La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse

La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse

Il 30 giugno Eclipse sarà nei cinema italiani. Il terzo capitolo di Twilight vedrà Bella Swan (Kristen Stewart) alle prese con la scelta tra il vampiro Edward Cullen (Robert Pattinson) e il licantropo Jacob Black (Taylor Lautner) (siamo di fronte alla tipica vita amorosa di un'adolescente americana!)...

Oggi dedichiamo un post ai Twilighters che hanno letto il romanzo di Stephenie Meyer e chiediamo loro: qual è la vostra frase preferita di Eclipse? Eccone qualcuna:

Desideravo che Edward mi seguisse. Desideravo che entrambi scendessero dall'auto, si stringessero la mano e fossero amici: Edward e Jacob invece che vampiro e licantropo. Era come tenere di nuovo in mano due calamite potenti e tentare di forzare la natura a cambiare le proprie leggi...

La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse
La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse
La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse
La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse

La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse
La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse
La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse
La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse
La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse
La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse
La saga di Twilight: le frasi più romantiche di Eclipse

La mia vita ormai era incerta come una partita a dadi. E se fosse uscito il numero perdente?

Tu puoi prendermi in ostaggio ogni volta che vuoi.

È difficile da descrivere. Non è un colpo di fulmine, davvero. È più... uno spostamento di gravità. Quando vedi lei, all'improvviso non è più la terra che ti tiene attaccata a sé. È lei. E niente conta più di lei. Sai che per lei faresti qualsiasi cosa, per lei saresti qualsiasi cosa... Diventi tutto ciò di cui ha bisogno, che sia un protettore, un amante, un amico, o un fratello.

Non vedrai mai il pesce che cerca di schioccare un bacio all'aquila. Mai.

Come la guardava! Era come un cieco che vedeva il sole per la prima volta. Come un collezionista che scopre un Leonardo sconosciuto, come una madre che guarda negli occhi in figlio appena nato.

".....fredda come il Ghiaccio, la sua Lingua segnò leggera i contorni delle mie labbra."

Ecco perché ero là. Ecco perché ero pronta ad affrontare qualunque accoglienza, al mio rientro. Perché, dietro alla rabbia e al sarcasmo, Jacob soffriva. Ormai glielo leggevo negli occhi. Non sapevo come aiutarlo, ma sapevo di doverci provare. Era il minimo che potessi fare per lui. Perché mi sentivo colpita dal suo stesso dolore. Jacob era diventato parte di me, ormai era impossibile tornare indietro.

Il dolore di Jacob aveva sempre stimolato il mio lato protettivo. Non c'era un motivo razionale, visto che Jake non aveva bisogno della scarsa protezione fisica che gli potevo offrire. Ma le mie braccia, bloccate da quelle di Edward, desiderarono raggiungerlo. Avvolgersi al suo petto ampio e caldo, in una promessa muta di conforto.

Cercai la sua mano e sospirai quando le sue dita fredde trovarono le mie. Il contatto portò con sé una stranissima sensazione di sicurezza, come una sofferenza placata all'improvviso.

Mi avvicinai per accoccolarmi su di lui, affondando la testa sotto il suo braccio. Fu come raggomitolarsi a fianco del David di Michelangelo con la differenza che questa creatura perfetta, marmorea, mi abbracciò e mi strinse a sé.

E cercai di spiegarmi perché il mio cuore fosse partito in quarta al suono della sua voce.

Sarò di ritorno talmente presto che non avrai il tempo di sentire la mia mancanza. Prenditi cura del mio cuore. L'ho lasciato con te.

Ti ama più di quanto tu possa immaginare. Starti lontano lo terrorizza.

Jacob: "E' come una droga per te bella, ormai l'ho capito. Ma io sarei stato qualcosa di più sano: l'aria, il sole".
Bella: "Anche io ne ero certa, eri come il mio sole personale! Il rimedio migliore alle nuvole".
Jacob: "Alle nuvole posso farcela. Ma a un'eclissi... no!"

