Stasera in TV, Qualunquemente, con Antonio Albanese, su Rai 3

"A volte sogno il progresso, certi giorno un futuro di sesso, ma apro gli occhi e in un solo momento vedo un mondo di Pilu e cemento! La mimosa? Il fiore giallo coi cuggioncini?"

Che Antonio Albanese sia uno dei più scaltri e graffianti comici italiani contemporanei, non è certo una novità: fin dai tempi degli esordi, quando nei primi '90 portava in scena il suo Alex Drastico a Mai dire Gol, si sentiva, rispetto agli altri cabarettisti un'accentuata verve polemica nei confronti della società italiana e con l'avvento della Seconda Repubblica, il suo ruolo di fustigatore ne è sicuramente uscito rafforzato.

Qualunquemente, obbrobrio semantico e grande successo al botteghino del 2011 (leggi la recensione), mette alla berlina tutta una classe dirigente italiana che ha cercato la svolta in politica per coprire le proprie malefatte in campo economico e finanziario. Un film che fa ridere, ad un primo livello, ma che fa riflettere cupamente sulla situazione della nostra nazione, non appena si oltrepassa la soglia del "film comico".

Nonostante battutacce salaci tipo "Si comincia con dare la precedenza ad un incrocio e finisce che si diventa ricchione", non siamo di fronte a una commedia, ma a un film grottesco, che se da un lato ripercorre le orme del fu Fantozzi, dall'altro si ricollega alle brutture tanto care alla coppia Ciprì e Maresco.

Diretto dal romano Giulio Manfredonia, regista anche del successivo Tutto tutto niente niente, vede un cast di livello, con Sergio Rubini, Salvatore Cantalupo (Gomorra) ad affiancare l'esplosivo Albanese. E concludiamo con l'ormai programmatico "Chiù pilu pe' tutti"...

Cast


Antonio Albanese: Cetto La Qualunque
Lorenza Indovina: Carmen La Qualunque
Davide Giordano: Melo La Qualunque
Salvatore Cantalupo: Giovanni De Santis
Sergio Rubini: Gerardo "Gerry" Salerno
Nicola Rignanese: Pino "O'straniero"
Antonio Gerardi: Tenente Cavallaro
Veronica Da Silva: Cosa, la compagna brasiliana

Trama


Cetto La Qualunque, disonesto imprenditore calabrese, torna nella terra natia dopo una lunga latitanza all'estero, accompagnato dalla sua nuova famiglia brasiliana. Ritrovati la moglie Carmen ed il figlio Melo, Cetto dovrà difendere le sue proprietà, costruite su abusi e illegalità, minacciate da un'ondata di legalità e dalla possibilità che il suo avversario, l'onesto Giovanni De Santis, possa vincere le elezioni. Cetto prende allora l'unica soluzione possibile, lanciarsi in politica...

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