Festival di Venezia 2010: ai nastri di partenza

La 67a Mostra del Cinema di Venezia è ai nastri di partenza, ad un mese abbondante dall’annuncio del programma ufficiale e dalle prime polemiche (quasi tutte italiane, ma non solo). Il cartellone, che abbiamo ormai sviscerato in lungo e in largo, ha sì almeno tre nomi che mancano all’appello (Malick, Landis ma soprattutto Carpenter), ma


La 67a Mostra del Cinema di Venezia è ai nastri di partenza, ad un mese abbondante dall’annuncio del programma ufficiale e dalle prime polemiche (quasi tutte italiane, ma non solo). Il cartellone, che abbiamo ormai sviscerato in lungo e in largo, ha sì almeno tre nomi che mancano all’appello (Malick, Landis ma soprattutto Carpenter), ma altri che sono delle vere chicche.

Il film sorpresa che verrà proiettato il 6 settembre pare essere europeo (bye bye ai tre nomi prima citati) e in costume: fate l’equazione e salta fuori The King’s Speech, confermato tra l’altro tempo fa proprio dal protagonista Colin Firth. Dove sta la sorpresa? Ce lo chiediamo anche noi, a meno che Müller non lanci uno dei suoi assi e ci lasci a bocca aperta: dopotutto Firth disse che il film sarebbe stato fuori concorso…

A rendere il cartellone comunque ricco, cinefilo ed interessante sono proprio quei nomi che in molti non si aspettavano. Ad esempio Vincent Gallo, che si prepara ad essere un po’ il protagonista della Mostra come fu l’anno scorso Werner Herzog: per lui un film in concorso (il misterioso Promises written in water), il ruolo da protagonista nel thriller polacco Essential killing di Jerzy Skolimowski, e un corto in Orizzonti, The Agent, con il figlio di Stallone, Sage.

Sorprendono poi le presenze di Alex De la Iglesia con Balada Triste De Trompeta, Kelly Reichardt con Meek’s Cutoff, l’inedito Tom Tykwer di Drei, e i due orientali cult Tsui Hark (con Detective Dee and the Mystery of Phantom Flame) e Takashi Miike (con 13 Assassins). Quest’ultimo poi rischia di diventare il secondo protagonista assoluto della Mostra assieme a Gallo: fuori concorso ci sono Zebraman e Zebraman 2. Qui si sospetta un vero orgasmo cinefilo da parte del Presidente di Giuria Tarantino, e forse almeno un premietto…

Il concorso vanta poi le presenze di autori amati dai cinefili e dal Lido, ovviamente, come Aronofsky, la Coppola, Kechiche, Ozon, Schnabel, Tran. E Monte Hellman, grande ed attesissimo ritorno. Ma le sorprese, lo abbiamo ben visto in questi anni, arrivano spesso dagli autori meno conosciuti, come Cordier o la Tsangari. Una personale scommessa? Pablo Larraìn con Post Mortem. Per gli italiani, forse Mazzacurati. Ma sono tutti pregiudizi personali, e lasciano il tempo che trovano: meglio verificare di persona, e non vediamo l’ora.

Scoppiettante fin dal giorno d’apertura, con tanto di Andrew Lau e Robert Rodriguez oltre a Black Swan, Venezia 67 si prepara ad accogliere anche i due fratelli Affleck con due tra le opere più attese dell’intero festival (il thriller The Town e il doc(mock?)umentary I’m still here con Phoenix), gli orrori orientali in 3D dei fratelli Pang e di Shimizu, e poi Scorsese, Bellocchio, Salvatores, Turturro, Tornatore, il grande ritorno del Leone alla carriera John Woo, fino alla conclusione con The Tempest di Julie Taymor.

In mezzo c’è ancora di tutto e di più, dagli Orizzonti aperti dalla Breillat e chiusi da Hong, e che nascondono una delle più belle sorprese dell’intero cartellone: il ritorno di Paul Morrissey. Attenzione poi alla Settimana della Critica e alle Giornate degli Autori. L’appuntamento è quindi qui su Cineblog ogni giorno, per recensioni, gallerie di immagini e opinioni varie.

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