Da Venezia la recensione di Mabei Shang de Fating (Corthouse in the Horseback)

Mabei Shang de Fating di Liu Jie; con Li Baotian, Ning Yangya, Lai Luyu, Liang Liting. A praticamente un mese dal 9 settembre, giorno delle premiazioni a Venezia e del premio per la sezione Orizzonti a questo bel film, eccoci a parlare di Mabei shang de fating. Un piccolo film, come ce ne sono stati




Mabei Shang de Fating
di Liu Jie; con Li Baotian, Ning Yangya, Lai Luyu, Liang Liting.

A praticamente un mese dal 9 settembre, giorno delle premiazioni a Venezia e del premio per la sezione Orizzonti a questo bel film, eccoci a parlare di Mabei shang de fating. Un piccolo film, come ce ne sono stati tanti quest’anno al Lido, ma decisamente più forte di alcune delusioni fortissime e più costose. E’ un film che ci parla della Cina, e non quella di Shangai, ma quella sconosciuta, quella umanissima e bella che sta ben al di fuori di ogni periferia. Il film di Liu Jie è una commedia che riesce a spaziare da momenti di puro (e un po’ inaspettato) divertimento a momenti di vera commozione e simpatia verso protagonisti che vanno sempre più man mano delineandosi. Il viaggio di questo “tribunale ambulante”, se così vogliamo chiamarlo, fa riflettere su chi non siamo più, sulla bellezza di una vita che non ci appartiene e sulla semplicità, e per questo colpisce positivamente. Ma a convincere è davvero la pellicola in sè, che tra qualche momento di stanca (forse un po’ inevitabile a volte) riesce a farsi pensare anche dopo l’uscita dalla sala, grazie a belle interpretazioni, una bella regia, una grande ambientazione e ad un’atmosfera decisamente appropriata. L’unica speranza è che questo film da vedere riesca ad essere distribuito in modo coerente in Italia: pensare che possa vincere contro i vari World Trade Center è troppo…

Voto Gabriele: 7

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