Festival di Venezia 2010: al cineasta indiano Mani Ratnam il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker

Quarto anno e quarta assegnazione per il premio Glory to the Filmmaker, in collaborazione con lo sponsor Jaeger-LeCoultre, alla Mostra del Cinema di Venezia. Assegnato già a Takeshi Kitano (il nome del premio viene proprio dal suo film, presentato a Venezia 64 fuori concorso), Abbas Kiarostami, Agnès Varda e Sylvester Stallone, il premio dedicato a

Quarto anno e quarta assegnazione per il premio Glory to the Filmmaker, in collaborazione con lo sponsor Jaeger-LeCoultre, alla Mostra del Cinema di Venezia. Assegnato già a Takeshi Kitano (il nome del premio viene proprio dal suo film, presentato a Venezia 64 fuori concorso), Abbas Kiarostami, Agnès Varda e Sylvester Stallone, il premio dedicato a una personalità che abbia segnato in modo originale il cinema contemporaneo va quest’anno al cineasta indiano Mani Ratnam.

Marco Müller ha così motivato il premio: “All’inizio della sua carriera Mani Ratnam girava film solo nella sua lingua madre, il tamil, ma è diventato ben presto uno tra i pochi cineasti del Sud dell’India capaci di gestire con intelligenza (e successo commerciale) l’assalto al mercato cinematografico dell’India intera”. La Mostra presenterà in “prima festival” l’ultimo film di Mani Ratnam, Raavan, alla presenza del regista e delle superstar del cinema indiano Aishwarya Rai, Abhishek Bachchan, Vikram e A. R. Rahman. Raavan è distribuito internazionalmente da Reliance Big Pictures e IM Global.

Il direttore della Mostra continua: “Raavan stregherà certamente il pubblico con la sua storia emozionante e le sue seducenti scene di canto e danza. Siamo orgogliosi di ospitare la “prima festival” di questo film straordinario, che sarà proiettato alla 67. Mostra sia nella versione in hindi che in quella in tamil”. Animato dalle musiche del due volte premio Oscar A. R. Rahman (sue le musiche di The Millionaire), Raavan fonde dramma, azione, commedia romantica e musical. Il film è un liberissimo adattamento del poema epico Ramayana di Valmiki e narra di un fuorilegge che, per vendetta, rapisce la moglie del poliziotto che ha ucciso sua sorella, trascinandola in un viaggio in cui si rinnova il costante, epico scontro fra bene e male.

Fonte: Comunicato La Biennale

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