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Le migliori interpretazioni del 2011 secondo FlavorWire

Da Gary Oldman a Kirsten Dunst passando per George Clooney e Charlize Theron. Vediamo chi ha recitato meglio in questo anno cinematografico Usa.

di carla


Il sito FlavorWire si è divertito a stilare la classifica di The Year in Film: 2011′s Best Performances. Vediamo cosa hanno scelto (le frasi tra virgolette sono del sito), alcuni film non sono ancora usciti da noi quindi ho evitato gli Spoiler:

    – Elizabeth Olsen in Martha Marcy May Marlene (La fuga di Martha): “E’ una prestazione tranquilla e molto del suo genio si trova nel modo in cui ascolta, vede e sente”. Elizabeth è la sorella minore delle gemelle Mary-Kate e Ashley Olsen.

    – Gary Oldman in Tinker Tailor Soldier Spy (La Spia): “In piedi, perfettamente immobile, al centro del film c’è il grande Gary Oldman in quello che potrebbe essere la sua interpretazione più bella fino ad oggi. (…) Lavora bene in questa parte ritirata, con grazia e una vibrante vita interiore. Come per la Olsen, Gary trova il suo personaggio nelle pause piuttosto che nei grandi discorsi…”

    – Kirsten Dunst in Melancholia: “Da quando Kirsten Dunst aveva fatto la sua scomparsa dallo schermo dopo il 2007 di Spiderman 3, le sue scelte erano diventate sempre più erratiche e le sue performance stavano scendendo. Beh, non siamo sicuri che tipo di batteria o ricarica rituale abbia usato nel suo periodo sabbatico ma qualunque cosa fosse, ha funzionato, e la sua interpretazione di Justine in Melancholia è semplicemente meravigliosa. Dunst ha vinto il premio Migliore Attrice a Cannes e un premio Oscar sarebbe bello per noi”.

    – George Clooney in The Descendants (Paradiso Amaro): “Un magnifico lavoro ben orchestrato da un regista che sa quando spingere e chiudere e quando sa aprire lo spazio al suo attore”.

    – Charlize Theron in Young Adult: “E’ un film devastante e memorabile grazie alla magistrale sceneggiatura di Diablo Cody, la regia sottile di Jason Reitman e la performance ispirata di Charlize Theron. Theron capisce la parte, si immerge nel buio del suo personaggio e noi facciamo il tifo per la sua redenzione”.

    – Keira Knightley in A Dangerous Method & Last Night: “La Knightley è sempre stata un’attrice che poteva fare le cose bene ma in teoria niente di speciale. L’opinione è cambiata bruscamente di fronte a due performance incredibili quest’anno. Nel dramma Last Night è semplicemente fantastica. Si tratta di una performance davvero sexy. Poi è arrivato il suo sorprendente lavoro in David Cronenberg con A Dangerous Method”.

    – Michael Fassbender in A Dangerous Method & Shame: “Nel film di Cronenberg dà una performance misurata e meravigliosa. Nel film di Steve McQueen lascia lo spettatore senza fiato”.

    – Michelle Williams in My Week with Marilyn: “Michelle Williams fa un lavoro emozionante e rifiuta di essere intimidita dalla notevole iconografia. Ma appena diventa lei, e dal momento in cui la vediamo, la accettiamo come tale. Si tratta di una performance completamente convincente ed è in grado di scandagliare nella considerevole profondità del personaggio con abilità e precisione”.

    – Ryan Gosling in Drive: “Quando Ryan viene catapultato in azione siamo in sintonia con lui, e il modo in cui questo attore incredibilmente talentuoso interpreta il personaggio – e il film – è stupefacente”.

    – Leila Hatami in Una Separazione: “E’ un ruolo di supporto (il suo tempo sullo schermo è limitato), ma la sua presenza si fa sentire in ogni scena – la sua forza di carattere, la sua intelligenza, e, nelle scene più tardi, la sua disperazione”.

    – Tilda Swinton in We Need to Talk About Kevin (E ora parliamo di Kevin): “La Swinton è diventata una delle attrici più intriganti del cinema attuale – imprevedibile, anticonformista e brillante”.

    – L’intero cast di Margin Call: “Non c’è un anello debole (no, nemmeno Demi Moore). C’è Stanley Tucci, Paul Bettany, Zachary Quinto, Simon Baker e Kevin Spacey. E, soprattutto, c’è Jeremy Irons, il ghiaccio nelle vene che spiega freddamente e con calma esattamente come sopravvivere. Il regista Chandor getta gli attori in una pentola a pressione e li porta a bollire. Il quadro potrebbe essere terribilmente noioso ma la regia tesa e la sceneggiatura intelligente danno a questi attori tutto quello di cui hanno bisogno”.

Ora non vediamo l’ora di guardare i film (e le interpretazioni) che mancano.