Spiriti come noi: Cineblog intervista il regista Gaetano Amalfitano – foto e trailer

Girovagando per la rete mi sono imbattuta nella scheda FilmUp del film Spiriti come noi. Si tratta di una pellicola thriller italiana che racconta lo spiritismo nel sud Italia, diretta da Gaetano Amalfitano con Mirko Zagarella, Sveva Scognamiglio, Leonardo Bilardi, Ciro Di Luzio, Loretta Palo, Antonello Pascale. Non ha una data di uscita ma mi

di carla

Girovagando per la rete mi sono imbattuta nella scheda FilmUp del film Spiriti come noi. Si tratta di una pellicola thriller italiana che racconta lo spiritismo nel sud Italia, diretta da Gaetano Amalfitano con Mirko Zagarella, Sveva Scognamiglio, Leonardo Bilardi, Ciro Di Luzio, Loretta Palo, Antonello Pascale. Non ha una data di uscita ma mi informo meglio e contatto il regista per saperne di più. Gaetano, gentilissimo, risponde a qualche mia curiosa domanda.

Ciao Gaetano, vuoi raccontarci qualcosa del film?
E’ un film che ha al centro della trama la vita oltre la morte, raccontato dal punto di vista dello spiritismo. Ci sono manifestazioni paranormali sull’Isola di Ischia, collegate anche ad un tessuto antropologico dove lo spirito del Munaciello rappresenta il caso più particolare, più indigeno. Ho voluto tratteggiare un film che parlasse dell’interpretazione dello spiritismo e di quello che rimane di noi dopo la morte. Non è un trattato, per carità, ma solo un tema di base. C’è anche il sottotema dell’ambientalismo…

Che è legato allo spiritismo?
Sì, l’ambientalismo è il tema secondario.

Come hai fatto ad unire i due temi?
E’ una caratteristica che mi è venuta bene e che mi è stata riconosciuta. Alcuni personaggi sono ambientalisti o ex, varie situazioni che si legano.

Spiriti come noi: Cineblog intervista il regista Gaetano Amalfitano – foto e trailer
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Spiriti come noi: Cineblog intervista il regista Gaetano Amalfitano - foto e trailer
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Tu credi nel paranormale?
Sì ci credo, nel senso che il fenomeno paranormale può essere visto dal punto di vista scientifico e non. Dopo il film mi sono fatto la convinzione che esistono gli spiriti anche con testimonianze di persone che ho incontrato durante la lavorazione. E che esiste una vita dopo la morte. Certo, non tutto ciò che è soprannaturale è legato agli spiriti e le leggende popolari ingigantiscono ma alla base qualcosa di vero c’è.

Qual è stato lo spunto per il film?
Da giovane mi interessava l’argomento. A Ischia conoscevo una persona che faceva sedute spiritiche, mi parlava di queste cose anche se non mi ha mai voluto far partecipare.

E perché?
Forse temeva qualche imprevisto, che poteva succedere qualcosa, sai non è acqua fresca…

Ma lui parlava con gli spiriti? Con i morti?
Certo certo. Era anche scettico e li metteva alla prova su quello che dicevano…. poi ho approfondito il tema con un libro sulle voci registrate dall’aldilà… alla fine ho lasciato da parte il tema e l’ho ripreso negli ultimi anni quando mi sono avvicinato alle religioni orientali, al tema della reincarnazione che è presente in tono minore anche nel film.

Hereafter l’hai visto?
No, ho letto delle critiche ma non l’ho visto. Ho letto che alcuni critici sono rimasti perplessi e spiazzati di fronte alla tematica… e ci credo! Nel mio piccolo ho visto che la tematica è complessa. Se la releghi nell’horror e ci metti un bollino sopra… ok. Ma se la proponi in un film non di genere, ci sono molte fasce che non si avvicinano….

Quindi il tuo è un film drammatico o un thriller?
Più sul tuo thriller direi. La definizione più specifica sarebbe thriller-spiritistico.

Ho visto il trailer e ci sono molte parti in dialetto… come mai?
Volevo creare una base di realtà forte, il film è ambientato in un’atmosfera molto solare, Ischia d’estate. Volevo creare l’aspetto realistico e il dialetto si inserisce in questa scelta. Anche perché ci sono dei personaggi del popolo e risultava falso farli parlare in italiano.

