Guerriglia Marketing per La città verrà Distrutta all’Alba

Come è noto, le autorità islandesi hanno raccomandato alla popolazione di indossare maschere antigas, visto il rischio che la nube di cenere prodotta dall’eruzione nel sud dell’isola possa essere tossica. A Roma, nei luoghi della movida capitolina, qualche sera fa e per alcuni attimi, sembrava di essere in Islanda dopo l’eruzione del vulcano situato sotto



Come è noto, le autorità islandesi hanno raccomandato alla popolazione di indossare maschere antigas, visto il rischio che la nube di cenere prodotta dall’eruzione nel sud dell’isola possa essere tossica. A Roma, nei luoghi della movida capitolina, qualche sera fa e per alcuni attimi, sembrava di essere in Islanda dopo l’eruzione del vulcano situato sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokul.

Nel centro della città (via del Corso, piazza del Popolo, via Condotti, piazza di Spagna e piazza Colonna/galleria Alberto Sordi) si notavano speciali azioni volantinaggio: quella che sembrava una squadra in assetto antivirus girava nella “città in quarantena” per distribuire “avvisi” di possibile contagio. C’era anche un’inquietante presenza, la sagoma di una bambina con una maschera antigas. Alla base della sagoma, un messaggio che spingeva a scoprire chi è questa presenza tra di noi… Tutto questo sabato.

Venerdì sera , invece, dalla stazione Termini a piazza Trilussa , passando per piazza Esedra e la basilica di santa Maria degli angeli, il Colosseo e la Piramide, c’era qualcosa di strano : su questi edifici-simbolo della città venivano proiettate delle immagini inconsuete. Come su un grande schermo apparivano queste scritte: “La città verrà distrutta all’alba del 23 aprile”, “ Rischio contaminazione, il virus dilaga”, “La città verrà distrutta all’alba, rischio contaminazione”, “La città verrà distrutta all’alba, il virus dilaga”, “La città verrà distrutta all’alba, la pazzia è contagiosa”. Chi era preoccupato e chi sorpreso, ma qualcuno rivelava : “ E’ il guerrilla marketing, bellezza!”. Sì , si trattava proprio dei nuovi fantasisti della comunicazione, che, oltre ad “inventare” nuovi mezzi, inventano nuovi modi per utilizzare vecchi mezzi, hanno la capacità di sfruttare ogni superficie, ogni spazio, ogni mezzo per trasmettere i propri messaggi e per raggiungere il destinatario, dove e quando meno se lo aspetta. I messaggi li ritroviamo nelle strade, sui monumenti, sulle panchine e persino sul corpo umano. Tutto questo per lanciare il remake de La città verrà distrutta all’Alba, da venerdì nei nostri cinema e da noi già recensito.



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