Film in televisione, un decreto blocca i “bollini gialli” dalle 7 alle 23

Non ne avete sentito parlare nel telegiornale di ieri sera, ma un motivo ci sarà. Soprattutto se avete scelto un canale tra Rai e Mediaset, perché sul piede di guerra ci sono principalmente Sky e le altre pay tv che maggiormente saranno colpite dal decreto legge che regola “l’esercizio delle attività televisive”. Come si legge

Non ne avete sentito parlare nel telegiornale di ieri sera, ma un motivo ci sarà. Soprattutto se avete scelto un canale tra Rai e Mediaset, perché sul piede di guerra ci sono principalmente Sky e le altre pay tv che maggiormente saranno colpite dal decreto legge che regola “l’esercizio delle attività televisive”.

Come si legge sulle pagine on line di Repubblica.it, l’art.9 del decreto, che entrerà in vigore il 27 gennaio, vieta “la trasmissione, anche a pagamento, dei film ai quali sia stato negato il nulla osta per la proiezione o la rappresentazione in pubblico o che siano stati vietati ai minori di anni diciotto nonché dei programmi classificali a visione per soli adulti” dalle 7 alle 23 “su tutte le piattaforme di trasmissione”. Vengono compresi nell’articolo anche i canali che forniscono servizi “adult” indipendentemente dai servizi di child-protection forniti dai rispettivi provider. Ma non è tutto, anche i film vietati ai minori di 14 anni non potranno più essere programmati, sia sulle reti free che su quelle a pagamento, compreso i film-on-demand, ne’ prima delle ore 22.30 ne’ dopo le ore 7.00″.

Purtroppo i visti censura in Italia spesso risalgono a disposizioni vecchie di decenni, sono numerossisimi i film che rientrano, senza alcuna motivazione apparente, a categorie VM14 o VM18. Pensate solo al caso assurdo del film Stella, di Sylvie Verheyde.

Le nuove norme colpiscono soprattutto i canali di Sky. Una nuova stoccata voluta dal governo, che si aggiunge ai nuovi tetti pubblicitari per le pay-tv e all’aumento delle tasse per i servizi di pay-tv. L’opposizione parlamentare si trova nuovamente a contestare una legge che ovviamente gioca a favore di un noto polo televisivo che di Sky è diretto concorrente. Il danno per Sky si calcolerebbe in svariate decine di milioni di euro.

E c’è chi ancora crede che il conflitto di interessi non esista.

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