Bela Tarr abbandona i set dopo l’Orso a Berlino

Ci sono registi che probabilmente moriranno mentre stanno girando una scena di un loro film, come l’ultracentenario portoghese Manoel de Oliveira, altri invece scelgono di dare l’addio si set, magari anche in un momento molto buono per la propria carriera. E’ questo il caso del grande regista ungherese Bela Tarr che, dopo aver ricevuto l’Orso


Ci sono registi che probabilmente moriranno mentre stanno girando una scena di un loro film, come l’ultracentenario portoghese Manoel de Oliveira, altri invece scelgono di dare l’addio si set, magari anche in un momento molto buono per la propria carriera. E’ questo il caso del grande regista ungherese Bela Tarr che, dopo aver ricevuto l’Orso d’argento della giuria per il suo The Turin Horse, ha comunicato dalla sua Budapest l’intenzione di chiudere la sua carriera cinematografica, non dirigendo più alcun film.

Il suo ultimo film lo riporta all’amato in bianco e nero, e che racconta il destino di un cavallo ferito dopo aver incontrato il filosofo Nietzsche nel 1889 a Torino. Bela Tarr (classe 1955) ha esordito al cinema nel 1978 con Hotel Magnesit e da allora ha realizzato quindici film, il suo capolavoro è il fluviale Sátántangó (1994) della durata di 450 minuti.

Sarà un addio definitivo?

Fonte | Ansa

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