Film 2013: i 10 migliori attori secondo IndieWire; c'è anche Toni Servillo

I critici del sito IndieWire hanno individuato 10 attori che hanno spiccato in bravura nei film del 2013

E dopo aver letto i film 2013 più deludenti secondo i critici di IndieWire, ecco arrivare la top 10 dei migliori attori. In classifica anche Toni Servillo per La grande bellezza. Ma scopriamo insieme gli altri nove. Ovviamente ci sono anche film che da noi non sono ancora usciti. Diciamo che ci (vi) conviene prendere nota. Cercherò di evitare spoiler.

10. Alex Karpovsky: Rubberneck & Red Flag


Negli ultimi cinque anni, Alex Karpovsky ha diretto una vasta gamma di progetti, tra cui il thriller Rubberneck e Red Flag, una commedia quasi-autobiografica. Nel secondo film Karpovsky interpreta se stesso, mentre "Rubberneck" lo porta fuori dalla sua zona di sicurezza: interpreta lo scapolo solitario Paul, i cui modi introverso cominciare ad evolversi dopo un appuntamento.

9. Michael B. Jordan - Fruitvale Station


In Fruitvale Station Michael B. Jordan è un giovane collerico. Alcuni però hanno sostenuto che il film raffigura il suo eroe sfortunato in termini quasi messianici.

8. Joaquin Phoenix - Her


La capacità di Joaquin Phoenix di sostenere la credibilità della sua storia d'amore in via di sviluppo è un'impresa sorprendente: è sia comico che cupo. Si tratta di un netto contrasto rispetto a qualsiasi delle sue altre interpretazioni recenti; Phoenix si adatta perfettamente al modo in cui questa storia sul futuro racconta come la moderna tecnologia ha permesso di consumare la nostra vita.

7. Bobby Sommer - Museum Hours


Il miglior debutto sul grande schermo del 2013 si nasconde in questa storia d'amore platonica e delicato. Summer interpreta una guardia di sicurezza di un museo che stringe amicizia con Anne, una donna che è in città per assistere la cugina gravemente ammalata. Il viso dolce di Sommer è una guida sia per il pubblico sia per la malinconica Anne.

6. Matthew McConaughey - Dallas Buyers Club


Dallas Buyers Club

è basato sulla vera storia di Ron Woodroof, un elettricista texano a cui è stata diagnosticata l'AIDS nel 1985. Matthew McConaughey, che ha perso quasi un quarto del suo peso per il ruolo, chiarisce la natura artificiale della sua presenza sullo schermo sin dall'inizio, e poi trascorre la maggior parte del film a rafforzare la sua credibilità.

5. Jonah Heldenbergh - Alabama Monroe - Una storia d'amore (The Broken Circle Breakdown)


Jonah Heldenbergh interpreta Didier, un suonatore di banjo di una band che arruola Elise (Veerle Baetens) come vocalist. I due si innamorano e li vediamo dopo sette anni alle prese con la loro giovane figlia, gravemente ammalata.

4. Toni Servillo - La grande bellezza


Toni Servillo in La Grande Bellezza mostra la capacità davvero camaleontica dell'attore di interpretare qualsiasi personaggio che Paolo Sorrentino decide di portare sullo schermo. In una certa misura, "La grande bellezza" è un film fantasy perso negli angoli vivi della mente del suo protagonista. Toni Servillo fornisce un ritratto estremamente memorabile di un uomo fuori sincronia con la realtà.

3. Oscar Isaac - Inside Llewyn Davis


Inside Llewyn Davis

prende ispirazione dalla carriera del cantante folk Dave Van Ronk, ma evita le trappole di un biopic. Per quanto i fratelli Coen meritano credito per l'atmosfera unica, Oscar Isaac tiene insieme la loro visione.

2. Robert Redford - All Is Lost Tutto è perduto


Robert Redford trascorre tutta la durata del film di Jeffrey C. Chandor combattendo per la sua vita mentre è alla deriva nell'oceano. Il film è un'opera impressionante realizzata da una narrazione minimalista che mette in primo piano la fisicità di Redford, più di qualsiasi altro ruolo nella sua celebre carriera. La sua presenza scenica e le implicazioni dietro la sua situazione sempre più disperata, infondono ogni scena con una profondità generale.

1. Chiwetel Ejiofor - 12 anni schiavo (12 Years a Slave)


Come nella vita reale della vittima Solomon Northup, Chiwetel Ejiofor mantiene un'intimità che offre un centro empatico agli orrori dei tempi. Quasi subito dopo la sua prima proiezione pubblica, 12 anni schiavo ha generato discussioni su Ejiofor come capofila agli Oscar 2014 per la categoria miglior attore. L'espressione dell'attore trasmette un insieme del tutto singolare di emozioni, mescolando esasperazione, paura e rabbia che si intensificano con ogni scena.

Fonte: IndieWire

  • shares
  • Mail