Film in 3d e Ologrammi al cinema: e l’Odorama no?!?!

Martin Scorsese pensa che nel futuro verranno usati gli Ologrammi per realizzare un film. Ma ci siamo dimenticati degli odori!

di carla


Torniamo indietro di qualche anno. Dopo la fine della seconda guerra mondiale la società era inevitabilmente cambiata e gli Stati Uniti cercarono di inventare nuovi modi per far tornare la gente nelle sale cinematografiche. Gli Usa erano usciti dalla guerra in buone condizioni ma chi era tornato dal fronte non poteva più permettersi di spendere per andare al cinema.

Il mercato interno del cinema aveva sentito un forte calo. Il cambiamento delle abitudini della gente aveva trasformato tutta l’industria cinematografica. Molte persone, tornate dalla guerra, decisero di comperare casette in periferia e non avevano soldi, né tempo, per spostarsi in città per vedere un film. Naturalmente la televisione aveva preso il sopravvento e molti la preferivano al cinema, chi andava in sala perciò sceglieva la pellicola con attenzione per non spendere soldi inutilmente.

I produttori cercarono dei modi alternativi di presentare i film. Aumentarono le pellicole a colori, la technicolor ora era accessibile a tutte le case di produzione, nacquero nuovi formati panoramici (Cinerama, Cinemascope…), il sonoro si fece più curato e apparvero vere e proprie mode.

Per primo il 3D. La maschera di cera (del 1953 con Vincent Price) e Il delitto perfetto (1954, di Alfred Hitchcock) furono girati in 3d. La tecnica del film in 3 dimensioni durò però poco.

Recentemente il 3d è tornato al cinema e molti registi si sono inchinati alla tecnica. Win Wenders con Pina 3d, ad esempio, e anche Martin Scorsese con Hugo Cabret. Ma Scorsese è andato oltre e ha parlato anche di ologrammi. Vorrei ricordare a Martin anche altre mode che apparvero insieme al 3d, magari potrebbero tornare?

– Smell-O-Vision: alcuni dispositivi venivano inseriti nelle poltrone e durante la proiezione, in momenti precisi, rilasciavano degli odori
– ARoma Rama: in questo caso l’odore usciva da alcuni bocchettoni inseriti nel soffitto (queste due invenzioni però non ebbero un’accoglienza favorevole perché costavano troppo e perché gli odori tendevano a mischiarsi tra di loro, scena dopo scena)
– Odorama: in questo caso la biglietteria consegnava all’entrata ad ogni spettatore un cartoncino dove erano stampati delle caselle contrassegnate da un numero. Durante il film apparivano sullo schermo i numeri e lo spettatore doveva grattare la casella corrispondente e annusare. L’Odorama fu inaugurato da Polyester (1981) di John Waters.

E che ne dite di riportare in vita la moda di far tremare le poltrone durante alcune scene di film horror? E scheletri che sbucano dal pavimento? No, ma parliamone eh!

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