CineBlog e Il Codice da Vinci



All'inizio fu solo un libro. A dir la verità non lo volevo nemmeno comperare. Ne parlavano troppo, lo elogiavano, era il libro più bello del mondo, un thriller fantastico, roba da strapparsi le mutande e correre nudi per strada.
Bah, mi dicevo, non fa per me. Appena cala tutta questa orgia me lo prendo. Ci pensò Ale, mio migliore amico, che me lo regalò per il compleanno dell'anno scorso. Me lo sono letta. Vi dirò, il romanzo non è, per me, granchè. L'unica fortuna di Dan Brown è stata quella di prendere un mistero "storico-religioso" e di trasformarlo in romanzo. Non potevo averla io questa idea??!?!?!? Ora sarei miliardaria, mannaggia!
Non ricordo se la Chiesa andò su tutte le furie per il romanzo. Ricordo però che quando si cominciò a parlare di trasposizione cinematografica iniziò il delirio. Ron Howard rischiava la scomunica, ai lettori a cui era piaciuto il romanzo aspettava direttamente l'inferno, Dan Brown era già con Satana a giocare a poker. L'Opus Dei si infuriò per come veniva trattata nel libro e la Chiesa giudicava blasfemi tutti i riferimenti a Cristo.

Cristo non poteva aver sposato Maddalena, non poteva aver avuto un figlio, il Santo Graal non è la discendenza e blablabla.... ora anche chi non aveva mai preso in mano un libro inizia ad interessarsi al Codice Da Vinci, la Chiesa si trancia le dita da sola, ne parla troppo, gli dà troppa importanza e la curiosità nel pubblico aumenta. Anche ora che a Cannes ha ricevuto una gelida accoglienza, poco importa. Gli spettatori lo aspettano con ansia. Perchè la fame di mistero non ha mai fine. La figura di Cristo è troppo grande per non generare curiosità.

Personalmente credo che Gesù arrivato sulla Terra come uomo abbia avuto diritto ad una compagna (tosta come la Maddalena) e anche ad una nidiata di pargoletti. Pensate a come deve essere stato terribile per lui morire per noi sulla croce al pensiero di lasciare moglie e prole. Lo ammiro ancora di più, come uomo, come Dio, come Cristo.

Certo la Chiesa ne esce un po' "sottovalutata" ma se un credente ha veramente fede non sarà un libro a fargli cambiare idea, non ci sono riusciti i Vangeli apocrifi o il documento Il Santo Graal di Baigent Michael, Leigh Richard e Lincoln Henry.

Dal film non mi aspetto granchè, sento puzza di fregatura, mi immagino questo immenso blockbuster tutto azione e musica ad effetto. Nulla di memorabile. Chissà se avrò ragione, ne riparleremo...
Carla C.

Che scrivere de Il Codice da Vinci? Ne ho parlato tanto, ne abbiamo parlato tanto, ne avete parlato tanto. Troppo? Beh, è la conseguenza dovuta ad un film che comunque crea scalpore e dibattito. E domani sarà il "gran giorno". Pagherò il biglietto del cinema, entrerò in una sala assolutamente piena di gente (già m'immagino le persone sedute persino sugli scalini), quindi inizierò già a bestemmiare in turco per il caos che ci sarà (non escludo ormai la possibilità di fragorose risate, visti i precedenti...). E mi vedrò il film. 150 minuti. Devo essere sincero? Ho già i miei pregiudizi. Che non fanno mai bene ad una critica costruttiva che si basa in gran parte sull'oggettività. Volete sapere quali sono i miei pregiudizi? Detta proprio francamente: ne ho un po' le palle piene. Il Codice da Vinci mi ha già stufato. Pur non avendo letto il libro (troppo scalpore all'epoca quando uscì, comprarlo sembrava una moda) e pur non avendo letto granchè della trama (anche se il gentilissimo "Matrix" di Mentana mi ha dato un bello spoilerone... grazie ancora...!), questa pellicola mi sa già di buffonata. E tutto ciò è ancora più influenzato dalle notizie di ieri. Non mi ha colpito molto neanche l'intervista fatta al cast a Cannes, e neanche la conferenza stampa (ma c'è la battuta di McKellen sull'omosessualità e la Chiesa che è una chicca: già cult!). Insomma: non mi stimola, e mi puzza tanto. E ho davvero paura di scassarmi la m... pardòn, annoiarmi un po' troppo.
Bollino rosso, bollino celeste, bollino verde: lo saprete entro sabato. E una cosa è già certa: la polemica ora è ormai in parte congelata per l'anterprima a Cannes e la delusione di critica e pubblico. Ma da domani inizia la forte discussione tra il grande pubblico: è naturale che ci saranno i convinti e gli oppositori... Fuoco alle fiamme allora! E se vi scassate dopo un quarto d'ora di 'sto film, uscite dalla sala e guardatevi in giro: c'è Volver di Almodovar in un'altra sala...
Gabriele C.
Il Codice da Vinci? Sì ricordo, il libro era già cult ma io sono una da classici e sopratutto spesso controcorrente... Poi ecco l'attore preferito di mia madre (Hanks) in strane associazioni cinematografiche con la mia Amèlie-Tautou e tanti altri attoroni in un bel pentolone cotto in soli 5 minuti (tipo quattro salti in padella)... ah dimenticavo... dallo chef Howard! Mi ha stancato ancor aprima di esistere questo progetto. Non è il genere di film che mi incuriosisce, che mi interessa e il problema non è dell'Opus Dei o del boicottaggio Vaticano. Sono credente e i temi affrontanti non mi toccano minimante perchè il cinema è cinema, è uno sguardo, una posizione, non è verità. Quello che mi indigna è che si costruisca e si focalizzi attenzione mediatica attorno al film di turno che, bello o brutto che sia, ha già vinto. Senza contare che più se ne parla, più lo si accusa, lo si bandisce, lo si critica, più la gente lo andrà a vedere. Provate a dire ad un bambino di non fare una cosa! Domani è il 19 maggio, molti di voi lo vedranno, molti altri no... Io vado a vedere Volver domani...
Natalie F.
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