Shirley Temple è morta: il ricordo di Cineblog

Hollywood saluta la sua più celebre 'stellina'. Shirley Temple

Attrice, cantante, ballerina e diplomatica statunitense, nonché leggendaria riccioli d'oro di Hollywood, Shirley Temple è morta. All'età di 85 anni. Nata nel 1928, Shirley ha iniziato a ballare all'età di appena 3 anni. Ad incidere sulla sua carriera Charles Lamont, direttore della Educational Pictures che la ingaggiò e la fece apparire in due serie tv tra il 31 e il 34: Baby Burlesks e Frolics of Youth.

Ma la svolta è dietro l'angolo. Castana di natura, la Temple divenne 'bionda' per volere dei produttori, con la mamma che ebbe la geniale intuizione di tramutare quel casco di capelli in una cascata di boccoli. 56, per la precisione. In pochi anni, tra il 34 e il 1937, Shirley gira una decina di pellicole per il grande schermo di enorme successo, vincendo anche un Premio Oscar 'giovanile' nel 1935 con il film La mascotte dell'aeroporto. Attori del calibro di Cary Grant, John Wayne, Henry Fonda, Ronald Reagan, Gary Cooper, Randolph Scott, Robert Young,[3] Carole Lombard, Jimmy Durante, Joel McCrea, Claire Trevor, Claudette Colbert, Myrna Loy, Joseph Cotten, Robert Walker, Victor McLaglen, James Dunn, Buddy Ebsen, Adolphe Menjou, Lionel Barrymore, Robert Taylor e Joan Crawford le ruotano attorno, con la minuscola e ballerina Temple che riesce quasi sempre a rubar loro la scena.

Tutto il mondo è pazzo di Boccoli d'Oro, con la Fox Film Corporation che tramuta la bimba in una star di proporzioni planetarie. Sono gli anni della profonda Grande Depressione americana, con la popolazione che invade i cinema del Paese nella speranza di andare incontro a 90 minuti di gioia ed ottimismo, sentimenti perfettamente e splendidamente 'rappresentati' dal sorriso, dal trascinante 'tip tap' e dai boccoli della Temple. Persino Franklin D. Roosevelt, Presidente degli Stati Uniti d'America, la elogia pubblicamente:


"Finché il nostro Paese avrà Shirley Temple, noi staremo bene".

Shirley's New Year

A celebrarla ed omaggiarla artisti come Dalì, che per lei dipinse il quadro "Shirley Temple, il più giovane mostro sacro del cinema", mentre nella cover di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles proprio Shirley è l'unico personaggio ad apparire due volte. Fu la Temple, inoltre, a consegnare il Premio Oscar a Walt Disney per Biancaneve e i sette nani, con Henry Farrell che nel suo fortunato romanzo Che fine ha fatto Baby Jane?, poi diventato magnificamente cinema, si ispirò proprio alla storia di Riccioli d'Oro per pennellare il volto di colei che in sala ebbe il volto di Bette Davis.

Con il passare degli anni, come sempre avviene in questi casi, il calo di popolarità e soprattutto d'interesse da parte della Mecca del Cinema, tanto da costringere l'attrice al ritiro verso la fine degli anni 40 dopo i flop targati Età inquieta e The Story of Seabiscuit. Campione d’incassi per gli anni 1935-36-37-38, battendo così grandi star come Clark Gable, Bing Crosby, Robert Taylor, Gary Cooper e Joan Crawford, Shirley è stata una dei primi casi di 'dive' da merchandising, visto l'altissimo numero di gadget che invasero gli States: bambole, dischi, tazze, cappelli, abiti. Di tutto e di più. Nel 1967 la discesa in politica, con la candidatura al Congresso per il Partito Repubblicano, per poi diventare dal 1969 al 1970 rappresentante degli USA presso l’ONU e ambasciatrice degli USA in Ghana (1974) e Cecoslovacchia (1989).


'Ho smesso di credere a Babbo Natale quando avevo sei anni. Mamma mi portò a vederlo in un grande magazzino e mi ha chiesto l’autografo'.

Disse un tempo la giovane stella Shirley, morta nelle ultime ore per cause naturali, come confermato dai famigliari a lei vicini alla BBC. Con queste parole:


"Le rendiamo omaggio per una vita di notevoli successi come attrice, come diplomatica e come nostra amata madre, nonna e bisnonna".

Ciao Riccioli d'Oro.

