Richard Attenborough compie 90 anni. I suoi migliori film da Gandhi a Viaggio in Inghilterra

Nato a Cambridge il 29 agosto 1923 è uno dei più prolifici attori e registi britannici viventi.

Condensare in poche righe 90 anni di vita e 70 anni di carriera (e che carriera!) è un’impresa a dir poco ardua e Sir Richard Samuel Attenborough, Barone di Richmond upon Thames, meriterebbe un voluminoso tomo per celebrare il suo talento e i grandi successi ottenuti sia come attore che come regista.

Nato il 29 agosto di novant’anni fa a Camdridge, figlio del rettore della Wyggeston Grammar School (dove poi studiò), il giovane Richard dimostrò fin da subito uno spiccato dono per la recitazione e a soli 18 anni esordì in teatro. Nel frattempo la Seconda Guerra Mondiale devastava l’europa e l’attore, chiamato sotto le armi prestò servizio come sottufficiale nella Royal Air Force. Il servizio militare deve aver lasciato in lui un una certa aria marziale, dal momento che dal dopoguerra in poi, passato dal teatro al cinema, interpretò numerosi ruoli di soldato in pellicole di tematica bellicistica, alternati a commedie e più raramente film drammatici.

Nel ’63, quarantenne, fu scelto per interpretare il caposquadriglia Roger Bartlett, prigioniero di guerra nel colossal La grande fuga, al fianco di Steve McQueen, Charles Bronson e James Coburn. Il film riscosse un successo planetario e da lì in poi la sua carriera come attore proseguì regolarmente fino al ’93 quando Steven Spielberg lo scelse per interpretare il miliardario John Hammond in Jurassic Park.

La carriera come regista iniziò nel ’69 con l’irriverente musical antimilitarsita Oh che bella guerra! per poi dedicarsi invece a film di guerra come Quell’ultimo ponte (1977) dove diresse un cast eccezionale, comprendente Dirk Bogarde, Michael Caine, Sean Connery e Gene Hackman. Il film è un grande classico del cinema di genere che tenta di insinuare qualche messaggio antimilitarista in un contesto da colossal bellico.

Nell’82 firmò il suo capolavoro, Gandhi, vincitore di 8 Premi Oscar, tra cui uno per la Miglior Regia. Il film, con uno straordinario Ben Kingsley nella parte del Mahatma è un titanico monolite di oltre tre ore, ma nonostante la lunghezza scorre splendidamente portando lo spettatore nei luoghi e nei tempi, dall’Africa all’India, dove visse il grande uomo.

Tre anni dopo, cambiando completamente genere, diresse Chorus Line, un musical con protagonista un giovane Michael Douglas, che narra le vite di un gruppo di ballerini di Broadway. Il film ottenne un grande successo, diventando ben presto un cult per gli amanti del genere.

Nel ’92 un altro grande film biografico, Chaplin, biopic sulla vita del grande Charlie Chaplin, interpretato da un Robert Downey Jr in stato di grazia e che meritò l’Oscar per la sua interpretazione (il film ne ottenne tre, oltre ad altrettanti Golden Globe).

L’anno successivo, all’età di settant’anni girò Viaggio in Inghilterra, storia dell’amore tra lo scrittore britannico C.S. Lewis (l’autore de Le cronache di Narnia), interpretato da Anthony Hopkins e la statunitense Joy Gresham (Debra Winger). Belm film, anche se a tratti un po’ melenso, ma incorniciato da una grande fotografia e elevato sopra la media dalla bravura degli attori. Negli anni successivi possiamo segnalare Grey Owl – Gufo grigio (1999), con Pierce Brosnam e un film per la tv britannica Closing the Ring, uscito nel 2007 quando il regista aveva 75 anni. Che tempra!

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