Asia Argento e il razzismo nel cinema italiano

Asia Argento senza filtri nell’intervista rilasciata alla rivista Nick. L’attrice e regista parla del cinema italiano e di razzismo; vi riportiamo alcuni stralci, che ne pensate?: “In Italia se sei un attore marocchino farai sempre ruoli di spacciatore o simili. In più se hai la pelle di un altro colore, oltre a non trovare altre

di carla


Asia Argento senza filtri nell’intervista rilasciata alla rivista Nick. L’attrice e regista parla del cinema italiano e di razzismo; vi riportiamo alcuni stralci, che ne pensate?:

“In Italia se sei un attore marocchino farai sempre ruoli di spacciatore o simili. In più se hai la pelle di un altro colore, oltre a non trovare altre parti da interpretare, fai anche una fatica immane a essere considerato legalmente italiano. Ho sposato un uomo figlio di immigrati italiani che però vivono a New York da 40 anni. Ma loro sono americani. Sono considerati americani veri che mantengono sempre un pezzo di anima rivolta verso la loro heimat, masono cittadini americani a tutti gli effetti. (…)

Mi dispiace, Bianco e nero di Cristina Comencini rappresenta proprio tutta l’ignoranza che abbiamo noi italiani rispetto al problema del razzismo o della diversità. È un film di un razzismo spaventoso, non sono neanche riuscita a vederlo fino alla fine. Dove peraltro c’era un’attrice francese e non italiana. Non esistono attrici nere italiane?

La protagonista Aissa Maiga io l’ho conosciuta, ho fatto un film con lei. È una donna speciale, con una forza interiore unica, oltre a essere bellissima. Quando mi parlava della sua esperienza in Italia, le espressioni e i ricordi rimandavano sempre a quanto nella sceneggiatura fossero stati usati molti cliché ignoranti.

Continua dopo il salto…

(…) Purtroppo gli stranieri nel nostro cinema vengono comunque sempre identificati con la prostituta, lo spacciatore, la ballerina. Per non parlare poi di come vengono dipinte le donne, quelle che sgambettando e sculettando non si accorgono di portare un burka al contrario. Le donne sono diventate sempre di più un oggetto sessuale. Ha ragione Yoko Ono quando dice “Women are the nigger of the world”.

O mignotta o santa è sempre così. Non ci sono molte possibilità per un’attrice nera che vive in Italia, non c’è possibilità di fare o anche solo di aspirare a fare i ruoli che invece vengono offerti a una bianca. E poi non so neanche se un film sull’integrazione venderebbe. Come la si può raccontare qui l’integrazione se l’integrazione non esiste? Sarebbe un film di fantascienza…”