Caso Roman Polanski: Jan Kounen ritira il proprio film dalla competizione al Festival di Zurigo per protestare contro l’arresto. Ma c’è anche chi lo vuole boicottare

L’improvviso arresto, lo scorso sabato, di Roman Polanski, continua a fare molto discutere ed a spaccare nettamente in due l’opinione pubblica. L’associazione The Survivors Network of those Abused by Priests – letteralmente La Rete dei Sopravvissuti ad Abusi subiti da Preti (!!) – vuole organizzare un boicottaggio ai danni dell’intera filmografia di Polanski; molti esponenti

di simona



L’improvviso arresto, lo scorso sabato, di Roman Polanski, continua a fare molto discutere ed a spaccare nettamente in due l’opinione pubblica. L’associazione The Survivors Network of those Abused by Priests – letteralmente La Rete dei Sopravvissuti ad Abusi subiti da Preti (!!) – vuole organizzare un boicottaggio ai danni dell’intera filmografia di Polanski; molti esponenti del mondo cinematografico sono invece intervenuti in difesa del regista premio Oscar.

Ricordiamo che Polanski si stava recando al Zurigo Film Festival per ritirare un premio alla carriera, quando la polizia svizzera lo ha fermato in aeroporto e messo agli arresti per un crimine commesso nel 1978. All’epoca, Polanski si era dichiarato colpevole in una causa intentata dall’aspirante modella Samantha Geimer che lo aveva accusato di molestie sessuali; ma è poi fuggito in Francia senza scontare la pena, prima ancora che la sentenza del tribunale venisse emessa.

Le autorità internazionali dovrebbero avere cose più importanti a cui pensare piuttosto che catturare Roman Polanski” ha detto Peter Fonda durante un’intervista rilasciata ad un’emittente radio svizzera. “Dovremmo festeggiare l’arresto di criminali come Osama Bin Laden, non quello di Polanski“. Il regista Jan Kounen ha rincarato la dose, ritirando il suo Coco Chanel and Igor Stravinsky dal Zurigo Film Festival, dove avrebbe dovuto essere presentato in concorso domani. “Siamo disgustati dall’ipocrisia delle autorità svizzere. Danno asilo ad ogni genere di ladro grazie al segreto bancario e poi vendono un maestro del cinema” ha affermato Vincent Maraval della Wild Bunch.

Samantha Geimer, la vittima – oggi 44enne – degli abusi che portarono alla condanna di Polanski 31 anni fa, ha più volte fatto richiesta che il caso venisse chiuso e dimenticato. “E’ distrutta dal fatto che sia tutto tornato a galla un’altra volta” ha detto un vicino della donna, che ora vive su un’isola delle Hawaii. “Dovrebbe essere tutto finito da tempo e lei vorrebbe solo lasciarsi tutto alle spalle. Ma con l’arresto di Polanski tutto è ricominciato da capo“.

Fonte: Telegraph e Variety