Noi, insieme, adesso – Bus Palladium – di Christopher Thompson: recensione in anteprima

Noi, insieme, adesso – Bus Palladium (Bus Palladium, Francia, 2010) di Christopher Thompson; con Marc-André Grondin, Arthur Dupont, Elisa Sednaoui, Géraldine Pailhas, François Civil, Jules Pelissier, Abraham Belaga, Karole Rocher, Dominique Reymond. Parigi, anni 80. Lucas, Manu, Philippe, Jacob e Mario sono amici fin dall’infanzia. Passano le serate suonando al Bus Palladium, un noto locale,

Noi, insieme, adesso – Bus Palladium (Bus Palladium, Francia, 2010) di Christopher Thompson; con Marc-André Grondin, Arthur Dupont, Elisa Sednaoui, Géraldine Pailhas, François Civil, Jules Pelissier, Abraham Belaga, Karole Rocher, Dominique Reymond.

Parigi, anni 80. Lucas, Manu, Philippe, Jacob e Mario sono amici fin dall’infanzia. Passano le serate suonando al Bus Palladium, un noto locale, in cerca di realizzare il loro sogno: sfondare come rock band. Quando i Lust (il nome del gruppo) iniziano ad avere successo, l’equilibrio inizia a vacillare. Anche per colpa dell’arrivo di Laura.

L’attore e produttore inglese Christopher Thompson esordisce dietro alla macchina da presa con un film che, a leggere la trama, potrebbe quasi far pensare ad un film sulla musica. Ovviamente è solo un pretesto, e non c’è nulla di male: Noi, insieme, adesso – Bus Palladium (che titolo italiano infelice…) è un altro tassello che riguarda il genere adolescenziale e generazionale.

Peccato che la strada intrapresa dal regista in qualche modo gli sia un po’ fatale. È chiaro che quello che interessa a Thompson sono innanzitutto i personaggi, ma così facendo si scorda di dare un’impronta valida e personale al suo film d’esordio, calpestando tutto quello che in un film del genere ci si aspetta di trovare.

Se Bus Palladium ha dei pregi, questi bisogna ricercarli nei giovani attori, volenterosi e bravissimi, in cui spiccano i due protagonisti, Manu (interpretato da Arthur Dupont) e Lucas (interpretato da Marc-André Grondin, che abbiamo già amato in C.R.A.Z.Y.). I due giovani protagonisti sono infatti molto convincenti nei panni delle giovani rockstar in cerca di successo e sicuramente hanno i volti giusti.

Si diceva che a Thompson, anche sceneggiatore, interessano soprattutto Lucas e Manu, quindi il rapporto d’amicizia che inizia ad incrinarsi con l’arrivo di Laura, che diventa subito la ragazza del secondo ma di cui s’innamora il primo. E tira in ballo di conseguenza due temi che in un film del genere, ambientato anche nel periodo degli anni 80, sono quasi “obbligatori”: l’amore e la droga.

Così Bus Palladium rischia di essere soltanto non l’ennesimo film sul mondo difficile della musica, ma l’ennesimo ritratto di un’amicizia che va a rotoli sullo sfondo di un mondo difficile come la musica: c’è qualche differenza. E fa la figura di un prodotto un po’ sfilacciato e poco convincente dal punto di vista narrativo, forse perché è lo stesso disequilibrio del regista nell’affrontare la storia e le tematiche a non regalare qualcosa di davvero convincente.

E se il tutto sa troppo di convenzionale, anche per un’opera prima, il film ha però senz’altro un’apprezzabile colonna sonora (attenzione al doppio cd), in cui si alternano le canzoni scritte per il film e cantate da Dupont, e poi le canzoni d’epoca firmate da David Bowie, Blondie e altri. Se può bastarvi per reggere la visione e passare sopra i difetti, eccovi serviti, altrimenti non c’è molto di più.

Voto Gabriele: 5

Dal 29 aprile al cinema.
Qui il trailer italiano.

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