Venezia salva, trailer e locandina del nuovo film con David Riondino

Il film verrà presentato il 4 settembre al Festival di Venezia durante le Giornate degli autori.



Venezia salva

Venezia salva, liberamente ispirato alla tragedia della drammaturga francese Simone Weil, è il nuovo film diretto da Serena Nono, artista figurativa e regista veneziana che aveva esordito col documentario la Via della Croce.

La pellicola verrà proiettata in anteprima il 4 settembre alle Giornate degli Autori del Festival di Venezia ed è stata prodotta dall’attore e regista David Riondino . Un film in costume, ambientato nella Serenissima Repubblica all’inizio del ‘600, quando la penisola italiana, divisa in ducati e staterelli, subiva l’influenza dell’Impero spagnolo. Proprio la Spagna, avida di terre e mossa dalla bramosia di impossessarsi delle ricchezze di San Marco, cerca di organizzare un colpo di stato, una congiura armata, valendosi di alcuni mercenari, ma l’amore per una fanciulla veneziana porterà uno dei congiurati a confessare preventivamente l’azione, salvando la Repubblica.

Il film è caratterizzato, anche dalle stesse intenzioni della regista e sceneggiatrice, da un’evidente impronta classica, sia nelle immagini che nella fotografia e nella recitazione (vedi le Note di regia). Nel cast, oltre al già citato David Riondino, troviamo Nicola Golea, nei panni del protagonista Jaffier e Roxana Kenjeeva che interpreta la bella Violetta.

Cast

David Riondino: Segretario del Consiglio dei Dieci
Nicola Golea: Jaffier
Roxana Kenjeeva: Violetta
Domenico Palazzo: Renaud
Matteo Parrinello: Pierre Lagrand
Vincenza Petrella: Cortigiana greca
Katharina Miroslawa: Cortigiana
Emilio Vinci: Sergente Brulard
Ulisse Fiolo: Capitano Durand

Venezia salva
Venezia salva
Venezia salva
Venezia salva

Note di regia

Il film Venezia Salva, liberamente tratto dalla tragedia di Simone Weil, è nato grazie alla collaborazione con la Casa dell’Ospitalità di Venezia e Mestre, struttura che accoglie le persone senza dimora. Venezia salva è il terzo film che ho fatto con gli ospiti della Casa dell’ospitalità. Con gli ospiti ho iniziato a collaborare nei laboratori artistici dal 2005, e a lavorare con il video, a sperimentare. Venezia salva segue Ospiti (2007) e Via della croce (2009), film documentari dove gli ospiti si raccontavano, o parlavano liberamente su alcuni temi, senza sceneggiatura. Venezia salva invece li ha impegnati come interpreti di un testo teatrale. Oltre la sua valenza filosofica e storica, sociale e letteraria, la forma di questo film è molto importante: la fissità delle immagini e la teatralità povera del recitato cercano di rispettare le indicazioni di regia e il pensiero di Simone Weil. L’autrice infatti intendeva l’opera come una vera tragedia, da ciò la “classicità” delle riprese in una vicenda dove quasi nulla accade. Per rispettare la forma della tragedia, la struttura del film è in tre atti, con il prologo e gli stasimi tra gli atti. Il tormento è interiore e non nell’azione. La non azione agente costituisce il grande tema di Simone Weil in questa pièce. La sfida è di rappresentarla con non attori, con persone che parlano lingue diverse, che vivono il margine, lo sradicamento in modo di ottenere una spiazzante dissonanza di accenti. Ciò realizza un’empatia con il duplice pensiero dell’autrice: la verità colta nella sventura, la verità suscitata dalla bellezza. Ed il potere come violenza. Il film vorrebbe offrire una visione pittorica di Venezia. La visualizzazione di Venezia Salva deve rivelare a poco a poco quella bellezza per la quale il protagonista tradirà i suoi compagni e sé stesso. Abbiamo girato in luoghi storici come Palazzo Ducale e l’Arsenale, luoghi preziosi come campo S. Zaccaria e campo S. Francesco della Vigna, luoghi sacri come i chiostri di S. Francesco della Vigna, e interni affascinanti come palazzo Benzon sul Canal Grande.

Venezia salva
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