Filmografia

- Kid’s Last Stand (1932)
- Runt Page, regia di Ray Nazarro (1932)
- War Babies, regia di Charles Lamont (1932)
- Red Haired Alibi, regia di Christy Cabanne (1932)
- The Pie-Covered Wagon, regia di Charles Lamont (1932)
- New Deal Rhythm (1933)
- Glad Rags to Riches, regia di Charles Lamont (1933)
- Kid in Hollywood, regia di Charles Lamont (1933)
- Out All Night, regia di Sam Taylor (1933)
- The Kid’s Last Fight, regia di Charles Lamont (1933)
- Polly Tix in Washington, regia di Charles Lamont (1933)
- Dora’s Dunking Doughnuts, regia di Harry Edwards (1933)
- To the Last Man, regia di Henry Hathaway (1933) - Non accreditata
- Kid ‘in’ Africa, regia di Jack Hays (1933)
- Merrily Yours, regia di Charles Lamont (1933)
- What’s to Do?, regia di Charles Lamont (1933)
- Pardon My Pups, regia di Charles Lamont (1934)
Joanna (Carolina), regia di Henry King (1934)-Non accreditata
- Tanya, regia di Michael Curtiz (1934)
- As the Earth Turns, regia di Alfred E. Green (1934)
- Managed Money, regia di Charles Lamont (1934)
- Il trionfo della vita (Stand Up and Cheer), regia di Hamilton MacFadden (1934)
- Primo amore (Change of Heart), regia di John G. Blystone (1934)
- Little Miss Marker, regia di Alexander Hall (1934)
- Now I’ll Tell, regia di Edwin J. Burke (1934)
- Piccola stella (Baby Take a Bow), regia di Harry Lachman (1934)
- Rivelazione (Now and Forever), regia di Henry Hathaway (1934)
- La mascotte dell’aeroporto (Bright Eyes), regia di David Butler (1934)
- Il piccolo colonnello (The Little Colonel), regia di David Butler (1935)
- Un angolo di paradiso (Our Little Girl), regia di John S. Robertson (1935)
- Riccioli d’oro (Curly Top) regia di Irving Cummings (1935)
- La piccola ribelle (The Littles Rebel), regia di David Butler (1935)
- Capitan Gennaio (Captain January), regia di David Butler ( 1936)
- Una povera bimba milionaria (Poor Little Rich Girl), regia di Irving Cummings (1936)
- La reginetta dei monelli (Dimples), regia di William A. Seiter (1936)
- Cin Cin (Stowaway) regia di William A. Setter (1936)
- Alle frontiere dell’India (Wee Willie Winkie), regia di John Ford (1937)
- Zoccoletti olandesi (Heidi), regia di Allan Dwan (1937)
- Rondine senza nido (Rebecca of Sunnybrook Farm), regia di Allan Dwan (1934)
- L’idolo di Broadway (Little Miss Broadway), regia di Irving Cummings (1938)
- Dietro l’angolo (Just around the Corner), regia di Irving Cumming (1938)
- La piccola principessa (The Little Princess) regia di Walter Lang (1939)
- Susanna e le Giubbe Rosse (Susannah of the Mounties), regia di William A. Seiter (1939)
- Alla ricerca della felicità (The Blue Bird), regia di Walter Lang (1940)
- Non siamo più bambini (Young people), regia di Allan Dwan (1940)
- Miss Annie Rooney, regia di Edwin L. Marin (1940)
- Da quando te ne andasti (Since you Went Away), regia di John Cromwell (1944)
- Al tuo ritorno (I’ll Be Seeing You), regia di William Dieterle (1944)
- Non parlare, baciami (Kiss and Tell), regia di Richard Wallace (1945)
- Serenata messicana (Honeymoon), regia di William Keighley (1947)
- L’intraprendente signor Dick o Vento di primavera (The Bachelor and the Bobby-Soxer) regia di Irving Rey (1947)
- Età inquieta (That Hagen Girl), regia di Peter Godfrey (1947)
- Il massacro di Fort Apache (Fort Apache), regia di John Ford (1948)
- Il Sig.Belvedere va in collegio (Mr. Belvedere Goes to College), regia di Elliott Nugent (1949)
- Bella e bugiarda (A Kiss for Corliss) regia di Richard Wallace (1948)
- Diana vuole la libertà (Adventure in Baltimore), regia di Richard Wallace (1949)
- The Story of Seabiscuit regia di David Butler (1949)

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