I suoi baci non mi spaventavano. Non era più come quando sentivo la paura e il panico sfuggire al suo autocontrollo. Le sue labbra non erano più ansiose, ma entusiaste e impazienti come me all'idea di avere una notte tutta per noi. Continuò a baciarmi per diversi minuti, accanto all'entrata; sembrava meno guardingo del solito, le sue labbra fredde desideravano le mie.


Di colpo si fece serio. Mi prese il mento tra le mani, lo tenne fermo e non riuscii a distogliere gli occhi dal suo sguardo intenso.
"Finché il tuo cuore batterà, Bella" disse, "sarò qui... e combatterò. Non dimenticare le alternative che hai".


"E cosa avresti desiderato?" chiesi piena di dubbi "tu puoi avere tutto."
"Ho desiderato te." E il suo sorriso si spense. "Non ne avevo il diritto ma ho allungato la mano e ti ho presa ugualmente. E ora, guardati cosa sei diventata! Stai cercando di sedurre un vampiro." Scosse la testa con finto orrore.
"Non è peccato desiderare ciò che è già tuo, lo sai. E poi, pensavo fossi preoccupato per la mia virtù."
"Lo sono. Se per me è troppo tardi... Bè andrei all'inferno, e dico sul serio, pur di impedire che ci finisca tu."
"Non puoi lasciarmi andare in un posto in cui tu non ci sarai." dissi "Per me quello è l'inferno. Comunque, c'è una soluzione anche a questo: che ne dici di diventare immortali?"

D'altra parte, era difficile spiegarmi perché tenessi così tanto alla sua presenza. Contava che fosse lui a fare la scelta, a volermi con sé a tal punto da non permettere a nessun altro di trasformarmi. Era un pensiero infantile, ma mi piaceva l'idea che fossero le sue labbra l'ultima bella cosa che avrei sentito. Un altro enorme motivo di disagio, che non avrei mai ammesso di fronte ad altri, era che volevo essere contagiata dal suo veleno. Così gli sarei appartenuta in un modo tangibile, reale.

Se avessi potuto fare di testa mia, avrei passato ogni giorno a baciare Edward. Nella mia vita non c'era niente di paragonabile alle sue labbra fredde e marmoree, ma sempre così delicate mentre si muovevano assieme alle mie.

Guardarlo negli occhi mi faceva sentire sempre straordinaria, tanto leggera che quasi non sentivo più le ossa. Mi girava anche un po' la testa, forse perché mi ero dimenticata di respirare. Di nuovo.

Perché nessuno cercava di uccidermi quando desideravo morire?

Fragile. Grosso com'era, mi era sembrato davvero fragile. Forse era stata soltanto la mia immaginazione, assieme alla consapevolezza che presto mi sarebbe toccato spezzargli il cuore.

Sentii aprirsi una crepa nel mio cuore, mentre un minuscolo frammento si staccava da tutto il resto.

Sai Jacob, se non fosse che siamo nemici giurati e che ti piacerebbe rubarmi la mia unica ragione di vita, penso che mi andresti a genio.

Sfoderò il suo sorriso sghembo.
Lo fissai ad occhi sgranati.
"Respira Bella", mi disse sorridendo.
E obbedii.

Tu sei bè... non esattamente l'amore della mia vita perché mi aspetto di amarti molto più a lungo. Tu sei l'amore della mia esistenza.

... E rimise l'anello al suo posto, sull'anulare della mia mano sinistra. Dove sarebbe rimasto... probabilmente per l'eternità.


"Se tutto il resto perisse, e lui rimanesse, io continuerei a esistere; e, se tutto il resto rimanesse e lui fosse annientato, l'universo diventerebbe per me un'immensa cosa estranea."

Parlò lentamente: "Prima sposami"
Restai a fissarlo, in attesa "Okay. E' uno scherzo"
Sospirò. "Così mi ferisci Bella. Ti chiedo di sposarmi e la metti sul ridere."
"Edward, per favore sii serio"
"Sono serio al cento per cento". Mi lanciò un'occhiata che non lasciava spazio alle battute.
"E dai", risposi con un velo di isteria nella mia voce "Ho soltanto diciotto anni"
"Bè, io quasi centodieci. E' ora che metta la testa a posto".

  • shares
  • Mail
26 commenti Aggiorna
Ordina: