Da Venezia la recensione di Svobodnoe plavanie

Finiamo qui con le recensioni dei film dell’ultimo Festival di Venezia: CineBlog vi ha raccontato ben 37 film in anteprima, speriamo di esservi stati utili almeno per darvi un po’ l’idea in generale dell’atmosfera al Lido e dei film presenti. Ora parte qualcosa di nuovo per tutti, ossia la Festa di Roma: non saremo presenti


Finiamo qui con le recensioni dei film dell’ultimo Festival di Venezia: CineBlog vi ha raccontato ben 37 film in anteprima, speriamo di esservi stati utili almeno per darvi un po’ l’idea in generale dell’atmosfera al Lido e dei film presenti. Ora parte qualcosa di nuovo per tutti, ossia la Festa di Roma: non saremo presenti fisicamente, ma sicuramente vi terremo informati, come abbiamo fatto per l’ultimo Festival di Cannes!

Svobodnoe plavanie
di Boris Khlebnikov; con Aleksandr Yatsenko, Evgeniy Sitiy, Petr Zaychenko, Boris Petrov, Daria Ekamasova, Tagir Rakhimov, Sergey Nasedkin.

Galleggiare liberi, letteralmente. E’ la traduzione del titolo originale, Svobodnoe plavanie, opera seconda del regista russo Boris Khlebnikov, che ci racconta la storia di Lyonya, un ragazzo alle prese col mondo del lavoro. La fabbrica in cui lavora è stata chiusa, e allora Lyonya inizierà a provare un po’ tutti i lavori disponibili sulla piazza, senza però riuscire a realizzarsi e a restare coinvolto da un’occupazione… Il mondo dei giovani nella ex-Unione Sovietica è certamente tema interessante, e Khlebnikov pare sicuramente sincero quando ci parla di questo ragazzo che comunque è un ragazzo esattamente come tutti gli altri, che ama ballare e ama le ragazze, ma non può farlo. Ma la sincerità non sempre, purtroppo, rende. Non funziona il modo in cui il regista mette in campo il “malessere” del protagonista, risultando monocorde e senza nessun vero momento interessante. Non funzionano gli altri personaggi, qualcuno davvero una macchietta irritante, come l’”uomo-secchio” o l’”uomo pestello”… Va bene non mettere in scena la miseria nei modi più stucchevoli e furbi, ma se non si vuole cercare la lacrimuccia semplice o emozioni a basso costo bisogna almeno tentare di prendere un’altra strada: però Svobodnoe plavanie, nonostante la sincerità, non va da nessuna parte.

Voto Gabriele: 5

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