Heslov (Fuori concorso)
L’esordio dietro alla macchina da presa del bravissimo sceneggiatore di Good Night and Good Luck è un film bellissimo. Una commedia velocissima, un film divertente e intelligente, capace di far rotolare dalla sedia dal ridere e di far uscire dalla sala ben consci di aver visto un film che ha qualcosa da dire.

Partendo da un libro (Capre di Guerra – Jon Ronson) che racconta come il governo americano abbia tentato di usare nei suoi scopi bellici teorie paranormali, Heslov riesce a colpire tutti i bersagli che vuole, che sia la stessa guerra in Iraq o la presidenza americana, passando giustamente per i mezzi d’informazione.

E il finale sembra volerci dire che forse follie come quelle di voler leggere nella testa del nemico, uccidere capre fissandole o oltrepassare i muri facevano parte delle idee di una generazione sballata e fuori di testa che però ha fatto meno danni di un’altra fetta di States. Il cast, composto da George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges e Kevin Spacey, è divertente e divertito.


Una chicca imperdibile per tutti: verso l’inizio del film, quando i personaggi di Clooney e McGregor s’incontrano, il primo invita il secondo a cercare… lo Jedi che è in lui! Infatti i soldati con la fissa di queste tecniche paranormali facevano parte di un reparto segreto dell’esercito americano dove si volevano creare veri e propri soldati “Jedi”. Qui il trailer.

Repo Chick – di Alex Cox (Orizzonti)
A due anni di distanza dalla presentazione veneziana di Searcers 2.0, sempre in Orizzonti, torna Alex Cox con un’altra commedia assolutamente fuori dagli schemi e dalle regole, che narra le vicende di un’ereditiera “alla Paris Hilton” che si ritrova a dover fare i conti con la famiglia che non vuole più darle soldi e il fatto di dover cercare un impiego.

Il progetto di un “semi-sequel” del suo Repo Man comunque scivola via dalle mani a Cox sin da subito. Va bene la voglia di stupire grazie a passaggi cartooneschi nel vero senso della parola (quando i personaggi si spostano in macchina, questa è fatta a mo’ di cartoon), a blue screen dichiaratamente falsi e a modellini che si vede lontano un miglio (perché è così che Cox vuole) che sono modellini.

Ma il risultato non fa ridere nessuno, e gli sbadigli non si contano più già dal decimo minuto. Al solito il problema è sempre quello: nonostante l’esagerazione e la follia del tutto, mantenere sempre uno stesso tono non può che rendere il film piatto. La sceneggiatura poi non rende giustizia alle intenzioni. Potrebbe risultare indigeribile anche ai fan del regista.

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