Corpi da reato: la recensione in anteprima

Può un buddy movie poliziesco essere ancora divertente nonostante uno sviluppo prevedibile e personaggi archetipici? La risposta è sì se ad interpretarlo sono una autoironica Sandra Bullock e una sboccata e strabordante Melissa McCarthy, protagoniste di questo “Corpi da reato”, sorta di arma letale in salsa rosa ma decisamente “maschia”. Niente di nuovo sotto il sole ma un prodotto dal target R-rated servito con puntuale professionalità.

Il nome di Paul Feig dice poco o nulla qui in Italia, almeno per gli appassionati di cinema. Per i patiti della tv invece le cose cambiano perché Feig, oltre ad essere autore di una serie diventata di culto negli States come Freaks and Geaks, deve la sua fama a quella di regista per serie come Mad Men, Nurse Jackie- Terapia d’urto e The Office. L’incontro che gli ha cambiato la vita però resterà sempre e comunque quello con Judd Apatow, il commediante produttore-regista responsabile di parti folli come Zohan e Suxbad, al quale Feig deve la produzione del suo Bridesmaids- le amiche della sposa, successo statunitense da capogiro del 2011 e strabordante “notte da leoni” al femminile.

Lì, complice una sceneggiatura (candidata all’Oscar) capace di “surfare” in maniera intelligente fra ironia, analisi sociale e di costume (l’onerosa consuetudine delle damigelle) con punte irresistibili di comicità “scatologica”, si rideva non poco nell’assistere alla spirale competitiva fra le bridesmaids Kristen Wiig (splendida e buffa) e l’inamidata Rose Byrne, impegnate ad accaparrarsi l’affetto della sposa a colpi di churrasco, fontane di cioccolato e cagnolini col basco francese come bomboniere per gli ospiti.

Per la prova successiva a quel trionfo di pubblico e critica il regista ha abbandonato la supervisione di Apatow, affidandosi interamente al talento comico della burrosa Melissa McCarthy (che ne “Le amiche della sposa”era la damigella più “virile” del gruppo) e di una sempre più autoironica - e, splendida nella sua maturità- Sandra Bullock. Il risultato è questo “Corpi da reato” che col titolo originale “The heat” (con l’articolo, giusto per distanziarsi da un poliziesco di ben altro spessore come “Heat” di Michael Man) ha tenuto banco durante la calda estate americana intascando la bellezza di quasi 160 milioni di dollari.

Ad occhio risultati sempre un po’ esagerati ma che, se si ragiona come uno spettatore americano in vacanza, appaiono in qualche modo giustificati. Perché il buddy movie poliziesco negli States è sempre stato un genere particolarmente redditizio oltre che “maschile” (vedi Arma Letale), sebbene negli ultimi tempi si sia ripiegato su se stesso dando corpo a riproduzioni fotostatiche di gloriosi modelli originali (in tema di esempi recenti lo stesso R.I.P.D. poliziotti dall’aldilà, nonostante la simpatia dell’operazione, resta null’altro che un tentativo di rifare i Men in black).

Consapevole che il poliziesco necessitasse ormai di una più efficace iniezione di vitamine, e nell’ottica di una revisione tutta “al femminile” dei generi iniziata già con il film precedente, il regista ha deciso così di prendere in mano una storia che vent’anni fa sarebbe stata pensata per star “testosteroniche” o stelle comiche da Saturday Night Live, affidandola per intero al talento di due attrici particolarmente “hot” dell’attuale panorama hollywoodiano e sulla cui alchimia comica era lecito scommettere già sulla carta.

Ne viene fuori un buddy movie prevedibilmente scontato sul piano poliziesco ma alquanto divertente su quello comico, che sceglie di sacrificare parte del suo potenziale target commerciale per rivolgersi interamente ad un pubblico R-rated, grazie a un campionario di turpiloqui (della McCarthy) tanto eccessivo quanto, alla fine, inoffensivo e di situazioni estreme o al limite del grottesco (interrogatori dei sospettati a testa in giù che finiscono male o una inutile quanto cruenta tracheotomia praticata dall’esperta poliziotta ).

E se la Bullock, nel ruolo dell’impettita e saputella agente dell’FBI, sola come da copione (perché nemmeno il classico gatto da compagnia è veramente il suo), è ancora l’adorabile conferma di sempre, la McCarthy, corpulenta poliziotta da distretto, scurrile fino al midollo ma efficace investigatrice, si conferma pellicola dopo pellicola come talentuosa forza della natura, supportata sì dalla inevitabile simpatia dettata dal suo essere disinvoltamente “taglia forte”, ma anche volto capace di trasmettere una sua franca e non comune emotività. Le auguriamo di crescere ancora senza banalizzare la sua estroversa "pinguedine" dentro i facili clichè hollywoodiani.

Intrattenimento puro e privo di pretese “Corpi da reato” rappresenta quindi una decisa rivincita commerciale per il genere comico-poliziesco ma anche, inevitabilmente, un passetto indietro per il suo regista rispetto alle evoluzioni di script de “Le amiche della sposa”. Perché se lì si contaminava la commedia con tocchi di vengeance crudelmente femminile e un amaro retrogusto sociale, qui invece si sposa in toto il classico archetipo poliziesco alla arma letale, con l’ unica novità di incardinare all’interno di esso due caratteri femminili diametralmente opposti e destinati, attraverso gli sviluppi della sceneggiatura, ad amalgamarsi fra loro (l’inevitabile “sorellanza” finale fra le due agenti dopo gli iniziali scontri fisici e verbali).

Ma poco importa perché il film, pur non riservando rilevanti novità di scrittura, riesce comunque nell’impresa di scorrere veloce per le quasi due ore di durata, fluendo sicuro lungo i binari della sua stessa prevedibilità e con la sicurezza di quelle produzioni diligenti e calcolate al millimetro in cui non tutti oggi riescono come una volta ad essere davvero specialisti. Anche se oltre metà del merito va ascritto indubbiamente alla contagiosa simpatia delle sue incontenibili mattatrici.

Voto di Andrea: 6+

Corpi da reato (The Heat - Usa 2013 - Commedia - Durata: 117 minuti) di Paul Feig con Sandra Bullock, Melissa McCarthy, Kaitlin Olson, Taran Killam, Tom Wilson, Michael Rapaport, Demiàn Bichir, Tony Hale, Raw Leiba, Jamie Denbo. Dal 3 ottobre al cinema. Ecco il trailer italiano.

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