Box Office Giappone: con il ritiro di Hayao Miyazaki se ne va un Re del botteghino

Sbanca i box office di casa da 35 anni, tanto dall'aver appena replicato il tutto anche con l'ultimo film della sua carriera. The Wind Rises

L'addio choc di Hayao Miyazaki fa ancora rumore. 24 ore dopo l'annuncio, dato alla Mostra del Cinema di Venezia, il leggendario fondatore dello Studio Ghibli continua a dominare il box office di casa, come sempre fatto negli ultimi 20 anni. Kaze tachinu (The Wind Rises), suo ultimo film, è infatti in testa al box office da quasi due mesi. L'esordio a fine luglio con 10 milioni di dollari, a cui ne sono seguiti 8,256,371 nel secondo fine settimana, 5,615,496 nel terzo, 5,303,857 nel quarto, 4,857,944 nel quinto e 3,252,233 nel sesto. A mancare, ma arriverà ad ore, l'incasso dell'ultimo weekend, il settimo. Totale: 82,403,861 dollari, ovvero maggior incasso dell'anno davanti a Monsters University e primato stagionale ancora una volta portato a casa.

Per i film di Hayao Miyazaki, infatti, tutto ciò è sempre stata una pura formalità. Nel 2008 Ponyo riuscì ad incassare 164,565,997 dollari sul suolo giapponese, mentre Il Castello Errante di Howl, nel 2005, fece addirittura di meglio, con 190,000,000 dollari. Nel 2002, con il trionfo agli Oscar de La Città Incantata, i dollari incassati in patria divennero clamorosamente 229,607,878, con la Principessa Mononoke, uscito nel 1999, in grado di incassarne altri 155.

Numeri spaventosi, che ad ogni pellicola hanno visto il popolo giapponese mobilitarsi e correre in sala per ammirare l'ultima fatica di un Maestro inarrivabile e probabilmente irripetibile. L'addio di queste ultime ore darà sicuramente una maggiore spinta propulsiva a The Wind Rises, ennesimo titolo di una carriera pronto ad abbattere il muro dei 100 milioni di dollari casalinghi. Un fiume di denaro per film costati nella maggior parte dei casi non più di 25 milioni, ovvero briciole rispetto ai 'rivali' in CG a stelle e strisce, ma miliardi di ore, fatica e sudore davanti ad un foglio di carta, da tramutare in magia grazie a pastelli e matite.

Con l'addio di Hayao Miyazaki, l'industria cinematografica nipponica andrà così a perdere non solo una fabbrica umana di capolavori, ma anche un'autentica risorsa per le casse dei cinema nazionali. Alla disperata ricerca di un degno sostituto.

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