Il capolavoro postumo di Nicholas Ray We Can’t Go Home Again alla 68a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

In occasione del centenario della nascita del grande filmmaker, in anteprima mondiale alla 68a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2011, We Can’t Go Home Again, capolavoro postumo rimasto fin’ora invisibile. Film sperimentale e multi-narrativo al confine tra cinema e arti visive, girato assieme ai giovani cineasti suoi allievi all’Harpur College, We Can’t Go

di simona



In occasione del centenario della nascita del grande filmmaker, in anteprima mondiale alla 68a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2011, We Can’t Go Home Again, capolavoro postumo rimasto fin’ora invisibile.

Film sperimentale e multi-narrativo al confine tra cinema e arti visive, girato assieme ai giovani cineasti suoi allievi all’Harpur College, We Can’t Go Home Again era stato concepito da Nicholas Ray e sua moglie, Susan, affinché diventasse uno strumento per insegnare a fare cinema attraverso la pratica e non la teoria. Perché “l’unica maniera per imparare a fare un film, è attraverso un altro film“. E proprio Susan Ray si occuperà di completare il montaggio del film secondo le intenzioni del regista e a restaturarlo così che possa essere proiettato alla Mostra 2011.

Considerato “il lavoro di un pazzo” da qualcuno, un’opera d’avanguardia da altri, We Can’t Go Home Again rimane una prova cinematografica straordinariamente forte e innovativa, celebrata dai più grandi cineasti contemporanei, come Wim Wenders. Marco Müller aveva già proiettato le due versioni incomplete del film quando era direttore del Film Festival Rotterdam.

Fonte: La Biennale

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