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Festival di Roma 2009 – il debutto di una regista che conosciamo bene: Stefania Sandrelli

Non farò citazioni di anni. Così vi costringo a restare in una dimensione senza tempo in cui possiamo smarrirci insieme e vedere meglio le cose del cinema. La notizia dalla quale partire è il debutto di Stefania Sandrelli nel ruolo di regista-il film si chiama Christine Cristina – dopo aver recitato come attrice in “milletre”

Non farò citazioni di anni. Così vi costringo a restare in una dimensione senza tempo in cui possiamo smarrirci insieme e vedere meglio le cose del cinema. La notizia dalla quale partire è il debutto di Stefania Sandrelli nel ruolo di regista-il film si chiama Christine Cristina – dopo aver recitato come attrice in “milletre” ruoli in tanti anni di carriera; “milletre”, il numero fatidico di Don Giovanni per quanto riguarda l’amore.

Sono molto curioso di vedere il debutto di Stefania nel nuovo ruolo. Anche perché lo ha annunciato con grande discrezione, stile, misura avendo raggiunto una altrettanto grande maturità artistica. Così mi piacciono i debuttanti, e soprattutto le debs belle da sempre come Stefania. Come dimenticare la sensibilità che mostra in Io la conoscevo bene? E, saltando tante altre ragguardevoli interpretazioni da lei offerte, come non ricordare il rilancio di cui fu protagonista in “La chiave”?

Non le dimenticherò, anzi non possiamo dimenticare. Si tratta di un’attrice che è diva ma che è in primo luogo donna, artista. Una strana diva. Riottosa. Ma sorridente. Seria. Ma pronta a mettere a suo agio le persone. Ricordo quando l’andai a trovare a casa sua. Una casa molto bella. Ma non abbastanza quanto lei. In mezzo a un elegante arredamento e a preziosi quadri, Stefania rifulgeva. Parlammo. Mi innamorai. Scherzo. Avrei voluto innamorarmi. Non potevo. Era già troppo innamorato dei personaggi dei suoi film. Il troppo stroppia. Cercai di pensare alto. Presi una decisione.

Fra le dive che ho ammirato, studiato e raccontato, Stefania (dal nostro punto di osservazione) segna il confine fra le “maggiorate” (Silvana, Gina, Sophia) e le attrici più o meno famose venute dopo. Ha occupato, sempre Stefania, tutto lo spazio possibile. Ciò non significa che non abbiamo avuto altre brave attrici.

Ma le dive, o meglio il contributo italiano, al divismo, è finito. Dopo Stefania i nomi non mancano, eppure lo schermo delle nostre visioni è pieno di figurette, figurine, figurone (labbra a canotto, tette a melone), corpi generosi avviliti dalle televisioni. Ecco il punto. Stefania suscita nostalgia. Adesso Stefania suscita interesse, legittima curiosità. Le dive hanno cuore e testa. E le altre figurette, etc? A voi l’ardua risposta. Andiamo al Festival a vedere “Christine Cristine”.