Venuto Al Mondo di Sergio Castellitto: ecco Penelope Cruz sul set

Venuto Al Mondo di Sergio Castellitto: ecco Penelope Cruz sul set

Nel 2004 per interpretare lo straordinario personaggio di Italia trasformò volto e corpo. Oggi, 7 anni dopo Non ti muovere, e con un Oscar in più sul comodino di casa, Penelope Cruz è tornata ad incrociare la strada di Sergio Castellitto grazie a Venuto al Mondo, ritorno in cabina di regia per l'attore pochi mesi dopo il deludente La bellezza del Somaro. Direttamente da Sarajevo, in Bosnia, arrivano le prime immagini dell'attrice, invecchiata, con tanto di parrucca a tinte 'brizzolate'.

Tratto da un romanzo di Margaret Mazzantini, moglie del regista nella vita ‘reale’, Venuto Al Mondo, diventato Twice Born per il mercato internazionale, vedrà sul set anche Emile Hirsch, tanto da guardare con decisione al prossimo Festival di Cannes, 7 anni dopo la presentazione nella sezione Un Certain Regard del Festival del 2004.

Questa la sinossi del romanzo: Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L’avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l’aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L’assedio di Sarajevo diventa l’assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.

Fonte: DailyMail




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