• Film

Fate largo al box office cinese – Hollywood ringrazia

Prima c’era quasi solo l’Inghilterra. Poi sono arrivate la Germania, la Francia e soprattutto la Russia. Ma ora è la Cina a guidare la carica dei nuovi mercati ‘salva-Hollywood’

Entro un paio d’anni, a detta degli esperti del settore, il box office cinese potrebbe fruttare qualcosa come 5/6 miliardi di dollari l’anno. Soldi praticamente nuovi, inediti, perché inesistenti fino a 2/3 anni fa, tanto che anche ad Hollywood, ovviamente, ringraziano. L’esplosione dei nuovi mercati come Russia, Cina, Corea ed India ha inevitabilmente spalancato scenari intriganti per la Mecca del Cinema d’America, che guarda ormai sempre più con forza all’estero.

Quel che raccoglie una produzione Usa in patria non è altro che una minima parte dell’ipotetico totale finale worldwide. Questa assoluta verità, fino a pochi anni fa fantascientifica, negli ultimi mesi si è fatta sempre più sfacciatamente evidente. E sono i numeri a parlare. Solo in Cina, ad esempio, Iron Man 3 ha incassato la bellezza di 121 milioni di dollari, con Man of Steel arrivato ai 64, I Croods ai 63, Skyfall e Star Trek Into Darkness ai 60, G.I. Joe 2 ai 54, Lo Hobbit ai 50 e After Earth, deludente in patria con ‘solo’ 60 milioni in cassa, ai 30, così come Cloud Atlas, che ha fatto più soldi a Shanghai e provincia che negli Usa.

Nell’ultimo settimana Fast & Furious 6 è riuscito nell’impresa di incassare quasi 26 milioni di dollari in 3 giorni, mentre White House Down, flop in America, ha fatto il suo esordio con poco meno di 20 milioni. Numeri impressionanti e sempre più in crescita, che vanno di fatto ad ‘aiutare’ i grandi studios e i blockbuster multi-milionari, ormai pronti ad un ‘piano b’ nel caso in cui dovessero fallire sul proprio suolo d’appartenenza. Anche per questo motivo prima di urlare al flop di Pacific Rim, deludente in America con ‘solo’ 85 milioni, già uscito in Corea del Sud e in grado di incassare 15,655,313 dollari, bisognerà attendere la sua doppia release cinese-giapponese, datata 31 luglio-9 agosto. In solo 24 ore ‘cinesi’, ad esempio, il film di Del Toro si è portato a casa 9 milioni.

D’altronde 4 anni fa, nel lontanissimo 2009, Transformers 3 riuscì a raccogliere ben 65,837,290 dollari dal mercato dagli occhi a mandorla ed altri 54 da quello giapponese. Totali che, se ribaditi, tramuterebbero la pellicola di Del Toro da ‘deludente’ a ‘soddisfacente’, facendo persino tornare a lievitare le ipotesi di un sequel, fino a ieri inimmaginabile. Segno dei tempi che cambiano, e dei mercati che si aprono al grande nemico culturale di un tempo. Perché mai come quest’anno Hollywood guarda alla Cina comunista, nella speranza che quei box office siano sempre più benevoli nei confronti della sua industria cinematografica. Spesso ancora oggi censurata, ma nella maggior parte dei casi ben ripagata. A suon di yen.