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Last Vegas: le recensioni dagli Usa e dall’Italia

Diamo un’occhiata alle recensioni Straniere e Italiane di “Last Vegas”, commedia con quattro splendidi protagonisti: Michael Douglas, Robert De Niro, Morgan Freeman e Kevin Kline

di carla

Ho visto ieri Last Vegas e devo dire che sono rimasta piacevolmente contenta di trovarmi davanti quattro attori così bravi insieme in un film. Michael Douglas, Robert De Niro, Morgan Freeman e Kevin Kline sono una delizia ma il film stenta a stare insieme… non è un brutto film ma con un cast così non ho potuto fare a meno di rimanerne un po’ delusa. Ho deciso così di dare un’occhiata alle critiche Americane e Italiane e ho riletto la nostra recensione. Voi l’avete visto? Piaciuto? Su Rotten, mentre scrivo, la percentuale delle recensioni positive è del 47%. Si poteva decisamente fare di più, peccato peccato.

Bruce Diones – New Yorker: Il film, diretto da Jon Turteltaub, ha un fascino semplice ma mediocre.

Richard Roeper – Richard Roeper.com: E’ come “Una notte da leoni Parte 43”

Lou Lumenick – New York Post: Grazie a Kevin Kline e Mary Steenburgen, “Last Vegas” ha i suoi momenti.

Mick LaSalle – San Francisco Chronicle: La commedia rimane una presenza, ma “Last Vegas” ha uno scopo serio, e questo viaggio è tutt’altro che banale.

Stephanie Merry – Washington Post: sono gli attori, oltre che ad una esuberante Mary Steenburgen, che rendono il film più di mediocre.

Bill Goodykoontz – Arizona Republic: una perdita di una quantità prodigiosa di talento.

Peter Keough – Boston Globe: Un buddy movie senza gioia.

Peter Travers – Rolling Stone: Anche quando tutto il resto fallisce, siamo in buona compagnia.

JR Jones – Chicago Reader: Un pannolino geriatrico gigante.

Chris Packham – Village Voice: I personaggi sono totalmente passivi.

Scott Foundas – Variety: scricchiolante come anche artritiche.

Maurizio Porro – Il corriere della sera: Il regista Turteltaub lascia il paranormale per fare l’elogio della terza età con un cast pieno di candeline, Oscar e malinconica allegria: Douglas, De Niro, Freeman, Kevin Kline e l’adorabile Steenburger.

Alessandra Levantesi Kezich – La Stampa: Last Vegas è stato definito “ Una notte da leoni in versione terza età”. In parte è vero, in parte no. Qui il divertimento nasce soprattutto dal piacere di vedere un gruppo di divi prestigiosi che, pur impegnati in un calibrato gioco di squadra, si dilettano a incarnare i rispettivi personaggi secondo i propri ritmi e la propria personalità.

Francesco Alò – Il Messaggero: Chiaro che c’è calcolo e furbizia, ma i leoni ruggiscono ancora e tra viagra, incomprensioni ancestrali per colpa di competizioni sentimentali e gag gerontofilie (a ogni telefonata, gli amici si aspettano di sentir parlare di cancro o prostata o peggio) si ride con gusto. Il migliore è Kline. Il più giovane della banda.

Dario Zonta – l’Unità: Nulla può sorprendere in un film come questo, se non la commozione di vedere quattro attori superbi prendersi gioco di se stessi e della vita.

Roberto Nepoti – la Repubblica: (…) Per film come questo si è soliti dire che il cast vale comunque la visita. Tesi discutibile. Se Kevin Kline (il meno anziano del gruppo) profonde una certa energia, DeNiro e Douglas sembrano annoiarsi, e il pubblico con loro. Ma quel che dà più fastidio è l’atteggiamento paternalistico verso la terza età, con enfasi sul banale concetto che sia un dovere non rinunciare mai al divertimento e ai piaceri della vita.

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