24 fotogrammi - Storia aneddotica del cinema: intervista all'autore Francesco Clerici

24 fotogrammi - Storia aneddotica del cinemaAmo il cinema e amo leggere e quando ho scoperto il libro 24 fotogrammi mi sono sentita come una bambina in un parco giochi. Vi presento il libro attraverso un'intervista all'autore Francesco Clerici:

- Racconta ai lettori in poche parole di cosa parla 24 fotogrammi - Storia aneddotica del cinema...
Sono racconti, 24 racconti che si nutrono di cinema per fare letteratura. 24 aneddoti raccontati in forma di racconto, basati sulla ricerca ma scritti dopo aver digerito la ricerca e averla trasformata in storia, in narrativa.

- Consigli il libro solo a chi ama il cinema?
Assolutamente no. Il libro è pensato per chi è curioso, in generale, e per chi ha voglia di leggere racconti brevi ed evocativi. E’ leggibile su più livelli: può essere una chicca per cinefili (gli aneddoti raccontati sono tutti più o meno veri e più o meno sconosciuti) ma è anche un modo per lasciarsi raccontare una storia, molto semplicemente. Sono storie di uomini. Se poi uno li conosce tanto meglio, se non li conosce si può informare (ho scritto un capitolo finale, chiamato Backstage, apposta per questo) oppure decidere che il racconto e il personaggio gli piacciono così, senza voler sapere chi è un tal regista o un tal scenografo, nella realtà. Alla fine un personaggio è sempre un personaggio, all’interno di una storia, di un racconto.

- Da dove parti per scrivere un racconto?
In questo caso sono partito dalla ricerca, tanta. Autobiografie, biografie, libri d’interviste, dizionari. Trovata una storia, un aneddoto, l’ho pensato in forma di racconto, trovando un inizio, uno sviluppo, una fine, o qualcosa di riconducibile a questi tre momenti. A volte aggiungendo parti inventate, poi (spesso) limando, smussando, togliendo parti superflue. Alla fine avevo una trentina di aneddoti: da questi ho selezionato quelli che 1) sarebbero potuti funzionare meglio in forma di racconto 2) avrebbero potuto dire qualcosa sulla società della immagini, sul concetto di “verità” oggi, il tutto stimolando la curiosità (detto così è molto ambizioso, lo so) 3) avrebbero potuto creare richiami tra loro, portando avanti un piccolo affresco completo, organico. Un piccolo percorso con uno o più fili conduttori.

- Di quale racconto sei più fiero?
Come sono diventato regista (su Allan Dwan, il regista che secondo il Guinness dei primati ha realizzato più film in assoluto) mi sembra forse il più riuscito formalmente, ma non saprei. Di certo quello su Buster Keaton e Totò (L’appuntamento) è quello cui sono più affezionato, per tanti motivi.
 Più che fiero di un racconto per mio compiacimento personale diventerò più fiero del racconto che è piaciuto di più ai lettori, anzi attendo già il tuo parere...

- Ho provato a giocare con il libro per cercare di indovinare il personaggio solo dal titolo dei racconti. Con Voyage dans le vin rouge, il primo, era facile ma già da Topaia, il secondo, mi sono trovata in difficoltà. Ed è stato poi divertente scoprire di chi parlavi. 24 fotogrammi è anche un gioco vero?
Mi fa piacere vedere altri giochi possibili: ne hai appena trovato uno cui non avevo pensato. Certamente sì: è tutto un gioco, in un certo senso. Già la struttura stessa del libro è un gioco: 24 racconti come 24 fotogrammi (quelli che passano in un secondo di pellicola cinematografica). Se uno compra l’ebook (ovvero la versione digitale), o chi lo richiede via mail (sempre digitalmente), riceve un fotogramma in più (e infatti in digitale i fotogrammi sono 25). Già il fatto di mescolare vero e falso (o quantomeno “l’immaginato”) è un gioco. Come il fatto di poter curiosare dietro il “backstage”, nel capitolo apposito. E così via, fino all’apertura di altri “livelli” di gioco, con le note a piè di pagina. Credo che oggi divenire in un certo senso interattivo e quindi dinamico, sia un po’ un dovere di un libro.


- A chi consigli il libro?
A chi ha voglia di leggere racconti brevi e a chi è curioso, non solo nei confronti del cinema. Nel libro si trovano riferimenti a famiglie di illusionisti che hanno inventato la toilette a pagamento, al funzionamento di un proiettore o della censura, sul perché il gatto nero che attraversa la strada dovrebbe portar sfortuna, cose così insomma. Forse potrei consigliarlo a chi è un amante degli aneddoti, ma la vena utopistica (e forse commerciale) che scorre sotto sotto, dentro di me, spinge prepotentemente a dire “A TUTTI!”.

- Ci sono già delle recensioni in giro? Cosa dicono?
Ci sono già diverse recensioni, sia in internet sia su alcuni giornali cartacei, e devo che sono inaspettatamente entusiaste e entusiastiche, ma soprattutto sono contento che stiano cogliendo lo spirito con cui ho scritto il libro. Per me una recensione è un parere (autorevole) di un lettore, prima di tutto. E se un lettore è contento io sono contento, se uno si incuriosisce alla materia o a un personaggio vuol dire che ho raggiunto pienamente il mio scopo, posso morire felice (auspicabilmente il più tardi possibile).


- Se qualcuno lo volesse comprare cosa deve fare?
Entrate in qualsiasi libreria e chiedete del libro. Se non c’è (cosa probabile visto la novità del nostro progetto) potete prenotarlo chiedendo alla libreria di ordinarlo ai distributori. Lo potete poi trovare anche sulla piattaforma Ibs (attraverso la quale molte librerie controllano la disponibilità dei libri e li ordinano). Per la versione PDF e ePub potete comprarlo direttamente sul sito dell’editore SecondaVistaEdizioni. Se scrivete all’editore vi regala il venticinquesimo fotogramma e, se volete, vi dà la possibilità di scrivermi per qualsiasi critica, domanda, insulto, avviso di garanzia, donazione volontaria, otto per mille, e così via.

Insomma, noi ve l'abbiamo detto. Non avete scuse. Sul sito di SecondaVista potete anche scaricare un estratto in Pdf.

Titolo: 24 fotogrammi - Storia aneddotica del cinema
Autore: Francesco Clerici
Prezzo: Euro 12
Pagine: 170
Editore: Secondavista Edizioni

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