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The Twilight Saga: New Moon – Recensione in Anteprima

New Moon (Usa, 2009) di Chris Weitz; con Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Dakota Fanning, Ashley Greene, Nikki Reed, Jackson Rathbone, Kellan Lutz, Peter Facinelli, Elizabeth Reaser, Edi Gathegi, Rachelle Lefevre, Michael Sheen, Jamie Campbell Bower, Christopher Heyerdahl, Cameron Bright, Chaske Spencer, Alex Meraz, Bronson Pelletier, Kiowa Gordon, Billy Burke, Graham Greene, Anna Kendrick,

pubblicato 16 Novembre 2009 aggiornato 2 Agosto 2020 08:50

New Moon (Usa, 2009) di Chris Weitz; con Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Dakota Fanning, Ashley Greene, Nikki Reed, Jackson Rathbone, Kellan Lutz, Peter Facinelli, Elizabeth Reaser, Edi Gathegi, Rachelle Lefevre, Michael Sheen, Jamie Campbell Bower, Christopher Heyerdahl, Cameron Bright, Chaske Spencer, Alex Meraz, Bronson Pelletier, Kiowa Gordon, Billy Burke, Graham Greene, Anna Kendrick, Michael Welch, Christian Serratos, Gil Birmingham, Tinsel Korey, Noot Seear, Tyson Houseman, Justine Wachsberger, Charlie Bewley, Daniel Cudmore, Justin Chon.

Senza più giustificazioni. Se lo scorso anno Twilight, primo capitolo della saga, poteva cavalcare non poche ‘scuse’ per giustificare la propria discutibile qualità (low budget, un fenomeno da far partire, degli attori da rendere credibili, una fedeltà libro/schermo da seguire con estrema attenzione) New Moon di scuse davvero non ne aveva e non ne ha. Ci troviamo dinanzi al più clamoroso fenomeno cinematografico/letterario dai tempi del boom di Harry Potter. Il primo capitolo è stato un successo planetario, il budget di partenza è più che raddoppiato, il cast è cresciuto e si è arricchito di nomi altisonanti, la regia ha visto arrivare una new entry, con il libro da cui attingere che è in assoluto il più ricco ed amato dai fan della saga, con tanto di scontro millenario ma sempre affascinante tra vampiri e licantropi, divisi in questo caso dall’amore per una donna.

Di ingredienti da buttare nel calderone Chris Weitz ne aveva a bizzeffe, se non fosse che alla fine ha sfornato un polpettone sempre più romantico e sempre meno ‘horrorifico’, nato e pensato per far piangere miliardi di adolescenti, tra un “ti amo” e un “ti amo“, intervallati da altri “ti amo“. Poca action, tanti lunghi e snervanti dialoghi d’amore, effetti speciali discutibili, una lunghezza eccessiva, un minorenne pompato a suon di steroidi e un omaggio più che velato al Romeo e Giulietta di William Shakespeare, per un film che sicuramente non deluderà i twilighters ma difficilmente potrà risultare digeribile per tutti gli altri…

Un fantastico prodotto commerciale. Questo ormai è la saga di Twilight, capace in meno di 18 mesi di dare vita ad un vero e proprio impero. La qualità strettamente cinematografica (decisamente soggettiva ed opinabile) qui non è altro che puro contorno. A capirlo immediatamente sono stati i ‘geni’ della Summit, girando tre film praticamente nell’arco di un anno e mezzo. Della serie ‘c’è un ferro da battere finchè caldo? E allora battiamolo!”. Pregi e difetti di Twilight, primo capitolo, qui si ripetono infatti irrimediabilmente.

Bella ed Edward si amano alla follia. I loro occhi emettono miele e le loro orecchie zucchero filato quando si guardano intensamente. Nulla sembra poterli separare, fino a quando i Cullen non invitono Bella in casa loro per festeggiare il suo 18° compleanno. Scartando un regalo, Bella si taglia un dito. Una minuscola goccia di sangue cade sul candido tappeto, scatenando la ‘sete’ di uno dei familiari. Capito il pericolo che Bella corre continuando a stare al suo fianco, Edward decide di lasciarla per sempre. Per proteggerla. Fuggito via lontano, Edward diventa un’ossessione per la povera Bella, ritrovatasi dal giorno alla notte con il cuore frantumato. Passano i mesi ma Edward è sempre nella sua testa, anche perchè questi compare continuamente, per proteggerla dai pericoli che costantemente incontra, attraverso pseudo allucinazioni. A tirarla su di morale l’amico di vecchia data, Jacob, cresciuto mostruosamente nel giro di pochi mesi. L’amicizia tra i due si fa sempre più intensa, con Jacob che le nasconde però un terribile segreto. E’ infatti un licantropo, a caccia di vampiri! Sempre più vicina a Jacob, Bella è chiamata dal fato a dover fare una scelta. Credendola morta, Edward è partito per l’Italia per suicidarsi, grazie ad un’antichissima famiglia di vampiri, i Volturi. Il tempo corre e solo Bella può salvare il proprio amato, facendogli capire, mostrandosi a lui, che è ancora viva. Per farlo deve però dire addio a Jacob…

