Eastern Boys: clip, poster e foto del film premiato a Venezia

Con Eastern Boys, il regista Robin Campillo (collega di lunga data di Laurent Cantet) ci parla di immigrazione e prostituzione maschile con uno sguardo originale e non giudicante. Vincitore del Premio Orizzonti a Venezia 2013, un'opera notevole (e ancora senza distribuzione in Italia).

Durante il nostro resoconto finale del 2013 dalla A alla Z, ho avuto modo di sottolineare come l'anno scorso sia stato importante per il cinema queer. I film di Kechiche, Guiraudie, Dolan e Soderbergh sono tra gli esempi più felici di cinema a tematica gay che prova con successo ad andare oltre l'etichetta e il "già visto".

Mi è capitato di recuperare da poco Eastern Boys, il film vincitore della sezione Orizzonti alla 70. Mostra del cinema di Venezia. E non fa che confermare la mia idea: nel 2013 il cinema gay ha saputo benissimo andare oltre le proprie barricate. Opera seconda di Robin Campillo, collega di lunga data di Laurent Cantet (è il suo montatore e co-sceneggiatore di fiducia), Eastern Boys parte dalla tematica dell'immigrazione per allargarsi in maniera sorprendente.

Questa la sinossi riportata dal sito della Biennale:

Vengono da tutte le parti dell’Europa dell’est: dalla Russia, dall’Ucraina, dalla Moldavia... Il più vecchio sembra avere non più di venticinque anni; quanto ai più giovani, sarebbe impossibile stabilirne l’età. Se ne stanno sempre a ciondolare alla Gare du Nord, a Parigi. Forse si prostituiscono. Daniel, un uomo discreto sulla cinquantina, ne ha adocchiato uno, Marek. Un giorno trova il coraggio per parlargli. Il giovane accetta di andare a trovarlo l’indomani a casa sua, ma le conseguenze sono del tutto imprevedibili: Daniel dovrà imparare a combattere per difendere se stesso e il giovane dalla reazione violenta del gruppo, capeggiato da un individuo brutale che non ha nessuna intenzione di lasciar andare Marek.

La cosa sorprendente di Campillo è che riesce a cambiare ritmo e "genere" all'interno del film stesso. Con grande sicurezza, fa iniziare l'opera come un film sull'immigrazione e la prostituzione maschile, per poi proseguire come un originale heist movie che si trasforma in una storia d'amore e poi vira verso il thriller teso. Per qualcuno forse questi slittamenti saranno un po' troppi, ma Campillo ci sa fare davvero.

Riesce così a parlare in modo niente affatto banale o semplicistico non solo di immigrazione, prostituzione e amore, ma persino di burocrazia. Lo fa senza giudicare mai nessuno, e osando non poco: i benpensanti avranno filo da torcere. Queste le parole di Campillo per descrivere il film:

Lungi dal voler giudicare la situazione degli immigrati clandestini, o dal voler essere una riflessione sulla paternità, questo film segue innanzitutto la logica della narrazione. Ritrae delle persone che vivono in clandestinità e che rappresentano l’una per l’altra sia un pericolo che una promessa. Proprio come Daniel che, di fronte ai giovani dell’est, oscilla fra paura e desiderio, anche il film procede fra sentimenti ambigui, situazioni al limite, ma anche, spero, momenti di puro piacere.

Eastern Boys uscirà in Polonia il 28 febbraio, in Belgio il 19 marzo e in Francia il 9 aprile. Da noi non uscirà forse mai, ma speriamo comunque di avervi fatto conoscere un titolo da farvi annotare in agenda. Qui sopra trovate una clip del film, mentre di seguito trovate una gallery di foto e poster.

Eastern Boys: poster e foto del film premiato a Venezia
Eastern Boys: poster e foto del film premiato a Venezia
Eastern Boys: poster e foto del film premiato a Venezia
Eastern Boys: poster e foto del film premiato a Venezia
Eastern Boys: poster e foto del film premiato a Venezia
Eastern Boys: poster e foto del film premiato a Venezia
Eastern Boys: poster e foto del film premiato a Venezia
Eastern Boys: poster e foto del film premiato a Venezia
Eastern Boys: poster e foto del film premiato a Venezia

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