Da Venezia la recensione di Ejforija

Ejforija di Ivan Vyrypayev; con Maxim Ushakov, Polina Agureyeva, Mikhail Okunev Ejforija è stato molto acclamato, prima di essere molto corteggiato anche da Locarno, all’ultimo Festival di Venezia, dove ha vinto il Leoncino d’Oro. In quanto, e questo è assolutamente il caso di dirlo, è IL “film da Festival”. Tra lo sperimentale e la tragedia


Ejforija
di Ivan Vyrypayev; con Maxim Ushakov, Polina Agureyeva, Mikhail Okunev

Ejforija è stato molto acclamato, prima di essere molto corteggiato anche da Locarno, all’ultimo Festival di Venezia, dove ha vinto il Leoncino d’Oro. In quanto, e questo è assolutamente il caso di dirlo, è IL “film da Festival”. Tra lo sperimentale e la tragedia greca. Siamo in piena steppa russa, e qui si consuma la storia di una specie di triangolo amoroso composto da una coppia sposata con bambina e l’altro uomo. Ma in questa storia, che si consuma fra tradimenti, fughe e un po’ di violenza, manca quel qualcosa che in film come questi deve per forza di cose comunicare allo spettatore lo spirito del film: l’emozione. E in Ejforija tutto è freddo. Ma la cosa “interessante” è che non manca neanche la noia, perchè dopotutto il film si fa seguire. Si fa seguire perchè innanzitutto è un film girato molto bene, e nonostante sia un’opera prima sorprende l’uso bellissimo delle ambientazioni, della fotografia che fa sì che i colori siano decisamente affascinanti. Ma in questa perizia tecnica (non si può dire lo stesso purtroppo della colonna sonora decisamente invadente) in mezzo ci stanno scene fuori luogo: perchè tutta la storia del cane? Si potrebbe dire che sia la goccia che fa traboccare il vaso nel rapporto di coppia, ma guardando il film si prova un forte senso di fastidio e basta. In definitiva, decisamente pasticciato e già sopravvalutato.

Voto Gabriele: 5

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