Il cast da dove arriva?
I quattro maschi li conoscevo già, sono amici. Le ragazze le ho provinate e sono stato fortunato a trovarle subito. Sono tutti attori della Campania: Ischia, Napoli, Salerno, Avellino.

Fisicamente da dove è iniziato il film?
Dai soldi, dal budget.

E dove li hai trovati?
Questo è il mio primo film, me li ha dati una persona di Ischia, un privato che da anni era intenzionato a fare un film ad Ischia. In base a questo ho costruito il film.

Gli effetti speciali come sono fatti?
Sono di una persona di Ischia, Marco Bizzarro. Sono effetti speciali semplici. Ho avuto dei problemi, non avevo chiaro delle cose e la cosa si è trascinata molto. Non ero molto sicuro di alcune scelte…

Ho letto sul vostro gruppo facebook che il film è già stato proiettato in qualche sala ma non avete un distributore. E’ esatto? E’ cambiato qualcosa nel frattempo?
No, il film non ha distribuzione.

Se uno volesse vederlo?
Dovrebbe contattare me sulla pagina Facebook del film, c’è la mia mail. Intanto voglio girare l’Italia per proporlo direttamente ad alcune sale come il Mexico a Milano, ad esempio. Non ci ho rinunciato. Solo che ora ho poco tempo, sto girando un documentario su un grande truccatore del cinema italiano.

Tu sei andato fisicamente dai distributori?
Li ho contattati ma mi conviene andare nelle sale. C’è anche il discorso internet, una società era interessata ma dovevo scegliere se metterlo online gratis o a pagamento e… insomma, gratis no, un minimo. Mi han detto ok ma poi non si sono più fatti sentire…

Quali sono stati i commenti degli spettatori durante quelle proiezioni?
Gli spettatori hanno gradito molto il film. Mi sono fermato a discutere, ai dibattiti. Ho visto persone entusiaste, mi hanno fatto dei complimenti. A Roma un signore è venuto a vederlo tre volte e la terza voleva pagare il biglietto. Il film piace dal professore universitario al ragazzo di 25 anni… però purtroppo non piace agli addetti ai lavori, ai distributori, nel giro dei festival… non so bene perché…

Non ti hanno dato una motivazione? Tipo: no, non lo prendiamo perché….?
Un cineclub di Roma l’ha visto due volte, e la seconda volta mi ha detto che la recitazione era un po’ Brechtiana… che era un po’ distaccata. Il film ha qualche difetto ma su un film di uno sconosciuto un difetto diventa un ostacolo per farlo vedere. Anche per i festival, a Napoli me l’hanno proiettato nel Napoli Film Festival, a Milano non me l’hanno accettato. Alla fine mi sono un po’ scoraggiato…

Com’è la tua formazione?
Ho cominciato come autodidatta, poi ho frequentato il Centro Sperimentale, mi sono diplomato in montaggio nel 1994, mi sono laureato in Lingue con una tesi su Storia del Cinema. Ad un certo punto ho acquistato delle attrezzature e lavoro soprattutto come video-operatore, montatore, regista. Lavoro a Report come video-operatore…

Prima del film hai girato dei corti?
Sì, due corti e un documentario che mi ha dato qualche soddisfazione, su Angelo Rizzoli. Ho raccontato il suo rapporto con Ischia negli anni ’50-’60.

Cosa ne pensi dell’attuale cinema italiano?
Eh, io faccio parte del movimento dei precari della cultura e ci sto proprio dentro ‘sta situazione. Cosa devo pensare? Più cose negative che positive. Siamo un’industria allo sfacelo dove il 10-20% lavora e si arricchisce e il resto non lavora…

Hai anche girato un video sull’occupazione del cinema Metropolitan a Roma il 18 gennaio, vero?
Sì, in sé era un fatto isolato… Però è un modo di farsi sentire. Prossimamente ci sarà uno sciopero: da solo non cambia molto ma metti insieme varie iniziative…

Il film più bello del 2009-2010?
Ne ho visti pochi ma oscillo tra A Single Man e Colpo di Fulmine.

Quello più brutto?
Dieci Inverni. C’è anche un fatto personale perché uno dei produttori è anche il mio.

E quindi gli dici che è brutto?
Tra quelli che ho visto è il meno bello.

Però mi sembra strano dire che è brutto ad un produttore che produce anche te…
Ma il produttore lo sa, lo sa.

Ringrazio Gaetano per il tempo dedicatomi. Di seguito il trailer di “Spiriti come noi” e nella galleria alcune foto.

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