Elezioni Comunali 2013: affluenza in calo? Scelte difficili? Fantozzi avrebbe votato così…

Cala l’affluenza nella capitale e negli altri comuni chiamati al voto: in Fantozzi subisce ancora il ragioniere più famoso d’Italia aveva espresso così la sua preferenza…

Giorni di Elezioni Comunali, in questo fine maggio 2013 e mentre a Roma la cittadinanza si dibatte nel dubbio se affidare la propria preferenza all’uscente Alemanno, allo sfidante del centrosinistra Marino o agli altri candidati molti romani hanno deciso di non recarsi alle urne. A titolo consolatorio per gli elettori indecisi, abbiamo deciso di proporvi questa scena tratta da Fantozzi subisce ancora, quarto capitolo della saga fantozziana, uscito nell’ormai lontano 1983, esattamente 30 anni fa. All’epoca si stava chiudendo, al governo, l’era Fanfani mentre iniziava quella Craxi, mentre in Campidoglio sedeva il viterbese Ugo Veteri: anni difficili per l’elettorato italiano, che iniziava a sentire i primi scricchiolii della Prima Repubblica.

Fantozzi, chiamato alle urne per svolgere il suo dovere di cittadino, prese molto sul serio la cosa e per giorni si chiuse in casa a guardare tutte le tribune politiche televisive: in una delle sue classiche visioni, gli apparve nientemeno che Benito Mussolini, apostrofandolo con l’appellativo di “camerata”. Esilarante poi il “dialogo” con Bettino Craxi, Giovanni Spadolini e Giulio Andreotti, cui Fantozzi si rivolge chiamandolo “Sire”. Nella carnascialesca scena che vi presentiamo vediamo la naturale conclusione dei patimenti del ragioniere, che dopo un’ora trascorsa nella cabina elettorale si “libera” di tutti i suoi dubbi, esprimendosi come meglio gli si addice (e il rumore dello sciacquone che proviene da dentro la cabina lascia pochi dubbi sulla preferenza accordata da Fantozzi). Volgare forse? No: abbiamo visto ben di peggio, anche a riguardo temi scottanti e d’attualità come, appunto, le elezioni e la decisione “di pancia” presa dal ragioniere forse ben rappresentava non solo il punto di vista di Paolo Villaggio ma anche di suoi tanti connazionali.

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