Giorno 10 a Venezia – A Single Man, Tris di donne & abiti nuziali, Yona yona Penguin

A Single Man – di Tom Ford (Concorso) Meritatissima la Coppa Volpi consegnata a Colin Firth per la sua straordinaria interpretazione di A Single Man. Un interpretazione misurata, tutta in sottrazione, fatta di sguardi e piccoli gesti eppure forte di un’intensità rara, senza mai una sbavatura, senza mai strafare. Tom Ford, dato il suo back-ground

di simona

A Single Man

A Single Man – di Tom Ford (Concorso)
Meritatissima la Coppa Volpi consegnata a Colin Firth per la sua straordinaria interpretazione di A Single Man. Un interpretazione misurata, tutta in sottrazione, fatta di sguardi e piccoli gesti eppure forte di un’intensità rara, senza mai una sbavatura, senza mai strafare. Tom Ford, dato il suo back-ground di stilista, firma una regia giocata tutta sull’estetica. La sua ricostruzione di pettinature, make up ed abbigliamento dei primi anni ’60 è perfetta fin nei minimi particolari, maniacale, tanto da sembrare finta. I personaggi (tutti, indistintamente, belli come fotomodelli) sembrano appena scesi dalle passerelle delle sfilate d’alta moda e gli ambienti sanno di posticcio come i set fotografici di Vogue. Ciò ne fa comunque un’opera elegante e di una certa originalità visiva, anche grazie all’uso dei colori, freddi o molto caldi, per sottolineare gli stati d’animo del protagonista.

Ottima anche l’interpretazione di Julianne Moore, calata in un ruolo in cui per molte donne sarà facile immedesimarsi. Una curiosità: Nicholas Hoult, qui nei panni dello studente Kenny, è stato – forse lo ricorderete – il protagonista di About a Boy accanto a Hugh Grant.


Tris di Donne in Abiti Nuziali

Tris di Donne & Abiti Nuziali – di Vincenzo Terracciano (Orizzonti)
Sergio Castellitto, Martina Gedeck e Paolo Briguglia sono bravi e credibilissimi nei rispettivi ruoli, sullo sfondo di una Napoli fatta di scorci seducenti e notturni, lontani – per una volta – dagli stereotipi. La loro bravura però non basta a risollevare le sorti di un film la cui storia, nonostante l’ottima regia e le buone premesse, commuove ma non riesce ad appassionare.

Yona Yona Penguin

Yona Yona Penguin – di Rintaro (Fuori Concorso)
Davvero una piacevolissima sorpresa quella arrivata con Yona Yona Penguin ieri mattina, quando la Mostra era ormai alla battute conclusive. Delizioso, divertente, poetico, a tratti commovente, infantile ed adulto nello stesso momento, dallo stile classico eppure interamente realizzato in CGI. La canzoncina che dà il titolo al film è contagiosa, come lo era stata quella di Ponyo lo scorso anno: impossibile lasciare la sala senza scoprirsi a canticchiarla.

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