Quintali di carne al fuoco. Stephenie Meyer non si è di certo risparmiata nello scrivere New Moon, dove succede davvero di tutto. Vero protagonista maschile della storia non è più il bel tenebroso ed etereo Robert Pattinson (sempre convincente), bensì il suo alter-ego, ovvero il muscolosissimo e lupacchiotto Taylor Lautner. Come dice giustamente Kristen Stewart (sempre più sprecata) in una scena del film, “ma quanti steroidi anabolizzanti ti sei preso“?. Lautner, minorenne in Twilight, appare infatti come trasformato. Tralasciando quanto sia moralmente lecito pompare a dismisura un minorenne per renderlo compatibile ad una parte cinematografica, Chris Weitz ha subito capito che per raddoppiare gli sbalzi ormonali delle fan della saga, Robert Pattinson non bastava più.

Per risolvere il problema ci ritroviamo dinanzi ad un Lautner denudato per 3/4 di film, con muscolo sempre bene in vista, a cui alternare un Pattinson sempre mezzo nudo, giusto per accontentare le fan di entrambi gli attori. Nel bel mezzo del triangolo ci ritroviamo ovviamente lei, Kristen Stewart, martoriata d’amore per il suo bell’Edward ed incapace di apprezzare i sentimenti provati per lei dal lupacchiotto Jacob.

Lui chi è , come mai l’hai portato con te , il suo ruolo mi spieghi qual’è , io volevo incontrarti da sola, già è difficile farlo con te mollalo! Prendendo a piene mani da un classico immortale di Renato Zero, così si potrebbe raccontare il triangolo d’amore tra Bella, Edward e Jacob, bombardato da una serie di dialoghi che probabilmente celano un accordo tra la Summit e la Baci Perugina S.P.A., visto il numero di frasi stucchevoli presenti nella sceneggiatura.
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Partendo dal principio, e dal ‘lunare’ ed affascinante arrivo del titolo del film, possiamo dire che peggio non si poteva iniziare. La prima apparizione di Robert Pattinson è quasi parodistica. Rallenty, musica rock/pop in sottofondo, lui che avanza affascinante con camicia svolazzante. Neanche in uno spot D&G sarebbero probabilmente arrivati a tanto. Scena dopo scena la situazione non migliora. Il primo episodio scatenante (la festicciola di compleanno in casa Cullen con goccia di sangue di Bella/reazione del fratello di Edward) è scritto male e recitato peggio. Con l’abbandono di Edward la situazione sembra però migliorare. Entriamo nei sentimenti martoriati di Bella, con l’amicizia di Jacob che assume tutt’altra forma.

Arrivati al 2° episodio scatenante (l’assalto di un vampiro nei confronti di Bella, assolutamente indifesa), si ripiomba nell’ “o mio Dio“. In questo esatto momento, infatti, entrano in gioco i lupi! Peccato che l’entrata in scena sia quasi imbarazzante. 25 anni dopo La Storia Infinita, Mork che usciva dalle tenebre di Fantàsia era molto ma molto più credibile. Gli effetti speciali, come in Twilight, non convincono infatti nemmeno in questa occasione. Neanche lo sbrilluccichio della pelle di Edward, all’esposizione del sole, è ancora anche solo passabile…

Scontro dopo scontro, con Bella sempre più distrutta d’amore per il suo Pattinson ed indecisa sui sentimenti di Jacob, il film avanza tra strappalacrime frasi ad effetto, arrivando al momento clou, ovvero Volterra con i pericolosissimi Volturi, solo per pochi minuti! La parte più riuscita dell’intera pellicola, infatti, ovvero lo scontro tra i Volturi e la coppia Bella/Edward, vola via in poche scene, capaci però di volare altissimo grazie a Michael Sheen e a Dakota Fanning. Pochissime, ma decisamente notevoli, le battute e le scene per entrambi. L’impressione è che la parte italiana sia stata presa troppo poco in considerazione, lasciando l’amaro in bocca.

A completare il quadro si aggiunge un tema musicale onnipresente e quasi odioso, una fotografia cupa e discreta e una regia che raramente sorprende, per un film che deve però essere giudicato rapportandolo al target di riferimento a cui si rivolge. Come detto all’inizio, a chi è piaciuto Twilight non potrà che piacere anche questo sequel, ancora più struggente e sicuramente più avvincente dal punto di vista della trama. Per tutti quelli che invece hanno odiato o anche solo non apprezzato particolarmente il primo capitolo, difficilmente riusciranno a cambiare idea con questo sequel.

New Moon è Twilight, nei pregi e nei difetti. Tutto è moltiplicato per tre, da buon triangolo, ma il marchio di fabbrica è sempre lo stesso. Ciò che ne rimane è un prodotto commercialmente perfetto, pensato e creato per far nascere un fenomeno di culto. Ci stanno riuscendo, sbancheranno il mondo, ma per la qualità e l’horror (vampiri vs. licantropi, non si vede una goccia di sangue) cercare altrove…

Uscita in sala: 18 novembre

Voto Federico: 5
Voto Carla: 3
Voto Gabriele: 4